Home TvNews e AnticipazioniDaria Bignardi e “L’assedio”: «Mi è tornata la voglia di raccontare»

Daria Bignardi e “L’assedio”: «Mi è tornata la voglia di raccontare»

Con il suo nuovo programma la giornalista debutta sul canale Nove il 16 ottobre. Un ciclo di 16 puntate in cui la Bignardi racconterà il nostro tempo grazie alle sue interviste a personaggi famosi, emergenti, e anche a persone comuni

Foto: Daria Bignardi condurrà da ottobre sul Nove “L’assedio”. La giornalista ha firmato un contratto per due anni

22 Luglio 2019 | 11:11 di Antonella Silvestri

La grande novità della prossima stagione televisiva del gruppo Discovery, presentata la scorsa settimana a Milano, è Daria Bignardi. Dal 16 ottobre la giornalista e scrittrice (nonché ex direttore di Raitre) tornerà in video dopo quattro anni di assenza. Debutterà infatti sul canale Nove con “L’assedio”, un ciclo di 16 puntate in cui la Bignardi racconterà il nostro tempo grazie alle sue interviste a personaggi famosi, emergenti, e anche a persone comuni.

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Perché ha scelto questo titolo?
«Ho sempre dato ai miei programmi più importanti, penso a “Tempi moderni” e a “Le invasioni barbariche”, titoli di film. “L’assedio” è una delle ultime pellicole di Bernardo Bertolucci. Ma l’assedio è anche quello che viene dopo l’invasione. È uno stato d’animo che spesso ha a che fare con l’ansia. Ci sentiamo sotto assedio perché ci sono situazioni che non capiamo, che ci preoccupano. Problemi oggettivi come una crisi politica, economica e sociale ma anche perché “avvertiamo” quell’urgenza di essere felici e giovani. È un tempo, quello attuale, di ansia. Ma questo è anche il mio “assedio” gioioso, che significa raccontare ciò che avviene nel mondo di oggi parlando con le persone, interrogandole su quello che succede attorno a noi e sulle sensazioni che respiriamo».

Com’è nata l’idea di proporre questo programma per il canale Nove?
«Io e Laura Carafoli (direttore dei contenuti di Discovery, ndr) ci siamo incontrate più di un anno fa. In quell’occasione mi aveva chiesto di fare qualcosa per il canale, ma non sapevo esattamente cosa proporre. Sono rimasta colpita e attratta da una sua frase: mi ha detto che avrei avuto carta bianca. Ho pensato persino di dedicarmi ai documentari, magari prestando soltanto la mia voce».

E poi cosa è successo?
«Un bel giorno ho pensato che quello che mi è sempre piaciuto fare è raccontare la realtà, perché mi piace e perché sono una persona curiosa. Il mondo ha tante cose da dire e io faccio soltanto da mediatrice parlando con la gente e intervistandola. Adoro ascoltare le persone e le loro storie. Così ho suonato l’adunata per coinvolgere i miei autori di sempre e ci siamo rimessi al lavoro».

Com’è stato ritrovare la sua vecchia squadra?
«Sia io sia loro in questi anni abbiamo fatto altre esperienze. Personalmente ho diretto una rete pubblica e ho scritto dei libri. Anche gli altri colleghi autori hanno lavorato ad altri programmi. Siamo cresciuti e ci siamo ritrovati con una grande voglia di confrontarci e di divertirci. Le trasmissioni devono essere sempre molto curate e noi siamo attentissimi in questo».

Il programma andrà in onda in diretta?
«Il nostro è un lavoro molto artigianale. Per me la diretta è fondamentale, perché fino a un minuto prima di andare in onda succedono cose delle quali potrei parlare con gli intervistati, siano essi star, persone comuni o nuovi protagonisti».

Questa è la sua prima volta nel gruppo Discovery. Come si sta trovando?
«Mi sento già a casa. Respiro in questa rete qualcosa che sento molto mio. È tutto all’insegna della libertà e della trasparenza. L’obiettivo è fare le cose nel modo migliore possibile, divertendoci».