Home TvNews e Anticipazioni“The Disunited States of America”, il viaggio per raccontare gli Usa al voto

“The Disunited States of America”, il viaggio per raccontare gli Usa al voto

Domenica 19 febbraio alle 21.15 su Sky Atlantic HD, Sky Cinema Cult e Sky Tg24 HD

Foto: Uno dei protagonisti del documentaro "The Disunited States of America"  - Credit: © Ufficio stampa Sky

19 Febbraio 2017 | 16:50 di Chiara Baldi

"The Disunited States of America" è un viaggio unico nell'America profonda, distante dalle grandi metropoli. Un’osservazione senza filtri della gente comune da cui emergono paure, tensioni e speranze di due Americhe che oggi convivono ma esprimono modelli di società sempre più distanti tra loro, vere e proprie società alternative. Il film, una produzione originale di Sky, andrà in onda domenica 19 febbraio alle 21.15 su Sky Atlantic HD, Sky Cinema Cult HD e Sky TG24 HD.

Diretto da Luis Prieto, "The Disunited States of America" è un ritratto fedele e senza pregiudizi di sostenitori e oppositori sia di Donald Trump che di Hillary Clinton. Girato in tredici Stati, con oltre 500 ore di riprese realizzate nei mesi che hanno visto l’ascesa di Trump, il film racconta la vita quotidiana dei supporter di entrambi i candidati. Nessun attore, solo storie reali. Emerge così una fotografia genuina degli Stati Uniti meno noti, eppure così determinanti per le scelte politiche, economiche e sociali. Un film sull'America e la sua gente, in un momento cruciale della sua e della nostra storia.

"Ho iniziato la mia ricerca sulla politica Americana e sulle elezioni presidenziali del 2016 lo scorso luglio alle convention repubblicana e democratica. Mentre i notiziari ci bombardavano con messaggi di parte su Donald Trump e Hillary Clinton, si parlava ben poco della vera America che si cela dietro a ciascuno dei candidati", spiega il regista. "Era evidente che per offrire un ritratto genuino e dettagliato delle elezioni presidenziali avrei dovuto stare alla larga dai candidati e dalla baraonda che li circondava, e rivelare i veri protagonisti della macchina politica che stava per eleggere la prima donna presidente d'America o un mediatico uomo d'affari fino ad allora estraneo alla politica".