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Donnavventura: da Zanzibar al Mozambico nella nona puntata

Domenica 11 marzo alle 14 su Rete4 (e in replica sabato 17 marzo alle ore 15,30) torna con la nona puntata il grande viaggio alla scoperta dei colori e delle tradizioni dell'Africa e dell'Oceano Indiano

09 Marzo 2018 | 12:11 di Vanessa Villa

Domenica 11 marzo alle 14 su Rete4 (e in replica sabato 17 marzo alle ore 15,30) torna con la nona puntata Donnavventura, il grande viaggio alla scoperta dei colori e delle tradizioni dell'Africa e dell'Oceano Indiano. 9 ragazze unite dalla passione per il viaggio e l'avventura che ci faranno conoscere dei luoghi meravigliosi, sia dal punto di vista naturale, sia dall'aspetto umano. Una di loro in particolare, Vanessa Villa, ci racconterà ogni tappa con i suoi reportage.

• Donnavventura: la nuova serie ci porta in Africa e Oceano Indiano
• Donnavventura: la seconda puntata ci porta in Kenya
• Donnavventura: ancora in Kenya con la terza puntata
• Donnavventura: da Malindi a Mombasa, fino a Nairobi nella quarta puntata
• Donnavventura, l'addio al Kenya nella quinta puntata
• Donnavventura: la sesta puntata ci porta in Etiopia
• Donnavventura: da Lalibela alla Dancalia nella settima puntata
• Donnavventura: dal Tigray a Zanzibar nell'ottava puntata

Zanzibar

Calmo mare pastello.
Fresco vento che cambia.

Zanzibar si stava lasciando amare.
Una terra di persone semplici, lavori umili e sorrisi generosi.
Percorremmo strade solitarie ai cui lati vi erano soltanto colorate e malmesse abitazioni, finché arrivammo in una spiaggia che si affacciava su una struttura costruita sopra una roccia, in mezzo al mare. Eravamo al “The Rock”, uno dei luoghi più caratteristici di Zanzibar. Il ristorantino, situato su di uno scoglio, durante le ore di bassa marea era raggiungibile a piedi, mentre con l’alta marea era necessario salire a bordo di una piccola imbarcazione.

Maree in festa.
Maree in danza.
Armonico movimento naturale.

La terra ci chiamò e noi rispondemmo. Ci inoltrammo nella foresta di Josani, dove improvvisamente fummo circondate da simpatici animali endemici: le scimmie colobo rosso. Con le loro lunghe code, il pelo irsuto e la schiena rossiccia, quelle scimmie ci conquistarono e i nostri obiettivi fotografici non poterono non scattare infinite volte.
Era arrivato il momento di spostarci per dirigerci verso un’altra realtà, questa volta più sociale. A Jambiani pranzammo con una coppia di italiani, fondatori di una Onlus che mira all’educazione e insegnamento di adulti e bambini locali. Toccammo con mano le creazioni di quella gente. Erano così fieri e felici che non potei non gioire insieme a loro stupita e ancora una volta la vita mi stava regalando un insegnamento.

Era giunto il momento di salutare quell’isola così soave e altruista. Come ultimo saluto approdammo su una lingua di sabbia in mezzo all’oceano con al nostro seguito un gruppo di musicisti locali. Ballammo tremendamente e liberamente. La musica, il sole e il mare portarono lontano, oltreoceano, le nostre emozioni.
Zanzibar aveva spalancato le porte dei nostri cuori, oramai completamente aperti alla leggerezza e alla semplicità del vivere.

Atterrammo in Tanzania per un safari tra leoni, giraffe ed elefanti. L’Africa selvaggia era ancora nelle nostre vene e non se ne voleva andare.
Volammo dunque in una nuova sconosciuta terra, il Mozambico, luogo in cui avremmo trovato il caldo abbraccio della popolazione locale e sguardi colmi di speranza. Stabilimmo il nostro campo base presso Mequfi, in un resort tanto esclusivo quanto a stretto contatto con la natura incontaminata.
Eravamo appena arrivate in quel Paese, ma immediatamente sentimmo tutta la sua forza. Ci sentivamo amate e accolte e forse col cuore anche un po’ più vicine a casa.