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Donnavventura: la sesta puntata ci porta in Etiopia

Domenica 18 febbraio alle 14 su Rete4 (e in replica sabato 24 febbraio alle ore 15,30) torna con la sesta puntata il grande viaggio alla scoperta dei colori e delle tradizioni dell'Africa e dell'Oceano Indiano

16 Febbraio 2018 | 14:00 di Vanessa Villa

Domenica 18 febbraio alle 14 su Rete4 (e in replica sabato 24 febbraio alle ore 15,30) torna con la sesta puntata Donnavventura, il grande viaggio alla scoperta dei colori e delle tradizioni dell'Africa e dell'Oceano Indiano. 9 ragazze unite dalla passione per il viaggio e l'avventura che ci faranno conoscere dei luoghi meravigliosi, sia dal punto di vista naturale, sia dall'aspetto umano. Una di loro in particolare, Vanessa Villa, ci racconterà ogni tappa con i suoi reportage.

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Difficile e tanto attesa.
Culla dell’umanità, terra di verità, di emozioni e di autenticità.
L’Etiopia ci stava aspettando e noi non vedevamo l’ora di incontrarla.

Penetrammo la Valle dell’Omo, a sud del Paese, il polmone verde d’Africa. Davanti a me si stagliava con imponenza una distesa di alberi enormi e di un verde brillante. Ci aspettava un lungo viaggio con i nostri fuoristrada verso il nostro lodge. La luce del tramonto rese tutto ancor più suggestivo. Era un susseguirsi di tonalità di verdi, dal più chiaro al più scuro, dal più lucente al più caldo. Le donne con i fasci di erba o legna sulla schiena, i bambini che ci sorridevano sul ciglio della strada o che improvvisavano un balletto in stile etiopico per farsi notare. Sembrava di attraversare piste del passato e che il tempo si fosse fermato a non so quanti anni fa. Era una moltitudine di capanne di legno e paglia, un susseguirsi di pastori con le loro mandrie di capre, asini e mucche lungo la strada. C’erano agricoltori che lavoravano la terra. E poi le enormi piantagioni di cotone, banane, moringa, canapa e alberi di ogni genere, che solo nei libri o film avevo visto prima. Finché arrivai nel nostro eco-logde e distrutta dopo il lavoro notturno di produzione, mi addormentai nell’umida ma accogliente tenda.


Ci aspettavamo qualcosa di speciale l’indomani, ma non potevamo immaginare quanto sarebbe stato indelebile incontrare la tribù dei Mursi. Vivere un’esperienza a contatto con quella gente, così primordiale e attaccata alla madre terra, è stato davvero illuminante. Le donne, con quegli enormi piattelli labiali e il seno scoperto erano forti, sicure e fiere. Elegantissime con quegli ornamenti di piume, conchiglie di fiume, ossa e pelli animali, ci mostrarono con semplicità e diffidenza le loro abitudini nel villaggio.

Tornammo lungo quel meraviglioso percorso verso il lodge e mi persi tra le montagne verdi, il lago Chamo, i piccoli villaggi tribali konso e gli antichi terrazzamenti, patrimonio dell’Unesco. 
Questa terra mi parlava chiaramente e in quei primi giorni di viaggio conobbi finalmente il suo nome: Verità.

Era arrivato il momento di andare nella capitale, a conoscere la gente. Eravamo nel mercato di Addis Abeba.

Macchie di colori vivi

nel frenetico mercato.

Incontro occhi enormi e sinceri

e sfoglio storie di uomini autentici.

(10-09 Vanessa)

Sguardi intensi e sinceri s’incrociavano col mio, profano e straniero. Incuriosita da quella moltitudine di storie umane, mi addentrai con il mio ormai inseparabile “Osmo”, cercando avidamente di catturare nel mio obiettivo più cose possibili.

L’Etiopia mi stava parlando e ad alta voce mi diceva parole d’amore e di verità.