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Donnavventura: le Maldive protagoniste dell’undicesima puntata

Domenica 25 marzo alle 14 su Rete4 (e in replica sabato 31 marzo alle ore 15,30) torna con l'undicesima puntata il grande viaggio alla scoperta dei colori e delle tradizioni dell'Africa e dell'Oceano Indiano

23 Marzo 2018 | 12:38 di Vanessa Villa

Domenica 25 marzo alle 14 su Rete4 (e in replica sabato 31 marzo alle ore 15,30) torna con l'undicesima puntata Donnavventura, il grande viaggio alla scoperta dei colori e delle tradizioni dell'Africa e dell'Oceano Indiano. 9 ragazze unite dalla passione per il viaggio e l'avventura che ci faranno conoscere dei luoghi meravigliosi, sia dal punto di vista naturale, sia dall'aspetto umano. Una di loro in particolare, Vanessa Villa, ci racconterà ogni tappa con i suoi reportage.

• Donnavventura: la nuova serie ci porta in Africa e Oceano Indiano
• Donnavventura: la seconda puntata ci porta in Kenya
• Donnavventura: ancora in Kenya con la terza puntata
• Donnavventura: da Malindi a Mombasa, fino a Nairobi nella quarta puntata
• Donnavventura, l'addio al Kenya nella quinta puntata
• Donnavventura: la sesta puntata ci porta in Etiopia
• Donnavventura: da Lalibela alla Dancalia nella settima puntata
• Donnavventura: dal Tigray a Zanzibar nell'ottava puntata
• Donnavventura: da Zanzibar al Mozambico nella nona puntata
Donnavventura: dal Mozambico alle Maldive nella decima puntata

Male e Le Maldive

Eravamo noi, l’Oceano Indiano e la nostra isola deserta, così piccola che con meno di cento passi potevamo farne il giro.
Un luogo incantato, unico, silenzioso. Finchè al largo avvistammo qualche cambiamento. Il cielo stava oscurando anche il mare cristallino.
Pioggia. Forte. Battente. Rigenerante.
Ci tuffammo nel blu e ci abbandonammo all’energia dell’acqua.

Prendemmo le nostre valige e saltammo sul nostro idrovolante, Male ci stava aspettando.
Atterrammo nella capitale più piccola del mondo, un’isola interamente edificata. Senza neanche un centimetro libero, la città sembrava soffocare tra le miriadi di case e bei palazzi. Male era una festa di colori vivaci e il bianco limpido delle piazze e delle moschee creava una dolce armonia per i nostri sensi.

Prendemmo il volo a bordo del nostro ormai inseparabile idrovolante alla scoperta di nuove isole, quelle più esclusive.
Atterrammo come sempre sull’acqua maldiviana, limpida e brillante e quella che si aprì davanti a noi fu un’incredibile visione. I nostri occhi si incantarono, come sotto incantesimo e non riuscimmo a battere ciglio per diversi istanti. Eravamo al Soneva Jani, uno dei resort più esclusivi del mondo, rifugio ecofriendly delle persone più riservate. Un luogo unico e inimmaginabile, il perfetto connubio fra esclusività ed eco-sostenibilità, fra armonia dei materiali impiegati nelle strutture e linee architettoniche, fra l’eccellenza culinaria e la qualità del servizio.

Dovemmo lasciare anche quel paradiso per tuffarci nuovamente in un'altra realtà, un’altra importante isola abitata da pescatori maldiviani, gente semplice e musulmana. Si trattava dell’isola di Magoodhoo, luogo in cui ci addentrammo nell’eroica realtà del MaRHE Center, il centro di alta formazione e ricerca avanzata sul mondo marino dell’Università degli studi di Milano Bicocca. Lì potemmo assistere alle lezioni e ai laboratori di ricercatori biologi marini ed io ebbi la fortuna di intervistare il professor Paolo Galli, il responsabile del centro. Uomo di luce, con occhi pieni di entusiasmo, un sorriso contagioso e l’energia di un leader, mi raccontò la storia del centro.

Grata lasciai anche quell’isola.
Le Maldive ormai mi avevano riempita d’amore.