Home TvNews e AnticipazioniEleonora Boi: «Senza gol che vita sarebbe?»

Eleonora Boi: «Senza gol che vita sarebbe?»

Abbiamo incontrato la conduttrice di «Premium Champions» prima dei quarti di finale del torneo calcistico più importante d'Europa

23 Marzo 2018 | 17:45 di Alberto Rivaroli

La sua passione per il calcio parte da molto lontano. «Avevo quattro anni, vivevo in Sardegna con la mia famiglia. Papà mi portò con sé allo stadio a vedere il Cagliari: fu una rivelazione. Seduto accanto a me c’era un bambino con un tamburo: gliel’ho strappato di mano e ho cominciato a picchiare come una matta...».

Molti anni dopo il calcio per Eleonora Boi è ancora un grande amore, ma anche un lavoro: fa la giornalista a Premium Sport (la pay tv di Mediaset) e da settembre il direttore Alberto Brandi le ha affidato in coppia con Sandro Sabatini la conduzione di «Premium Champions», che racconta il pre e il post partita delle gare del massimo trofeo continentale. E nelle ultime settimane, grazie agli ascolti record delle gare «europee» di Juventus e Roma, in chiaro su Canale 5, la sua popolarità è esplosa.

Eleonora, come si arriva da una piccola emittente sarda a Mediaset?
«Con tanta tenacia e un po’ di fortuna. Mi sono trasferita a Milano nel 2013, e ho trovato lavoro a Sportitalia; l’anno dopo è arrivata l’occasione di passare a Mediaset».
Ha un rito prima di andare in onda?
«Faccio sempre le stesse cose: mi alzo, vado in palestra, e poi corro in redazione. Qui leggo i giornali, entro in riunione e poi passo al trucco».
E quando le telecamere si spengono?
«Me ne vado subito a casa. Dopo ore sui tacchi a spillo, ho la schiena a pezzi».
Lei ha lavorato anche come inviata a bordo campo. Meglio il calcio dal vivo o lo studio tv?
«Lo studio: qui mi sento veramente a mio agio».
Nel tempo libero cosa guarda in tv?
«Un po’ di tutto, ma la cosa che mi diverte di più è organizzare gruppi d’ascolto con gli amici. Con il “GF Vip” ci siamo divertiti un mondo».
I suoi viaggi preferiti?
«Adoro Los Angeles, dove sono stata varie volte. Prossimi progetti: Giappone e Cuba».
Per lei il calcio è...
«...un gioco, che non va preso troppo sul serio. Ecco perché mi piace chi sa affrontarlo con ironia, come il mio collega Sandro Sabatini o Ciro Ferrara, che sa commentare le partite senza mai perdere il gusto della battuta».
Un’ultima cosa: e se Juventus-Roma fosse la finale di Champions?
«Sarebbe fantastico! Sabatini, appassionato di ciclismo, ha giurato che se le italiane arrivano in finale andrà in bici fino a Kiev (sede della partita, ndr). Io invece sono pigrissima e non ci penso nemmeno. Caro Sandro, facciamo così: io prendo l’aereo e ci vediamo là!».