Home TvNews e AnticipazioniEnzo Biagi: un ricordo in 5 puntate su RaiStoria

Enzo Biagi: un ricordo in 5 puntate su RaiStoria

Dalle origini agli anni 60: l'uomo “sbagliato” al posto giusto

Foto: Enzo Biagi  - Credit: © Rai

31 Ottobre 2017 | 19:12 di Lorenzo Di Palma

È dedicato a uno dei più gradi giornalisti e scrittori italiani, scomparso proprio dieci anni fa, lo speciale “Enzo Biagi, giornalista”, in onda da martedì 31 ottobre in seconda serata su Rai Storia. Cinque puntate per altrettante tappe che scandiscono la storia di Biagi attraverso i suoi programmi, le sue parole ai microfoni Rai, la sua vita e il suo lavoro testimoniato dalle sue figlie, Bice e Carla, e dai suoi collaboratori: Franco Iseppi, Loris Mazzetti e molti altri.

Nella prima puntata, i primi 49 anni di vita e lavoro del giornalista, nato a Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere (Bologna) il 9 agosto 1920, le prime esperienze al Carlino Sera, dove entra nel 1939, gli anni della guerra, durante i quali sposa Lucia ed entra nella Resistenza nelle fila di Giustizia e Libertà: quattordici mesi che saranno il faro della sua vita interiore.

Nel dopoguerra è uno degli inviati del Resto del Carlino, della Stampa e del rotocalco Oggi, e animatore di tante iniziative a Bologna, dal teatro a una radio "di piazza". Mentre nel 1951 si trasferisce a Milano, chiamato dal editore di Epoca Arnoldo Mondadori. Con l'amico Sergio Zavoli, nel '52 registra un documentario radiofonico per la Rai, “Questa sera si vive a soggetto”. È nominato direttore di Epoca nel 1956, dopo che la sua intuizione di portare la cronaca dei grandi gialli fa crescere la tiratura del settimanale, e cura la critica televisiva, proprio nel momento in cui il mezzo, grazie a “Lascia o raddoppia”, sta assumendo una dimensione di massa. Le sue critiche sono un anticipo della sua idea di televisione.

Lascia la direzione di Epoca nel luglio 1960, dopo il suo editoriale "Dieci poveri inutili morti" è in dissenso con l'editore, e nel settembre 1961 viene chiamato da Ettore Bernabei, direttore generale Rai, alla direzione del Telegiornale. In un anno, porta numerose novità: la cronaca nera, i collegamenti internazionali, i giornalisti della carta stampata, e inventa RT-Rotocalco Televisivo, dove trovano ospitalità temi difficili e inconsueti come la mafia, le raccomandazioni, la guerra fredda. Alcune proteste da parte di alcuni politici, per la sua scarsa attenzione agli equilibri di potere, lo inducono a definirsi "l'uomo sbagliato al posto sbagliato".