Home TvNews e AnticipazioniGino Bramieri, il comico gentile che faceva ridere l’Italia

Gino Bramieri, il comico gentile che faceva ridere l’Italia

La prima cosa che torna in mente è il suo sorriso rassicurante, quell’aria da persona perbene che aveva conquistato gli italiani almeno quanto il suo talento e la capacità di far ridere sempre e comunque

Foto: Gino Bramieri (1928-1996) ritratto nella sua casa milanese

04 Maggio 2018 | 15:10 di Alberto Rivaroli

La prima cosa che torna in mente, ricordando Gino Bramieri, è il suo sorriso rassicurante, quell’aria da persona perbene che aveva conquistato gli italiani almeno quanto il suo talento e la capacità di far ridere sempre e comunque. Era un mattatore nato, un artista capace di avere successo in qualsiasi ambito si cimentasse: il teatro (primo e più grande amore) e la televisione, il cinema (oltre 35 i film dove appare) e la radio, e perfino la pubblicità ai tempi del mitico «Carosello». E poi era per tutti il re della barzelletta: si dice che nel corso della sua carriera ne abbia raccontate oltre settemila, con un’abilità diventata proverbiale. Ecco perché, anche se è scomparso ormai quasi 22 anni fa, Gino Bramieri è ancora uno di famiglia per milioni di telespettatori.

Milanese doc

Luigi Bramieri, questo il suo vero nome, nasce a Milano nel 1928 in Corso Garibaldi, oggi zona residenziale ricca di locali alla moda, ma all’epoca popolata di gente semplice come la famiglia del futuro showman: suo padre faceva il falegname. Gino va a scuola, ma presto abbandona gli studi e inizia a lavorare: a 14 anni fa il fattorino per una banca di Piazza della Scala. Il suo sogno però è fare strada nel mondo dello spettacolo. Le sue prime esibizioni risalgono addirittura al tempo di guerra: alla fine del 1943, appena quindicenne, si esibisce a Rovellasca, in provincia di Como, dove molti milanesi erano sfollati per sfuggire ai bombardamenti.

Grazie, Macario

Alla fine del conflitto i teatri tornano a riempirsi: sono gli anni d’oro del varietà e della rivista, che vedono protagonisti Totò, Wanda Osiris, Macario. Proprio quest’ultimo decide di dare fiducia al giovanissimo Gino, che fino a quel momento, pur di respirare l’aria dei teatri, aveva accettato qualsiasi incombenza, dall’attaccare i bottoni al tirare le pesanti funi che chiudevano e aprivano il sipario. Macario per primo  gli concede di entrare in scena per qualche secondo: è il 1948. Gino emozionatissimo inciampa, finendo a gambe all’aria davanti al pubblico, che scoppia a ridere. Invece di licenziarlo, Macario gli ordina di ripetere la gag ogni sera. È l’inizio di un’ascesa che culmina nel 1956 con l’incontro tra Bramieri e Garinei e Giovannini, i re Mida della commedia musicale italiana, con cui il comico milanese lavorerà per oltre 25 anni.

Un comico di... peso

Foto: In questa foto del 1958 vediamo Gino Bramieri (a destra) ospite del quiz «Lascia o raddoppia?» condotto da Mike Bongiorno (1924-2009, a sinistra). Al centro si riconoscono Raimondo Vianello (1922-2010) e Sandra Mondaini (1931-2010)

Simpatico, mai volgare, capace di tempi comici perfetti, negli Anni 60 Bramieri inanella una serie impressionante di successi. Anche in Rai è ormai di casa, grazie a trasmissioni fortunatissime come «L’amico del giaguaro» (1961), «Il signore ha suonato?» (1966) e, alla radio, «Batto quattro» (1966). È riuscito insomma a mantenere la promessa fatta a Maria Barbieri, la ragazza che ha sposato ad appena 19 anni e che gli darà l’unico figlio Cesare (futuro marito della concorrente del «GF»). «Vedrai, un giorno ci sarà il mio nome a caratteri cubitali sui manifesti...» aveva giurato a Maria, e i fatti gli hanno dato ragione. A renderlo inconfondibile sono il sorriso e un aspetto fisico decisamente «ingombrante»: il suo peso infatti supera di gran lunga i 100 chili. Solo nei primi Anni 70 riuscirà a ridurre drasticamente la sua mole: un’impresa che il pubblico mostra di gradire e che l’attore racconta in un libro, «50 chili fa», che nel 1973 diventa un bestseller.

Inter, amore mio

Bramieri ormai è una stella, ma soprattutto un amico per il pubblico, che non si limita a seguirlo in tv ma continua ad affollare i teatri, dove l’attore si scatena tra spassosi travestimenti, gag sempre azzeccate e le immancabili barzellette che chiudono i suoi show. Amante del calcio e dell’Inter (la sua squadra del cuore), della buona cucina e rispettoso  del pubblico, è un campione di signorilità e rifugge da qualsiasi atteggiamento da primadonna. «Per venire a vedermi il pubblico deve uscire di casa, cercare parcheggio e pagare il biglietto: sono gesti d’amore che mi commuovono».

Un addio struggente

Foto: 7 maggio 1996. Gino Bramieri con Franca Valeri e Corrado (1924-99) alla Notte dei Telegatti, la sua ultima apparizione in pubblico

Un affetto ricambiato fino all’ultimo. Il 7 maggio 1996, poco prima di morire, nonostante le sofferenze dovute a una grave forma di tumore, decide di partecipare alla Notte dei Telegatti, dove viene premiato per la sitcom «Norma e Felice» che lo vede protagonista su Canale 5 con Franca Valeri. Sul palco, accanto a Corrado, c’è Fiorello, che consegna al grande comico la statuetta che Lucia Bramieri si è portata dentro la Casa del «GF», provocando qualche polemica. Gino è affaticato, ma ringrazia il pubblico e si sforza di pronunciare qualche battuta: «Sono contento di aver vinto un premio tutto d’oro. Come dite, non è veramente d’oro? Pazienza, per quello d’oro ripasserò l’anno prossimo» dice sorridendo. In platea, invece, sono tanti i colleghi con gli occhi lucidi: sanno che quella promessa Gino non potrà proprio mantenerla. Il 18 giugno muore nella «sua» Milano, ma nessuno lo dimenticherà: nel 2006 il Comune gli dedica una strada nel centro della città.

La sai l’ultima? fatevi una risata con le sue barzellette più belle

• «Alla stazione un uomo chiede a un ferroviere: “Scusi, dove lo prendo il treno per Pisa?”. E l’altro: “Guardi, se non si sposta dal binario lo prende dritto nella schiena!”».

• «In un prato due mucche pascolano tranquille. A un certo punto una fa: “Muuu...”. L’altra risponde: “Sai che mi hai tolto le parole di bocca?». «Il figlio di un contadino corre dal padre e gli chiede: “Papà, papà, ti piace la frutta cotta?”. “Sì, perché?“. “Allora corri, il frutteto sta bruciando...”».

• «Una signora con un polpaccio fasciato si presenta dal medico. “Dottore, un cane mi ha morso”. Il medico chiede: “Ci ha messo su qualcosa?”. E la signora: “No, no, gli è piaciuto così...”».

• «Sapete come si chiama il più famoso sarto cinese? Sumi Sura. E qual è il nome del Ministro dei Trasporti? Fur Gon Cin!».

• «Un uomo si sfoga con un amico: “Sono due giorni che non parlo con mia moglie”. “Come mai? Avete litigato?“. “No, non voglio interromperla!”».

• «La mamma rimprovera Pierino: “Quante volte devo ripeterti che non si deve fare la pipì in piscina?”. “Mamma, ma lo fanno tutti...”. E la mamma: “Sì, ma non dal trampolino».