Home TvNews e AnticipazioniGomorra e il “sacco giusto” per Legambiente

Gomorra e il “sacco giusto” per Legambiente

Don Pietro Savastano (Fortunato Cerlino) denuncia in un video la circolazione di sacchetti bio illegali, in mano alla criminalità organizzata

10 Giugno 2016 | 11:15 di Manuela Puglisi

Don Pietro Savastano di Gomorra (Fortunato Cerlino) fa la spesa, ma bisogna stare attenti, perché ha qualcosa da farci notare. Il video pubblicato da Legambiente Onlus spiega come dietro un semplice sacchetto del supermercato possa nascondersi la criminalità organizzata.

In Italia, spiega l’attore, il crimine organizzato controlla gran parte del mercato dei sacchetti che i commercianti sono costretti a comprare. La metà dei sacchetti in circolazione sono illegali, si parla di 40.000 tonnellate di plastica, 160 milioni di euro persi dalla filiera legale, intorno ai 30 milioni di euro di evasione fiscale, mentre i costi di smaltimento lievitano di 50 milioni di euro.

Si può cambiare, gli stessi cittadini possono fare la differenza, innanzitutto controllando i materiali con cui è prodotto il sacchetto della spesa o come hanno fatto i ragazzi di CoopVentuno. Massimo Noviello e Gennaro del Prete, i cui padri sono stati uccisi dalla malavita, producono buste compostabili, legali, certificate. Insomma, basta stare attenti, vero? Il video di Legambiente ci mostra però come è facile che le cose ci sfuggano sotto gli occhi quando siamo concentrati altrove.

I cittadini possono segnalare le illegalità sul sito www.legambiente.it/unsaccogiusto. Sul sito, scopriamo anche come riconoscere un sacchetto legale da uno illegale:

sacchetto legale

sacchetto illegale