I Pinguini doppiano i nuovi film di “South Park”

Elio Biffi e Riccardo Zanotti, hanno prestato la loro voce a due nuovi film della saga

20 Settembre 2022 alle 12:24

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Due pinguini a “South Park”. No, non è una delle geniali trovate degli autori dell'irreverente cartone animato. Parliamo proprio di Elio Biffi e Riccardo Zanotti, rispettivamente tastierista e cantante dei Pinguini Tattici Nucleari, che hanno prestato la loro voce a due nuovi film della saga di “South Park” che prossimamente vedremo sulla nuova piattaforma streaming Paramount+.

Nell'incontro con i giornalisti italiani hanno raccontato: «Sicuramente c'è una certa irriverenza di fondo in “South Park” che ci ha sempre rapiti, soprattutto un'irriverenza nei confronti della cultura pop. “South Park” ci ha dato un insegnamento maestro e questo ha sempre caratterizzato anche la nostra produzione musicale. Nei nostri album ci sono più momenti in cui si ride che quelli in cui si piange» dice Riccardo. «Ci riteniamo profondamente libertari» aggiunge Elio. «A noi piace irridere quasi tutto. Non c'è quasi niente su cui non rideremmo: è uno dei nostri modi per comprendere la realtà, distaccandocene». Sottolinea Riccardo: «Siamo molti amici di comici e talvolta le persone più rispettose e più riverenti nei confronti degli altri sono quelle che ne ridono maggiormente. Questo è stato un punto di riferimento prezioso: mettere dei limiti alla satira significherebbe andare contro il senso stesso della satira. Ricordo un episodio di “South Park” in cui si prendevano in giro i metallari e in quegli anni io lo ero: già eravamo una comunità di poche persone, per cui la presa in giro avrebbe potuto darci fastidio perché rischiavamo di essere emarginati ulteriormente. Invece ne risi molto, per fortuna».

L'abitudine a stare in uno studio di registrazione vi ha aiutati in un mestiere che non è il vostro?
Elio: «Senza dubbio avere famigliarità con un oggetto, il microfono, e uno spazio simile a quello in cui lavoriamo quando registriamo un disco ci ha dato una mano per essere più a nostro agio. È, però, un modo molto diverso di utilizzare la voce. La cosa più complicata è stata il connettere il parlare con l'elemento visivo: il doppiaggio non è solamente leggere una sceneggiatura con l'intenzione giusta. Ma è il riuscire a farlo seguendo quello che accade sullo schermo. Ecco, il fatto di averlo potuto fare per un cartone dai disegni molto schematici come “South Park” ci ha aiutato».
Riccardo: «Per me è stato molto divertente, per quanto chiaramente difficile. Quando registri una canzone tutto è suddiviso a seconda della durate delle battute. In un doppiaggio, invece, contano le frazioni di secondo: cambia l'errore assoluto che ti puoi concedere. L'ho vista come un'esperienza di studio ancora più amplificata, più specifica. Da un lato cantare e doppiare sono lavori molto lontani tra loro, perché devi concentrarti maggiormente sui toni e sulle intenzioni, dall'altro ci sono similitudini perché devi rispettare il ritmo delle parole. Senza dubbio è un'esperienza che vogliamo ripetere».

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