Home TvNews e AnticipazioniIl matrimonio di Angelo Pintus: «Così ho detto di sì alla mia Micky»

Il matrimonio di Angelo Pintus: «Così ho detto di sì alla mia Micky»

Sorrisi vi racconta le nozze del comico di «Colorado» e del «Karaoke». Ecco tutte le foto più belle della cerimonia

Foto: Angelo Pintus e Michela Sturaro. A sinistra dello sposo, il testimone Lorenzo Petrachi. A fianco della sposa, le testimoni Clarice Armotrading e Chiara Giuliani  - Credit: © Stefano G. Pavesi

25 Settembre 2017 | 17:37 di Barbara Mosconi

Qualche giorno prima del matrimonio, al telefono, gli chiedo: «E se piove?». E il futuro sposo, Angelo Pintus, risponde serafico: «Le previsioni dicono bel tempo». Poi, pragmatico, aggiunge: «Avevo più ansia l'anno scorso all'Arena di Verona. Se piove lì sei spacciato, se piove al matrimonio ti inventi qualcosa».

A proposito di invenzioni. Fu proprio durante lo spettacolo all'Arena di Verona, di fronte a migliaia di spettatori, che Pintus chiese alla sua «Micky» di sposarlo. Era il 10 settembre 2016. Dopo un anno Angelo e Michela si sposano.

Stavolta la scena si sposta in Emilia. È il 9 settembre e siamo a Francolino, una frazione a due passi da Ferrara. La sposa è di queste parti, la casa della mamma è quasi di fronte all'agriturismo dove verrà celebrato il matrimonio, pochi minuti a piedi tagliando per i prati, due curve di strada a farla in macchina. Un altare è stato allestito tra i frutteti, come da previsioni (esatte) splende il sole.

La sposa ha dormito («Dormito? A rate, continuavo a svegliarmi») nella casa di quando era ragazza, con le amiche (c'è anche Gloria Zanin, Miss Italia 1992, tuttora in splendida forma). Lo sposo ha alloggiato in una stanza dell'agriturismo con Lorenzo, il testimone (l'ex compagno di scuola, ora vive a Sydney dove ha un ristorante vegano), l'incontenibile Max Vitale (all'inizio erano il duo Angelo e Max) e le amiche storiche, la Beba e la Claudia. Sono stati invitati alle nozze solo gli amici carissimi e pochi parenti (e la cronista e il fotografo di Sorrisi).

Arriviamo da Milano con un autobus organizzato per quelli del «Nord». C'è Peppe Quintale (era il capovillaggio di Pintus vent'anni fa a Ostuni), ci sono i PanPers (Andrea Pisani e Luca Peracino, compagni di palco a «Colorado»), Salvatore Ferrara (presidente della Nazionale italiana comici dove Pintus giocava con la maglia numero 10 prima di un menisco problematico), Gigi Garretta (lo scatenato deejay di Radio Kiss Kiss).

Lo sposo è sveglio dalle sei della mattina, ha risolto un paio di imprevisti e ora è pronto e impaziente. È passato mezzogiorno da un pezzo, adesso il sole è implacabile. Si procede in fretta verso il frutteto, alcune sedie bianche sono state predisposte sul prato e un tappeto bianco condurrà la sposa fino all'altare. Musica: due violiniste attaccano un pezzo di Händel. Pintus avanza al braccio della mamma, la signora Maria Rita, elegantissima in un abito grigio perla con abbinato cappello degno di una regina (lo terrà anche durante il pranzo: «Le signore non devono mai togliersi il cappello»).

Giunge anche la sposa. Bellissima, altissima, emozionatissima, accompagnata dal papà dello sposo, il signor Luigi. Si inizia? Eh no, manca la mamma della sposa. Cerca di qua, cerca di là, non si trova. Finalmente arriva anche la signora Patrizia scusandosi garbatamente e la cerimonia ha inizio.

Don Giorgio, il parroco celebrante, declama: «Siamo qui, nel tempio più bello, siamo nel Paradiso terrestre, biblicamente questo è il Paradiso, infatti abbiamo chiesto di togliere le mele dal frutteto per non aver tentazioni...». Qui sono tutti dotati di umorismo. Al momento delle promesse nuziali irrompe Max Vitale vestito (e parruccato) da paggetto portando le fedi: «Io e Angelo avevamo scommesso che se uno di noi due si sposava, l'altro doveva portare gli anelli ed eccomi qua». Alle 13.20 Angelo e Michela sono ufficialmente marito e moglie. Bacio, immancabile. Seguono applausi. E stavolta non sono per lo spettacolo, ma per la gioia (lo spettacolo di Pintus lo vedrete dal 30 ottobre al teatro Manzoni di Milano e si intitolerà: «E se fosse stato il cavallo?!»).

«Michela è la felicità» di ANGELO PINTUS

Sono le 6.12 e sono sveglio, sento anche il gallo! Ok non dormo più. Sono in camera con Lorenzo, ci conosciamo dall'asilo. Vado in bagno e cerco di rimettermi a letto, ma quell'idiota sbuca con un braccio da sotto il letto e sfioro l'infarto. Vabbe', scendo per mangiare, il sole è meraviglioso, alle 7 fa già caldo!

Ieri io e la Micky siamo arrivati con la nostra mitica Ford del 1949, Milano-Ferrara senza batter ciglio e penso: «Wow, oggi sarà fantastico!». Prendo la mia amica Beba: «Vieni ti faccio fare un giro». Dopo sette minuti siamo fermi in aperta campagna. Sono le 9.40 e a mezzogiorno mi sposo! Mi viene da piangere, ma... cominciamo a ridere! Arrivano gli altri, mio padre dice: «Te l'avevo detto che ?ste macchine non vanno». Poi Lorenzo chiede: «Ma la benzina c'è?».

Corriamo all'agriturismo ci danno una tanica di benzina, sono le 10.30 circa, manca un'ora e mezza, non posso arrivare più tardi della sposa! Dai che riparte. Riparteeeee! Lorenzo va a prendere la Micky. Sento arrivare la macchina, provo un'emozione così bella mentre l'aspetto. Il motore si spegne di nuovo, incredibilmente ed esattamente dove lei doveva scendere. Lei è a 50 metri e vedo il colore dei suoi occhi, è bellissima. Da lì in poi ricordo poco.

Ma se qualcuno mi chiede: «Perché lei?». «Perché quando sto con lei provo ?quella? felicità. Hai presente quando hai sette anni e il tuo amico ti chiama e tu scendi per giocare? Quando ti sdrai sul prato e guardi le nuvole e non smetti di sognare, immaginando i posti che vedrai e le cose che farai da grande? Ecco, quando stiamo insieme provo questo. E quando la guardo e penso a noi, rivedo me bambino e rivedo quelle nuvole. Chissà, magari un giorno ne toccheremo una.