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Ilaria D’amico saluta “Sky Calcio Show”

La conduttrice va in congedo maternità e parla a tutto campo

Foto: Ilaria D'Amico

04 Dicembre 2015 | 13:50 di Barbara Mosconi

La scorsa domenica Ilaria D’Amico ha annunciato davanti alle telecamere che lascerà «Sky Calcio Show» e si ritirerà in maternità. Del resto manca un mese alla nascita del figlio della conduttrice e del portiere della Juventus Gigi Buffon. A prendere il testimone del programma tv, da questo pomeriggio alle 14, è il collega e compagno di avventure sportive Alessandro Bonan. Qui Ilaria racconta come è avvenuta la staffetta. E anche molto altro.

Ilaria, la domenica a casa. Non le fa un po’ impressione?
«Devo dire la verità, non vedevo l’ora di vivermi questa avventura e godermi quegli spazi di famiglia classici della domenica».

Torna al pranzone in famiglia?
«Prima di iniziare a occuparmi di calcio nel lontano ’97 ero una da “pranzone della domenica”, a Roma, con le classiche lasagne e tempi lunghissimi»

È andata in onda fino all'ottavo mese di gravidanza. Ha battuto anche la stakanovista Michelle Hunziker...
«Oddio... Michelle fa centonovanta cose. Io in questo anno mi sono abbastanza limitata, è stato un tempo lungo, ma non affollatissimo. Quando è nato Pietro (nel 2010, ndr) ero in onda tutte le domeniche e durante la settimana, poi ho seguito i Mondiali, ero più incosciente. Ora due riflessioni in più le ho fatte».

Gli auguri più simpatici che ha ricevuto?
«Più che altro un sacco di sfottò, tendo a essere circondata dall’ironia e dal sarcasmo, sono considerata un maschiaccio, si vede che i tacchi non funzionano... Del resto non sono cresciuta in una famiglia melensa e anch’io spesso dico: “Troppa melassa, andiamo avanti!”».

La definiscono: «Una delle donne più famose e apprezzate del calcio in tv». Concorda?
«Sono contenta di sentire tanta stima e soprattutto la sento nel luogo di lavoro e nei miei compagni. Questa cosa per me è fondamentale. Non so se per carattere o per fortuna ho sempre lavorato in gruppi molti coesi».

Come mantiente la coesione?
«È questione di elasticità, se sei tu il perno di un gruppo devi far sentire che stai delegando, dare fiducia agli altri. Io sono una persona diretta, se c’è da discutere si fa, ma con il rispetto dei modi. È come un gioco di squadra: se sei bravo, ma anche generoso, ti passano la palla».

Tredici edizioni di «Sky Calcio Show» sono tante?
«A sentirle contare mi sembrano un’infinità. Se dieci anni fa mi avessero detto: “Sarai ancora al timone”,  avrei risposto: “Ma figurati, mi annoio!”. Però, solo lavorando dove si innova sempre, riesci a non fare invecchiare il prodotto e a non diventare vecchia tu stessa».

Il suo è un addio o un arrivederci?
«Sono sotto contratto ancora per due anni, ogni volta che rinnovo il contratto con Sky è una specie di matrimonio consensuale».

Avevano detto che sarebbe arrivata un’altra donna e, invece, è arrivato Alessandro Bonan.
«Erano circolati molti gossip, ma per noi non è stata una sorpresa. In realtà, a Sky, da settembre sapevamo già tutto. Si pianificano le cose».

Lei e Bonan avete condotto insieme «Sky Calcio Mondiale» nel 2006. Com’era lui all’epoca?
«Esattamente come adesso, ma aveva sperimentato meno la sua parte spiritosa, lui è uno che nello sport riesce a tirare fuori dei talenti che poi diventano i suoi riferimenti, gli fanno da spalla o da compagni di viaggio».

Cosa gli ha raccomandato?
«Non c’è bisogno di fargli nessuna raccomandazione! Ale è un malato di dettagli, nelle sue tramissioni ama la cura delle cose, è un grande professionista. E poi ha uno stile un po’ scanzonato che mi diverte e mi fa ridere».

Cosa avete in comune?
«Credo le curiosità. Siamo molto curiosi verso la vita. Non potremmo fare una sola cosa».

Bonan è pure cantante. Lei come è messa con la musica?
«Adoro cantare, ma non pubblicamente, ho ancora pudore, basta sentire la mia voce...»

Tornando al calcio. Un bilancio del (quasi) primo quadrimestre del campionato?
«È una stagione straordinaria, fuori dall’ordinario per come eravamo abituati. Non è ancora possibile fare conclusioni, il recente match al vertice tra Napoli e Inter racconta come non c’è un campione, ma quattro squadre a pochissimi punti».

Sorprese e delusioni della stagione?
«Io sostengo che la Roma abbia la formazione attrezzata per fare il calcio più divertente del campionato. Finora è mancata la Juventus, qualche settimana fa era ancora quattordicesima!».

In questo momento il calcio italiano ha dei problemi o è in ripresa?
«Il calcio che va in campo, quello giocato, pian piano sta curando i propri mali finanziari e di comportamento e sta entrando in una nuova fase. Il panorama del “governo” del calcio, italiano e internazionale, è un disastro, è da rifondare. La gente non si fida più».

Sky ha in progetto una serie ispirata a Calciopoli. Le piacerebbe fare la comparsa?
«È buffo, ho fatto la comparsa nella serie “Una mamma imperfetta” e nel film “L’allenatore nel pallone 2” e sempre nel ruolo di me stessa. Forse si capisce non ho doti da attrice?».

Che effetto le hanno fatto le recenti immagini degli stadi evacuati o deserti per via del terrorismo?
«Il terrorismo vuol colpire e fare la maggior parte di vittime possibili, è la strategia del terrore. Fa molto più paura che ti colpiscano dentro un locale per concerti o dentro uno stadio. È destabilizzante».