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«La settima porta», Alessandro Cecchi Paone torna su Rete 4

«Devo tutto a mia nonna che era scienziata»: il popolare divulgatore scientifico è nuovamente in tv per raccontare con semplicità il mondo che ci circonda

Foto: Alessandro Cecchi Paone e i suoi collaboratori Vincenzo Venuto e Carolina Rey

30 Novembre 2016 | 16:37 di Antonella Silvestri

È il ritorno al suo primo amore: il sapere e le sue diverse discipline. Ed è un rientro in grande stile in prima serata. Rete 4 consegna ad Alessandro Cecchi Paone le chiavi per aprire «La settima porta», un programma dedicato ai grandi e piccoli interrogativi del mondo della conoscenza. A partire da mercoledì 30 novembre, per quattro appuntamenti. «In tutti questi anni ho incontrato persone che pensavano ancora che conducessi “La macchina del tempo”, senza contare tutti quegli studenti che mi raccontano di avere superato esami all’università grazie ai temi trattati in trasmissione. In veste di inviati ci saranno Vincenzo Venuto e Carolina Rey».

A che cosa si riferisce il termine «Settima porta» che dà il nome alla trasmissione?
«È la porta della conoscenza che può e deve essere aperta da tutti. La scienza è una disciplina democratica perché, come diceva il mio maestro Umberto Veronesi, “l’ignoranza non dà diritti...”».
Quando è cominciata la sua passione per i libri di divulgazione scientifica?
«Devo tutto a mia nonna paterna Iole. Lei è stata una delle prime donne a laurearsi e a fare ricerca nel campo della fisica e della matematica. Faceva parte del team di scienziati guidati da Fermi, Majorana e Pontecorvo che lavoravano sull’atomo. Con una donna di questo spessore che girava in casa è stato naturale per me approfondire certi argomenti. Le devo tutto».
Tra i tanti casi bizzarri che le è capitato di esaminare ce n’è qualcuno che l’ha turbata?
«Mi spaventano molto le decisioni prese sull’onda di una grande disperazione, come il caso di quella ragazza inglese di 14 anni, malata terminale di cancro, che ha deciso di farsi ibernare. Non mi turbano le storie dei fantasmi, per esempio, perché chi conosce e applica il metodo della scienza e della razionalità non crede a queste cose».
Si dice che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, abbia combattuto con i fantasmi. Anche lei?
«Un mio amico e maestro mi diceva sempre che non bisogna temere gli spettri perché non esistono e soprattutto perché i problemi vengono dai vivi e non dai morti».
Cos’è cambiato nella sua vita dopo aver detto pubblicamente di essere omosessuale, nel 2004?
«Per 12 anni mi sono occupato pubblicamente dei diritti e della felicità degli altri, ora voglio pensare a recuperare il mio mondo affettivo. In quegli anni la Rai mi ha fatto ostracismo. Mediaset è sempre stata aperta. Sono grato a quest’azienda».
Cosa vedremo nella prima puntata?
«La presenza del robot umanoide più avanzato del mondo che mi farà da assistente e che farà impazzire i bambini e gli appassionati di “Star Trek” e di intelligenza artificiale. E ci sarà un incontro con l’astronauta Samantha Cristoforetti. In studio poi entreranno tantissimi cani e cercheremo di capire i loro sentimenti. Persino le telecamere sono state tarate per mostrare cosa e come vedono i cani, se a colori o in bianco e nero» (vedi box a destra).
Lei ce l’ha un cane?
«Sì, è un labrador di otto anni, si chiama Nilo. Scelsi questo nome perché lo presi al ritorno di un viaggio meraviglioso fatto in Egitto. È il mio vero amore».
Risponda d’istinto, a occhi chiusi. Se apre una porta immaginaria, cosa vede?
«Marte. Io mi sono candidato con tutte le agenzie spaziali americane ed europee per andare almeno sulla stazione orbitante internazionale che ho seguito con molto interesse. Marte non è lontanissimo e ha una serie di aspetti che non sono uguali a quelli delle Terra, ma si avvicinano. Condizioni che suggeriscono che è meglio colonizzare Marte che la Luna, nonostante questa sia più vicina».

comincio dai nostri amici cani