Home TvNews e AnticipazioniL’estate di Carlo Conti: «Anche in vacanza penso sempre a voi»

L’estate di Carlo Conti: «Anche in vacanza penso sempre a voi»

Abbiamo raggiunto il conduttore in Toscana , dove trascorre le ferie estive in famiglia (e va pesca con il figlio Matteo). «È qui al mare che nascono le idee migliori per la tv. E ogni giorno mi ritaglio del tempo per lavorare su “L’eredità”, “Tale e quale” e sul nuovo show che lo seguirà...»

Foto: Carlo Conti ritratto nella “sua” amata Castiglioncello (Livorno)  - Credit: © Iwan Palombi

09 Agosto 2019 | 09:00 di Stefania Zizzari

Passeggia per Castiglioncello ed è tutto un «Ciao Carlo, come stai?», «Pescato qualcosa ieri?». Saluti discreti e affettuosi, che si rivolgono a un amico di famiglia. Gli unici che gli chiedono un selfie sono turisti, gente che viene da fuori e che lo incrocia mentre fa la spesa o prende un caffè. Siamo a Castiglioncello, che per Carlo Conti è casa.

Carlo, è il suo luogo del cuore?
«È il mio “buen retiro”: da oltre 20 anni le estati le trascorro qui. È il luogo della mia infanzia. Mia mamma faceva la tata ai due bambini di una famiglia di Firenze, che d’estate per 15 giorni si trasferiva a Castiglioncello. Portava anche me. E io diventavo il terzo figlio... acquisito (ride)».

Le piaceva?
«Come no! Alessandro era più piccolo mentre Valeria aveva la mia età. Ricordo che esattamente 50 anni fa una mattina ci dissero che l’uomo era arrivato sulla Luna. La sera io e Valeria siamo stati tutto il tempo col naso all’insù a fissare la Luna e a chiederci: “Ma tu li vedi gli omini? Ma dove sono? E quanti sono?”».

Era il primo anno a Castiglioncello?
«No. Allora avevo 8 anni ma credo che la prima volta avrò avuto sui 6 anni. Passavo tutto il giorno con il retino in mano a cercare granchi e gamberetti tra gli scogli.

Una passione, quella per la pesca, che ha trasmesso a suo figlio Matteo.
«È vero. Siamo stati in catamarano una settimana tra la Corsica e la Sardegna e Matteo ha pescato sogliole, saraghi, orate, uno scorfano e perfino uno sgombro».

Prende più pesci di lei?
«Sì, ma perché io gli devo stare dietro...».

È una scusa?
«Lo ammetto (ride). Lui è più bravo di me. E poi nuota molto bene, va sott’acqua. È in moto perpetuo».

Com’è una sua giornata tipo in vacanza a Castiglioncello?
«La mattina io e Matteo prendiamo la barchetta e andiamo a pescare. Lui, come ho già detto, prende dei pesci, poi torniamo per pranzo. Dopodiché comincia la fase dei tuffi. Matteo è costantemente in acqua, Francesca e io lo seguiamo... dalla riva. Un’altra cosa che gli piace fare è andare, con il retino in mano, a cercare le chioccioline, i granchi e i gamberetti negli specchi d’acqua tra uno scoglio e l’altro. Proprio come faceva il suo babbo alla stessa età. Poi una bella cenetta e Matteo crolla. E quindi ci riposiamo anche Francesca e io. Sono giornate piene di entusiasmo, di energia e di divertimento».

A proposito di cena, la prepara lei?
«Scherza? In cucina sono un disastro. Una volta invitai Francesca a casa mia a cena. Eravamo fidanzati. Preparai un risotto che mi riuscì talmente male che andammo a mangiare al ristorante».

Nel frattempo qualche ricetta l’avrà imparata...
«Macché. Anni fa ero con gli amici a Pantelleria, ero andato a pescare e avevo preso un sacco di pescioletti perfetti per la zuppa. Memore di una zuppa meravigliosa che fa mia zia di Livorno, tentai di rifarla. Beh, neanche il gatto la volle mangiare... Però delle cose le so fare bene».

Ad esempio?
«Preparare un piatto di prosciutto e mozzarella. E attenzione: sono bravo pure con l’uovo al tegamino! (ride)».

Torniamo alle sue ferie qui a Castiglioncello, sono vacanze-vacanze o vacanze-lavoro?
«È sempre un mix. Il mio per fortuna è un mestiere meraviglioso che ti dà la possibilità di lavorare sempre e di non lavorare mai. Quindi sì, sono in un luogo di vacanza, ma c’è anche il momento in cui stacco e per due ore penso al cast di “Tale e quale” o a fare una riunione di lavoro al telefono o alle piccole modifiche a “L’eredità”, che da settembre avrà un gioco nuovo e un cambio di regolamento che divertirà i concorrenti. Ma sono soprattutto vacanze».

A proposito di “Tale e quale”, è arrivato alla nona edizione: è stato difficile formare il cast?
«In realtà siamo riusciti a creare un gruppo ben variegato. Anzi, quest’anno purtroppo sono rimasti fuori diversi artisti altrettanto forti, ma i protagonisti devono essere 12. Cioè 13, con Gigi e Ross che valgono per uno, e avere una coppia tra i protagonisti è una novità.

La giuria è confermata?
«Sì, sarà la stessa della scorsa edizione. Loretta Goggi è insostituibile, non potrei immaginare “Tale e quale” senza di lei. E poi tornano Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme».

Ci sono altre novità?
«Programma vincente non si cambia. E poi si chiama “Tale e quale”... In realtà c’è una sorpresa. Dal 13 settembre faremo nove puntate del programma, poi ci fermeremo per una partita della Nazionale, ma dopo avremo un’altra puntata che sarà speciale e si chiamerà “Tali e quali show”. I protagonisti saranno gli imitatori del web. Saranno i 12 più bravi tra quelli che ci avranno mandato dei video con le loro imitazioni».

Ma non ci sono solo “Tale e quale” e “L’eredità” a tenerla impegnata durante l’estate...
«No. Con Leonardo (Pieraccioni, ndr) e Giorgio (Panariello, ndr) faremo tre date del nostro spettacolo qui in Toscana ad agosto, in previsione della ripresa del tour in autunno. Il 10 a Castiglioncello, il 12 all’Arena della Versilia di Cinquale e il 13 a Follonica. Non ci allontaneremo troppo, sono tutte qui intorno in modo che ci possa accompagnare Mario il bagnino con il “patìno” (ride)».

Lo spettacolo che porterete in giro per l’Italia da novembre sarà diverso?
«No, lo schema è quasi perfetto perché il pubblico ride ininterrottamente dall’inizio alla fine. Certo, lo attualizziamo. Ora come ora sarebbe impossibile non fare una battuta su Mark Caltagirone... E poi c’è sempre la battuta frutto dell’improvvisazione che ogni sera può capitare e se magari funziona bene la lasciamo per le volte successive».

Tiene il conto delle repliche fatte finora?
«No. Ma posso dire che era un progetto nato per fare due date all’Arena di Verona e poi invece solo a Firenze abbiamo fatto 17 volte il Mandela Forum, con 6.000 persone a serata, e 19 volte il Teatro Verdi, esaurito tutte le sere».

Chi arriva prima in teatro?
«Siamo tutti rigorosi e precisi. Ma mentre io e Leonardo prima dello spettacolo mangiamo un piatto di spaghetti e chiacchieriamo fino a un attimo prima di andare in scena, Giorgio ha bisogno di concentrarsi in camerino con la musica lounge».

A proposito di “tornare in scena”, anche lo Zecchino d’Oro tornerà in tv.
«Già. Il 7 dicembre condurrò la puntata finale in prima serata su Raiuno. Le prime tre andranno invece in onda il pomeriggio, come da tradizione».

Carlo, ma lei in vacanza in montagna ci va mai?
«Come no? Ma ho trovato un compromesso con Francesca: cinque giorni. Non di più. Poi si torna al mare... (ride)»