Limbo, il film italiano in concorso a Roma Fiction Fest 2015

La storia di una donna reduce dall'Afghanistan interpretata da Kasia Smutniak e Adriano Giannini nel “tv movie” diretto da Lucio Pellegrini e tratto dall'omonimo romanzo di Melania Mazzucco

Foto: Kasia Smutniak alla presentazione di Limbo indica l'hashtag per esprimere solidarietà alle vittime del terrorismo  - Credit: © SplashNews

14 Novembre 2015 | 20:11 di Lorenzo Di Palma

Per un tragico caso del destino protagonista della quarta giornata del Roma Fiction Fest 2015 - aperta da un minuto di raccoglimento per le vittime di Parigi - è proprio l’unico film italiano in concorso, Limbo, il tv movie diretto da Lucio Pellegrini e tratto dall'omonimo romanzo di Melania Mazzucco, che parla di guerra e dei suoi effetti sconvolgenti sulla vita delle persone.

Il Roma Fiction Fest ha infatti scelto di non fermare la programmazione prevista perché “ritiene che la risposta più forte sia proprio nella capacità di ognuno di restare al proprio posto a dispetto di tutto: non per indifferenza e poca sensibilità, ma perché determinazione e tenacia sono la risposta più forte e più degna”.

Anche se “oggi è difficile parlare di qualsiasi cosa: prevale la rabbia per quello che è successo a Parigi”, come ha detto alla conferenza stampa pre-proiezione, Kasia Smutniak, interprete principale del film - che andrà in onda su Rai1 il 2 dicembre -, nel panni del sottufficiale dell'esercito Manuela Piras che in Afghanistan rimane vittima con i suoi uomini di un attentato terroristico da parte di fondamentalisti islamici, che la ferisce nel corpo e nell'anima.

Il Limbo del titolo, ha detto l’attrice, è anche il periodo di riabilitazione per il disturbo post-traumatico da stress in seguito all'attentato subito che Manuela trascorre in un gioco di continui flashback con il tempo passato in Afghanistan e il rientro in famiglia: "Manuela è una donna forte, che ha fortemente voluto diventare un soldato, che si è battuta per farsi rispettare dai suoi uomini e che vorrebbe assolutamente tornare in Afghanistan”, ha spiegato Kasia Smutniak.

L’altro protagonista del film è Adriano Giannini, nel ruolo di un uomo apparentemente senza passato e, come lei, sospeso in un suo personale limbo di attesa e speranza, ma che insieme a Manuela farà i conti con un nuovo presente, per scoprire infine che vale sempre la pena vivere.

“C'è un po' d'ansia a dover parlare oggi di un film che ha dei punti di contatto con quello che è successo ieri a Parigi” ha commentato il regista Lucio Pellegrini. “Mi interessava raccontare una storia di guerra, perché è un argomento un po' rimosso, anche se forse da oggi lo sarà di meno. Sembra una cosa molto distante, che alcuni tendono a far finta che riguardi solo chi parte per fronte, ma purtroppo invece ci è molto vicina. Da oggi temo che dovremo avere a che fare con questo tema in modo più diretto. Quindi è una strana giornata da tutti i punti di vista".