Home TvNews e AnticipazioniLorella Cuccarini: «Nella mia vita c’è sempre un sorriso»

Lorella Cuccarini: «Nella mia vita c’è sempre un sorriso»

La showgirl più amata dagli italiani si prepara per lo show «Nemicaamatissima» con Heather Parisi e ci presenta in anteprima la sua autobiografia

Foto: Lorella Cuccarini  - Credit: © Gianmarco Chieregato

22 Novembre 2016 | 17:41 di Stefania Zizzari

«La notte vola, all’ombra di un respiro, io ti sarò vicino, ti prego resta sempre bambino…». Le note di «La notte vola» di Lorella Cuccarini (sigla del programma «Odiens» di Canale 5) escono ovattate ma prepotenti dalla porta della sala prove della palestra. La musica finisce. Si sente un applauso e Lorella esce ancora accaldata: coda di cavallo, niente trucco, tuta e scarpe da ginnastica con un asciugamano al collo. La guardi e ti chiedi dove sono finiti i suoi 51 anni. «Ha fretta o mi dà un momento per una doccia veloce?» chiede sorridendo. Aspetto. Neanche 10 minuti e ricompare. Ordina una centrifuga arancia, mela e carota e si siede rilassata.

Lorella, dove li ha nascosti i suoi 51 anni?
«Eh, guardi che ci sono!» (ride).
Non si vedono.
«Ma li sento. Nonostante abbia sempre fatto ginnastica, ricominciare con le coreografie e i balletti non è proprio “indolore”. Ma mi sto divertendo da morire».
Le prove di «Nemica amatissima» procedono. Il 2 e il 3 dicembre lei e Heather Parisi sarete le protagoniste dello show di Raiuno. Partiamo dal titolo…
«“Nemica” perché nell’immaginario siamo le eterne rivali: negli Anni 80 lei aveva già un grandissimo successo, poi sono arrivata io ed è come se l’avessi scalzata dal suo trono. “Amatissima” perché oggi, dopo trent’anni di carriera, possiamo ritrovarci sul palcoscenico con un’esperienza, una maturità, una vita vissuta che ci permette anche di provare a scoprire gli eventuali punti in comune. Se ne abbiamo».
Ne avete?
«Abbiamo entrambe quattro figli e ci unisce l’entusiasmo, l’amore per questo mestiere e la voglia di mettersi in gioco. Quando c’è stima reciproca credo che si possano fare belle cose, ma finora non mi è mai capitato di condurre un programma insieme con una donna».
Ora succederà...
«Vediamo se questa è la volta buona, con Heather lo scopriremo solo vivendo. Come diceva Battisti…».
Quando vi siete incontrate di nuovo la prima volta dopo tanti anni cosa avete fatto?
«Ci siamo abbracciate e ci siamo dette: divertiamoci!».
Come sarà il programma?
«Lo spettacolo è un’operazione in parte nostalgica, perché naturalmente racconta i nostri successi, quindi ci saranno gli Anni 80 e 90. Ma c’è anche molto di oggi. Il gioco è far capire che il varietà è ancora attualissimo e molto amato. Sarebbe bello dimostrare che è un genere che non muore mai, l’importante è saperlo raccontare sapientemente. Noi vorremmo fare un passo indietro e restituire quei sapori, quelle emozioni. Sono due puntate ma stiamo lavorando come se fossero otto: gli ospiti, i balletti, le canzoni sono tantissime. Come le nostre sigle più conosciute».
Lorella, lei ha sposato l’autore delle sigle più famose della sua «nemica»: una bella soddisfazione!
«Già. E questo mi fa ridere. Silvio (Testi, ndr) ha scritto prima per Heather e poi per me: le sue più belle sigle, da “Disco Bambina” a “Cicale” a “Crilù”, sono venute tutte prima delle mie. Non solo. Silvio ha fatto pure quella di “Nemica amatissima”: è una bomba».
Dopo partirete con un tour?
«Sì, porteremo nei teatri il meglio di questo show. Ma saranno poche serate, visto che io a marzo comincio “La regina di ghiaccio” al teatro Brancaccio di Roma: la favola da cui Puccini ha tratto la “Turandot”. Uno spettacolo bellissimo, per grandi e piccini».
In tutto questo ha trovato il tempo per scrivere il suo primo libro. È appena uscito e si intitola «Ogni giorno il sole». È la sua autobiografia?
«Oddio che parolona… Direi piuttosto che è un po’ di me, sono gocce di memoria che raccontano uno spaccato di quello che sono io come donna, come mamma e come professionista. Non avevo l’esigenza di scrivere un libro e non pensavo neanche che la mia storia fosse così importante da essere messa su carta».
Che cosa l’ha convinta?
«Il teatro, il contatto con le persone nel quotidiano: ho sentito che avevano voglia di conoscermi di più. In tanti mi hanno detto: perché non racconti la tua storia? È emblematica, in fondo. Mai avrei immaginato, per l’estrazione familiare, per il posto in cui vivevo, per le condizioni economiche, che un giorno avrei realizzato il mio sogno e che mi potesse accadere tutto questo. Allora, più che l’esigenza di scrivere un libro c’era la voglia di mettere a disposizione la mia storia. Ne è uscito un ritratto autentico che restituisce un po’ di me, senza velleità o autocelebrazioni, ma con la voglia di raccontare la storia di una donna che ce l’ha fatta. Malgrado tutto».
Nonostante il titolo ottimista, il libro comincia con un episodio forte: la perdita del suo primo bambino.
«Ho voluto cominciare da lì perché volevo far capire che nel libro non ci sono solo bolle di sapone, ma anche episodi intimi della mia vita personale. Quello è stato un momento che ha segnato un cambiamento nella visione della vita. Era il 1993 e fino ad allora avevo vissuto alcuni anni di lavoro estenuante, di grandissime soddisfazioni, per carità; premi, riconoscimenti, ascolti altissimi, ma quello fu lo schiaffone che diceva: attenzione, riprendi in mano la tua vita. E decisi di fermarmi. Contro tutto e contro tutti. Mi sono voluta bene studiando e pensando ad altro. E per fortuna poi è arrivata Sara. E il sole è ritornato. Lo vede che il titolo è giusto?».
Nel libro mette subito in chiaro: «Non sono Miss Perfezione». Però l’impressione è quella…
«Una sera ho dimenticato di andare a riprendere mio figlio Giorgio a una festa. Ero stata da Antonella Clerici a “Ti lascio una canzone”, il telefonino era silenziato. Rientro a casa alle 2 di notte, tolgo i tacchi 12, metto su una tisana, prendo il telefono in mano e vedo una valanga di messaggi di mio figlio sempre più disperato. Rimetto le scarpe col tacco 12 e corro a recuperarlo. Era rimasto solo lui. Un’altra volta ho chiuso dentro casa Sara. Dopo mezz’ora mi chiama e mi dice: “Vieni a liberarmi!”».
Lorella, non sarà Miss Perfezione, ma lei è una tosta: nel 2013 si è fatta ricucire il mento spaccato, durante otto minuti di pubblicità.
«Era la mia ultima “Domenica in”. C’erano otto minuti di tempo durante una pausa: “Vado a fare la pipì” ho pensato. Corro verso il camerino, scivolo, cado di faccia e il mento si apre. Le persone accanto a me, pietrificate, volevano portarmi al Pronto soccorso, ma avevo una diretta da finire… Allora ho chiesto al medico dello studio, che era un chirurgo, di ricucirmi. C’era il tavolo della sartoria (in fondo il più indicato per rammendare…), mi sono sdraiata, con l’assistente di studio che mi stringeva la mano».
Senza anestesia?
«Ma no, quando batti forte non senti nulla. Il medico ha messo dei punti, sono passata al trucco e via in studio. Ma sono abituata, nella mia storia professionale sa quante volte durante le prove dei balletti mi è toccato andare al Pronto soccorso?».
Ha iniziato a ballare giovanissima...
«Abitavo in un palazzone al Prenestino, periferia di Roma. Dopo di noi c’era la campagna. L’amore per la danza e la palestra, dove praticamente vivevo, mi hanno tenuta lontana da rischi, da frequentazioni non piacevoli. Non c’erano soldi e allora crescendo, per pagare la scuola, lì dentro facevo di tutto: segretaria, pulizie, assistente coreografa, lezioni ai bambini».
Chi era il suo mito allora?
«Raffaella Carrà. E la prima volta che ho ballato con lei mi è venuta l’orticaria. Avrò avuto 13 anni ed ero così emozionata che mi sono ricoperta di bolle. Mi successe lo stesso quando al concerto dei Pooh mi feci una foto con Dodi Battaglia. Adesso per fortuna l’emozione la gestisco meglio».
E quando ha incontrato Heather Parisi per la prima volta come è andata?
«Lei era stata la prima ballerina a “Fantastico 5”. L’anno successivo Pippo Baudo voleva lanciarmi come ballerina al suo fianco, ma Heather non accettò e lo feci con Galyn Gorg. Poco dopo, era il 1986, a “Serata d’onore” Heather era la prima donna e Pippo mi invitò per fare un momento di incontro-scontro con lei. Sognavo di poter ballare con lei, solo che non si presentò neanche alle prove. Durante lo spettacolo tirò comunque fuori tutta la grinta, ma tra noi non c’era alcuna complicità. Fu il nostro primo incontro».
Dopo «Fantastico 7» era così famosa da essere definita «la più amata dagli italiani» nello slogan della Scavolini che inventò pure una cucina con il suo nome… Che effetto le fece?
«Lo shock più grande fu che scegliessero me dopo Raffaella Carrà che era stata testimonial per diversi anni. Era successo qualcosa di speciale: non solo per il contratto pubblicitario, ma perché quello slogan significava molto anche dal punto di vista professionale. Sono stata “la più amata” per 14 anni. E la cucina dura ancora, intatta: anche in quel caso, non ho dato fregature!».
Se in quegli anni ci fosse stato un talent come «Amici» e lei e Heather foste arrivate in finale, chi avrebbe vinto?
«Se la valutazione fosse stata solo per la danza, avrebbe vinto Heather. Se si considera tutto il personaggio, quindi il ballo, il canto, la teatralità, secondo me ce la saremmo giocata fino alla fine».
A Sanremo c’è andata come cantante in gara, come ospite, come valletta… Ci tornerebbe?
«Assolutamente sì. Mi sono sempre divertita molto. E oggi saprei gestirlo meglio, con un po’ di sana leggerezza. Chissà. Nella vita non si sa mai!».
Ci nasconde qualcosa?
«No, davvero non ho novità. Almeno per ora...».