Home TvNews e AnticipazioniLorella Cuccarini torna sul set con Morandi per la seconda stagione de «L’isola di Pietro»

Lorella Cuccarini torna sul set con Morandi per la seconda stagione de «L’isola di Pietro»

La conduttrice e showgirl torna alla fiction dopo tanti anni e ci torna con Morandi «Con Gianni abbiamo fatto il varietà “Uno di noi“, lui correva sempre!»

Foto: Lorella Cuccarini

24 Maggio 2018 | 18:06 di Giusy Cascio

Ne è passato di tempo da quando Lorella Cuccarini ha incrociato la strada della fiction. «La mia ultima partecipazione a una serie tv è stata nel 2006, con “Lo zio d’America”» dice. Da allora, tanta televisione, ma in veste di conduttrice, di showgirl, di giurata, di ospite, e tantissimo teatro.

È stata a lungo lontana dai set.

«È vero. Da un lato non si sono presentate occasioni interessanti, dall’altro mi sono divisa tra tv e teatro e non sono riuscita a incastrare i tempi per girare una fiction».

Ci è riuscita con la seconda stagione di «L’isola di Pietro».

«Sì. Ho appena terminato la tournée della commedia “Non mi hai più detto ti amo” e avevo il periodo estivo libero. Ma ci sono altri motivi: la Lux è una casa di produzione che garantisce qualità, il regista Giulio Manfredonia è bravissimo, il mio personaggio è intrigante e poi... torno a lavorare con Gianni Morandi».

Andiamo per ordine. Chi interpreterà?

«Isabella Sulci, la mamma di Matteo, che è Federico Russo, presente già nella prima serie. Entro in scena dalla seconda puntata e la storia racconta il rapporto di Isabella con il figlio alle prese con una serie di vicissitudini, ma ci sarà anche un po’ di giallo».

È emozionata?

«Lo sono tutte le prime volte, perché sono sfide e devi sempre dimostrare di essere all’altezza».

Ma avrà accanto Gianni.

«Siamo entrambi felici di tornare a lavorare insieme. Lo conosco bene, da quando abbiamo fatto il varietà “Uno di noi”. Era il 2002 e abbiamo praticamente convissuto per quattro mesi, condividendo non soltanto il palco ma anche le riunioni, i camerini, il dopo spettacolo».

Un ricordo?

«L’immagine di Gianni che corre sul tapis roulant. Io provavo i balletti, finivo, facevo la doccia, mi preparavo e lui era sempre lì che correva, correva... E questo suo tratto l’ha regalato al personaggio di Pietro, che ha bisogno ogni tanto di correre».

Lei è una spettatrice di fiction?

«Certo! Fiction e serie tv hanno raggiunto una qualità molto alta. La follia più grande che abbiamo fatto in famiglia è stata con “24”. Eravamo in vacanza al mare in America. Nella casa che avevamo affittato c’erano diversi dvd. Ne abbiamo trovato uno con Kiefer Sutherland. L’abbiamo messo su e... stregati: ci siamo visti gli episodi uno dietro l’altro. Fuori c’era un mare meraviglioso ma noi appena scendeva il sole scappavamo a casa per vederci “24” fino alla mattina dopo: una roba da pazzi!».

«L’isola di Pietro» è ambientata in Sardegna: sono luoghi che conosce?

«Non la parte meridionale, che è quella nella quale gireremo, ma mio marito Silvio è sardo e sono diventata sarda di adozione. Conosco bene la zona di Olbia perché lui è di Siniscola. Ho sempre amato quella terra: i profumi, i colori del mare, la natura selvaggia».

Ci torna spesso?

«Il papà di Silvio aveva una vigna e ogni anno c’è la tradizione di andare a fare la vendemmia tutti insieme. Ho ricordi bellissimi che mi legano a quei posti».

Pietro vive in una casa sul mare: lei ha mai sognato di vivere così?

«Quando ero piccola mia madre affittava una piccola casa al mare tra Ostia e Torvajanica per i due mesi estivi. Aveva un cancelletto che dava proprio sulla spiaggia. Ricordo un bellissimo senso di libertà. Oggi però non so se vivrei così: sono nata a Roma e non credo che potrei fare a meno dell’atmosfera di una grande città».

Il protagonista è un pediatra amato da tutti. Lei, avendo quattro figli, ce l’ha avuto un pediatra «speciale»?

«Il mio Pietro ce l’ho anche io: il professor Romagnoli. Ed è un pediatra meraviglioso, che ha seguito tutti e quattro i miei figli. Ma non nascondo che oggi, che hanno tra i 18 e i 23 anni, se ho qualche problema lo chiamo ancora...».

Tra i personaggi c’è una giovane promessa del windsurf. Sua figlia Chiara è una promessa del calcio.

«Gioca nella Roma calcio femminile, è difensore centrale: deve difendere ma deve anche difendersi, sennò ogni tanto l’accoppano (ride). Sta lavorando per realizzare un sogno. Se noi genitori riusciamo ad accompagnare i figli a sviluppare una passione per uno sport facciamo loro un grande regalo: sono tanti i valori che lo sport può insegnare».

Pietro ha dei sensi di colpa per aver trascurato la figlia a causa del lavoro. Capita anche a lei?

«Io ho sempre lavorato, però non sono mai mancata nei momenti strategici, non credo che i ragazzi abbiano sofferto. Loro vivono anche la mia realizzazione professionale. Mi sembra siano cresciuti bene e ancora mi danno ascolto, non è che standoci poco io abbia perso autorevolezza. Non mi rimprovero nulla: è giusto anche per loro avere dei genitori realizzati, così quando prenderanno il volo, saranno sereni e felici di farlo».