Home TvNews e AnticipazioniLoretta e le fiction, da «La freccia nera» a «Come fai sbagli»

Loretta e le fiction, da «La freccia nera» a «Come fai sbagli»

Showgirl, cantante ma anche attrice di tante serie, che ripercorriamo in questa intervista

Foto: Loretta Goggi in «Come fai sbagli»

28 Marzo 2016 | 07:11 di Stefania Zizzari

Da una vita ha i riflettori, le macchine da presa, le telecamere e i microfoni puntati addosso. Ha interpretato personaggi, li ha imitati, ha ballato e cantato. Ha fatto sorridere il pubblico e l'ha fatto commuovere. E poi si è raccontata nelle pagine dei suoi due libri. Loretta Goggi è una vera signora dello spettacolo, eppure dietro a quel ciuffo biondo arrossisce ancora quando si trova a parlare di sé. «Penso di non avere nulla di interessante da dire» si schermisce. Non è vero. E in fondo lo sa. Poco a poco si lascia andare ai ricordi.

Siamo a Matera, sul set della fiction «Sorelle», e intanto la vediamo nella nuova serie di Raiuno «Come fai sbagli». Un tempo le fiction si chiamavano sceneggiati e quello che nel 1968 regalò alla Goggi la notorietà era ancora in bianco e nero.

Loretta, se ripensa a «La freccia nera» cosa le viene in mente?
«Mi sono divertita tanto. Ricordo che il cavallo che dovevo cavalcare era sempre ?su di giri? perché innamorato e partiva sempre come un razzo. Io indossavo un lungo mantello che svolazzava, ma il regista lo voleva fermo. Allora l'hanno cucito alla sella così bene che una volta sono svenuta e sono rimasta lì, dritta».

Cosa era successo?
«Era estate e faceva caldo. Io ero tutta bardata con costumi pesanti e il mantello sopra. Mentre aspettavo il via sono svenuta, rimanendo in equilibrio sulla sella proprio come una tenda. Oltretutto si ostinavano a volermi fasciare il seno anche se non ce ne era bisogno, perché in fondo ero completamente piatta».

Nello sceneggiato si travestiva da ragazzo. Come ottenne quel ruolo?
«Con un provino. Mi hanno scelto proprio per le mie forme? inesistenti. E dopo che mi hanno preso ho pianto disperata perché mi hanno fatto tagliare i miei lunghi capelli biondi».

Ma ne è valsa la pena, no?
«Certo. E poi le parrucche le ho dovute mettere comunque, perché man mano che il tempo passava i capelli dovevano allungarsi. Un giorno andando al galoppo sono passata sotto a un ramo e la mia parrucca è rimasta impigliata. Non me ne sono accorta, ho proseguito, mi sono fermata al punto stabilito e ho detto la mia battuta. Tutti ridevano e io non capivo. Poi mi sono girata e c'era la mia parrucca che penzolava: io ero rimasta con la calza in testa...».

Non aveva controfigure?
«Sì: era Fiorella Mannoia. Ma solo nelle cavalcate senza sella».

Cosa le ha lasciato quell'esperienza?
«La popolarità, ma me ne sono accorta solo dopo, negli anni. Un po' come è successo per ?Maledetta primavera?: un pezzo bello, ma chi se lo immaginava che dopo 40 anni sarebbe stato ancora canticchiato da tutti? E poi ?La freccia nera? mi ha lasciato... tante proposte di matrimonio».

Proposte di matrimonio?
«Ricevevo lettere con fiori essiccati, cuori, foto, proposte più o meno serie».

Dopo anni lei continua ad avere successo nelle fiction: cosa è cambiato da allora?
«Intanto che alla mia età posso fare o nonne o suocere. Poi sul set ho un camerino tutto per me, mentre allora avevamo solo una grande tenda militare in comune con altri attori. Ricordo che avevo umiltà e rispetto nei confronti dei grandi attori con i quali recitavo. Oggi il cameratismo supera le barriere dell'età e dell'esperienza. C'è un rapporto paritario, ma non mi dispiace. E una cosa mi è rimasta da allora: ogni volta prima di una scena, ho bisogno di stare sola qualche minuto per concentrarmi. Perché ancora oggi mi sento come al primo giorno di lavoro».

In «Come fai sbagli» è nonna Nora.
«Sono un ex insegnante di matematica un po' sopra le righe. E se in ?La freccia nera? avevo a che fare con i cavalli, qui abbiamo avuto a che fare con le zanzare! Sul set a Roma eravamo tutti degli enormi ?bubboni con le gambe? e giravamo con le creme pre e post puntura».

E continua ad avere ammiratori.
«Sì, ma sono una donna razionale. Oltre al fatto che un amore come quello che ho vissuto con Gianni (Brezza, il marito scomparso nel 2011, ndr) è difficile da sostituire, non mi piacerebbe una condivisione fatta solo per farsi compagnia. Non so se posso più pensare a un altro uomo. E poi dovrei farmi guardare con la muta da sub ormai?».

E perché mai?
«Sfoglio le mie foto con Gianni: lui è rimasto nei miei pensieri come era in quelle immagini, mentre io sto invecchiando. Allora mi guardo e mi dico: ?Amore, come hai fatto a stare con me??. Sono ancora chiusa nel mio bozzolo».

Loretta, è felice?
«Sono serena. E non è poco».