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Mary Sarnataro, la Iena «carogna»: l’intervista

Abbiamo incontrato la rivelazione di «Le Iene Show», famosa per le sue domande cattive e irriverenti ai vip

Foto: Mary Sarnataro

28 Marzo 2016 | 06:27 di Barbara Mosconi

Prontuario da usare di fronte a una vera carogna: non farsi intimorire, non cedere alle provocazioni, mantenere la calma. La carogna in questione (anche se avete capito che in tv il termine inizia per «s» ed è decisamente più forte) si chiama Mary Sarnataro. Di professione, attualmente, fa la «Iena». I suoi servizi vanno in onda nel programma «storico» di Italia 1.

Di solito Mary si posiziona dove ci sono feste e festival del cinema, della moda, della musica. Aspetta i malcapitati vip e li colpisce, sparando le domande cattivissime che i «veri» intervistatori in tv non hanno mai il coraggio di fare. Insomma, dice quello che nessuna star vorrebbe sentirsi dire e in cambio riceve risposte del tipo: «Brutta», «Fai schifo», per finire inevitabilmente con la fatidica parolaccia che inizia per «s»: ormai per lei è un marchio di fabbrica, un nome d’arte. Ma chi è veramente Mary? Lo abbiamo chiesto alla diretta interessata, ovviamente in stile «Iene».

Nome?
«Mary, è il diminuitivo di Maria Annassunta Mustela Sarnataro. Sono i nomi delle mie nonne e Mustela è la crema che usava mia mamma da bambina».

Studi?
«Mi sono laureata in Lingue. Ho lavorato dieci anni per un grande operatore turistico e, a dispetto di quel che può sembrare, non ero un’animatrice ma lavoravo come manager di prodotto. Ero anche seria, un tempo».

La sua migliore qualità?
«La sopportazione».

Il difetto peggiore?
«Sono una gran rompiscatole».

Da bambina era così birichina?
«Sì, sempre. Forse perché vengo dal Gratosoglio, quartiere popolare alle porte di Milano, e da un certo contesto familiare. Siamo nove figli, otto fratelli maschi. Io sono la sesta. A casa mia c’era una sola tv, che era di mia mamma e di chi si ammalava».

Il primo malcapitato caduto nelle sue grinfie?
«Il mio primo fidanzatino, poverino. L’ultima cosa che mi ha detto è stata: “Vado a fare il servizio militare a Kabul, non può essere peggio!”».

Da manager a comica, come è accaduto?
«La società di viaggi è fallita, sono finita in cassa integrazione e andavo dove mi chiamavano. Facevo i panini con la salsiccia nelle fiere. Un giorno ho accompagnato un’amica al classico provino per un laboratorio di “Zelig”, un autore mi ha sentito parlare e ha detto: “Sali sul palco e racconta qualcosa”.

Ha partecipato a «Italia’s Got Talent» conquistando anche la Littizzetto.
«Sette mesi fa facevo le salamelle, otto anni fa la manager, magari fra qualche anno sarò presidente del Consiglio. Non so ancora se questa è la mia strada ma per ora sono contenta che prosegua».

Era quello che sognava?
«Da piccola volevo fare la speleologa: avevo visto in tv una persona imprigionata in una grotta e volevo salvarla. Poi a 14 anni sognavo “Non è la Rai”. Mia mamma diceva: “No, devi fare l’estetista!”. E io: “Almeno dimmi il medico!”».

A «Le Iene» come ci è finita?
«Ci siamo cercati a vicenda. Un autore ha visto quello che facevo e ha immaginato il mio personaggio, che all’epoca non aveva ancora un nome, avrebbe potuto essere anche “La senza peli sulla lingua”».

Per farlo ci vuole più faccia tosta o più menefreghismo?
«Voglia di divertirsi: tendenzialmente alla fine quasi tutti si divertono. All’inizio la prendono male ma poi stanno al gioco. Ora, però, cominciano a riconoscermi ed è un problema perché anche se presi alla sprovvista reagiscono meglio».

Il pubblico sembra divertirsi molto.
«Capita a tutti di essere davanti al televisore e, guardando qualche personaggio, pensare: “Se potessi dirgli due parole...”. La gente si immedesima».

E lei Mary si è mai offesa?
«Sarebbe sciocco. Io gioco a far rimanere male le persone, e poi rimango male se qualcuno mi insulta?».

E di lei cosa non vorrebbe venisse detto?
«Che sono bellissima. Mi darebbe molto fastidio».

In futuro diventerà più buona?
«Probabilmente avrò più cuore. Anche ora a volte mi emoziono quando faccio un’intervista. Come con Carla Fracci. Dove potevo punzecchiare ho punzecchiato, ma lei è Carla Fracci!».