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Mattia Torre: il ricordo della Rai e di Sky

Modifiche al palinsesto per la scomparsa dello sceneggiatore, autore e regista

Foto: Greta Scarano e Valerio Mastrandrea in "La linea verticale"  - Credit: © Rai

20 Luglio 2019 | 10:32 di Lorenzo Di Palma

Scomparso dopo una lunga malattia a soli 47 anni, Mattia Torre era uno sceneggiatore, autore e regista dallo spirito ironico e la scrittura potente, molto amato e famoso per aver creato, assieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, la serie tv Boris, dove portava in scena una fittizia fiction televisiva. Ma aveva collaborato, tra l’altro, con Serena Dandini per i programmi Parla con me e The show must go off.

In ricordo di Mattia Torre, perciò, la Rai ha deciso di cambiare parte dei suoi palinsesti e di proporre una programmazione dedicata. E, sabato 20 luglio, Rai3 riproporrà tra le 15 e le 18, le otto puntate dell’ultima fiction da lui scritta e diretta, La linea verticale, interpretata da Valerio Mastandrea. La linea verticale era l'autobiografia di Matteo Torre stesso, e raccontava la vita di un paziente oncologico dell’ospedale romano Regina Elena. Nella fiction, il protagonista deve sottoporsi a un delicato intervento chirurgico dopo aver scoperto di avere un tumore. Attraverso il racconto surreale e satirico della sua esperienza di degenza il pubblico entra, così, nel quotidiano del reparto di urologia oncologica di un ospedale italiano.

Anche Sky Atlantic cambia il suo palinsesto per ricordare Mattia Torre proponendo, sabato 20 luglio dalle 18.10, la maratona di Dov’è Mario?, uno dei lavori per la tv più originali della sua produzione, un esperimento televisivo firmato dallo stesso Torre con Corrado Guzzanti, a metà fra sit-com e fiction, satira e tensione. Un thriller comico, che ruota intorno a una figura, Mario Bambea, e al suo ingombrante alter ego, entrambi interpretati da Guzzanti, risultato di un curioso sdoppiamento. In Dov’è Mario? il genio di Torre e Guzzanti racconta, con i toni della commedia attraversata da una tensione narrativa ricca di colpi di scena, la generale tendenza allo svacco della nostra epoca, in cui integrità, coerenza e rigore intellettuale sono percepiti come valori noiosi, ridondanti e obsoleti e lasciano spazio alla superficialità e a una non meglio definita libertà.