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Mika ci accompagna nella sua nuova casa su Raidue

Sorrisi ha assistito alle prove di «Stasera casa Mika», in onda dal 15 novembre. Ecco cosa ci ha raccontato la popstar internazionale, che per l'occasione ha costruito uno studio surreale e coloratissimo

Foto: Mika alle prove per «Stasera casa Mika»  - Credit: © Francesco Prandoni

11 Novembre 2016 | 09:00 di Francesco Chignola

Come si vive dentro la mente di una popstar? Lo scopriremo dal 15 novembre su Raidue con «Stasera casa Mika», ritorno in tv del cantante anglo-libanese ex-giudice di «X Factor». Che per l'occasione ha fatto costruire uno studio-appartamento pieno di oggetti curiosi e folli. Mentre ci accompagna tra enormi lampadari, frigoriferi-cartoon, razzi con la bandiera americana e un'enorme porta a forma di cuore, Mika ha il sorriso contagioso di chi sta vivendo un sogno a occhi aperti.

«Volevo rispolverare il romanticismo della tv degli Anni 50 e 60, creare un mondo favoloso che sia allo stesso tempo intimo e grandioso, naif e saggio, assurdo e serio ma anche divertente» ci spiega Mika. «Ho realizzato questa ?casa ideale?, così surreale e fantastica, perché le persone possano seguirmi con il cuore aperto, dimenticando le formalità. Deve essere una casa per tutti. Quando un ospite entra deve dirsi: ?Qui posso lasciarmi andare, svelarmi di più, essere una persona e non un personaggio»

«Nella mia vita la casa non è mai esistita, quand'ero molto giovane sono scappato con il circo e da allora sempre vissuto dappertutto: questo studio è la casa più consistente che ho avuto negli ultimi 9 anni, da quando mi hanno buttato fuori da scuola» continua a raccontarci Mika. «E poi un musicista non deve avere una casa fissa: in qualunque posto posso cantare e suonare un pianoforte, lì io mi sento a casa, anche con persone che non conosco. Questo luogo è la continuazione di quell'idea».

Per realizzare il suo primo show da prima serata Mika ha messo insieme una squadra di professionisti internazionali: dalle scenografie ai balletti, dai costumi alle musiche, fino ai singoli dialoghi, tutto è selezionato e controllato dal cantante con una cura ossessiva. «Quando Ilaria Dallatana, la direttrice di Raidue, mi ha detto: ?Vuoi fare uno show con noi??, le ho risposto: ?Tu non vuoi fare uno show con me! Adesso l'idea di lavorare con me ti piace, ma poi ti passerà!?» dice Mika ridendo. «E io sono rimasto fedele alla mia promessa di rompere le scatole a tutti, non solo alla Rai, ma anche a me stesso e alla mia squadra. Per chiedere alle persone di impegnarsi in un lavoro come questo devi dare una motivazione forte, devi creare qualcosa che non assomiglia a niente».

L'impegno produttivo, ammette Mika, è stato intenso: «Non dirò mai quant'è costato questo studio? Ma la giustificazione per tutto lo sforzo e il tempo che abbiamo speso per questa scenografia viene da un'idea precisa: negli Anni 50 e 60 la tv era nuova, e la novità attraeva il mondo dell'arte, della moda, dalla danza, del design. È così che fu possibile creare quella magia in tv, qualcosa di molto ?alto? e allo stesso tempo molto popolare. Per riportare la magia in tv ci vuole tanto lavoro».

Mika snocciola con orgoglio i nomi che ha coinvolto in questo progetto: «La scenografia è disegnata da Riccardo Bocchini, che è il più bravo in Italia: volevo qualcosa che richiamasse l'eccitazione dell'evento di gala per portarla in tv, volevo che lo show esplodesse dallo schermo» spiega. «Riccardo ha lavorato in collaborazione con me e mia sorella, che è un'illustratrice, e con i designer olandesi Studio Job. Inoltre Pierpaolo Piccioli, direttore di Maison Valentino, ha disegnato tutti i miei costumi, in ogni dettaglio»

Un'attenzione particolare Mika l'ha dedicata ai balletti: «Per gli 11 posti del corpo di ballo abbiamo scrutinato 600 ballerini» racconta. «I coreografi sono francesi: si chiamano ?I could never be a dancer?, hanno lavorato con gli artisti più famosi al mondo e realizzato dei balletti per l'Opera di Parigi ma non avevano mai fatto tv: a me hanno detto di sì. Per questo i balletti non avranno il linguaggio del varietà ma quello della danza contemporanea: non vogliamo il ?vintage?. Nei varietà di Mina, che oggi sembrano ?classici?, i balletti erano i più contemporanei che si potessero avere».

È stata l'esperienza a «X Factor», ci spiega Mika, a sbloccarlo e a convincerlo a fare uno show tutto suo: «A Sky mi sono divertito come un matto, anche perché la qualità di ?X Factor? è la più alta che c'è in Italia, ma dopo tre anni il mio momento in quel format era finito, ho voluto cercare un modo per essere più libero e creativo, per prendere il processo con cui realizzo miei album e i miei concerti e metterlo in tv, per raccontare delle storie. Sarà uno show velocissimo, che andrà a 150 all'ora, senza un momento di sosta».

Ad aiutare Mika nella gestione del ritmo ci sarà anche il montaggio, visto che «Stasera casa Mika» non andrà in diretta: «Questa è la mia prima volta? forse un giorno lo faremo in diretta» ammette. «Tu devi scegliere come spendere i tuoi soldi: se vai in diretta, cambia tutto, e ci vorrebbe una squadra due volte più grande. Essere registrati in realtà ci dà la possibilità di fare cose ancora più assurde, e anche cose che possano essere belle anche tra 10 anni». Il pubblico in sala, racconta il cantante, sembra aver gradito: «Quando abbiamo registrato la prima puntata il pubblico non voleva andare via: alle 2 di notte sbuffavano perché ne volevano ancora: è una cosa rarissima».

Per i dialoghi dello show Mika ha potuto contare su un maestro della fiction, Ivan Cotroneo, che è autore dello show con Tiziana Martinengo, Giulio Mazzoleni e lo stesso Mika: «Ivan è un genio, ho imparato tantissimo da lui, ha un modo unico di essere serio e leggero allo stesso tempo, sa divertirsi senza mettere a repentaglio la mia credibilità» racconta. «Noi quattro abbiamo scritto tutto in un appartamento che ho affittato a Milano: ogni persona che aveva un'idea si alzava e la eseguiva. Se tutti ridevano o piangevano allora l'idea funzionava, altrimenti ci si risiedeva e si pensava a qualcosa di nuovo.

Tra gli oggetti dello studio, in mezzo al pubblico c'è anche un grande letto, su cui Mika concluderà le serate: «Dario Fo e io abbiamo lavorato per 6 mesi a un progetto che purtroppo non vedrà mai la luce: due personaggi che si incontrano alla fine del mondo, in pigiama, cercano di addormentarsi, non ci riescono e iniziano a parlare» ci rivela. «È da qui che è nata l'idea di mettere un lettone nello studio. In una serata gli renderò omaggio con una cosa che ho scritto per lui: Dario non è più qui con noi, ma c'è tanto della sua vita e della sua arte in questo show».