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Morto Sergio Zavoli, maestro di giornalismo e televisione

Giornalista, scrittore e politico, ex presidente della Rai, aveva 96 anni

Foto: Sergio Zavoli  - Credit: © Rai

05 Agosto 2020 | 10:01 di Lorenzo Di Palma

È morto nella notte a 96 anni Sergio Zavoli, maestro di giornalismo e di televisione che ha rivoluzionato con programmi di informazione come il famoso Processo alla tappa, che inventò nel 1962, o La notte della Repubblica.

Nato a Ravenna il 21 settembre 1923 e cresciuto a Rimini, dove fu amico di infanzia di Federico Fellini, era stato chiamato a Roma in Rai, ancora studente, da Vittorio Veltroni (padre di Walter), dirigente della tv pubblica, dove si era fato subito notare per le sue radiocronache di sport e i suoi impeccabili servizi di cronaca come quelli sulla tragica alluvione del Polesine nel 1951.

All’inizio degli anni ’60 Enzo Biagi, lo portò a lavorare dalla radio alla tv, dove inventò subito il Processo alla tappa, in cui nel commento del Giro d’Italia coinvolse anche intellettuali come Pasolini e Moravia. Ma non si occupò solo di sport. Celebri sono anche i suoi programmi di divulgazione e informazione come Nascita di una dittatura, del 1972, nel cinquantesimo anniversario della marcia su Roma, o Notte della Repubblica, sugli “anni di piombo”, entrambi esempi di cronaca rigorosa senza alcuna faziosità.

In Rai, inoltre, fu anche presidente per sei anni, dal 1980 al 1986, e quindi anche presidente della commissione di Vigilanza, dal 2009 al 2013. Nella sua lunga carriera ha diretto anche il Gr1, la televisione di San Marino e il quotidiano di Napoli Il Mattino. Sterminata, inoltre, è la lista dei suoi libri, a partire dall’autobiografico Il ragazzo che io fui (Mondadori, 2011) in cui racconta la sua infanzia a Rimini o l’altrettanto autobiografico Il Socialista di Dio.