Home TvNews e AnticipazioniPanariello, l’intervista esclusiva per Sorrisi: «Ecco il mio programma per Natale»

Panariello, l’intervista esclusiva per Sorrisi: «Ecco il mio programma per Natale»

Il comico toscano ci racconta i segreti dello show «Panariello sotto l'albero». E il suo strano rapporto di amore-odio con le feste...

Foto: Giorgio Panariello

18 Dicembre 2015 | 16:00 di Paolo Fiorelli

L’attesissimo show di Natale di Panariello andrà in onda il 22 e 23 dicembre in diretta su Raiuno. E noi… l’abbiamo già visto. Nel senso che proprio lui ci ha invitato ad assistere alle prove generali a Colle Val d’Elsa, con il permesso di curiosare dietro le quinte. E se le reazioni del pubblico televisivo saranno le stesse di quello in sala (risate a scena aperta e coretti «Gior-gio Gior-gio»), il successo è assicurato.

Panariello, che show sarà?
«È come se invitassi tutti a un cenone a casa mia, via. Con tanti amici che mi porteranno regali e li riceveranno da me».

Ci fa qualche nome?
«Innanzi tutto ho chiamato i ragazzi del Volo e gli ho regalato... Placido Domingo. Si esibiranno insieme. Poi duetterò con Biagio Antonacci in un pezzo dedicato alle "Pro loco”. Visto che lui ha fatto una canzone sul Salento, perché trascurare le altre realtà locali? Insomma, ci prendiamo un po’ in giro, via. E ci saranno anche Emma, Alessandra Amoroso, i Negramaro, Leonardo Pieraccioni, Carlo Conti, Claudia Gerini, Massimiliano Allegri».

E poi c’è Tosca D'Aquino.
«Poteva mancare? Lei mi è stata vicina nel mio successo televisivo più grande, “Torno sabato”. Natale con i tuoi, no?».

Rivedremo anche i suoi personaggi più amati?
«Sì, ma con una spruzzata di attualità. Naomo, per esempio, si è messo in testa di diventare sindaco di Roma. E ha già scelto ragazze bellissime che faranno l’assessore al tempo libero, il suo, e alle pari opportunità. Nel senso che se regala una borsa a una, poi deve regalarla a tutte».

E personaggi nuovi?
«Prendete nota perché arriveranno un tenero barbone, un po’ ispirato a Lucio Dalla; Ubaldo Light, un dietologo fuori di testa; Dante Alighieri, incavolato perché Benigni usa sempre i suoi testi. E poi la mia preferita: Suor Cristina che canta “Il Vangelo in una stanza”».

Ma lei, Panariello, è un fissato del Natale? No perché già aveva inciso la canzone «Che Natale sei»…
«A me veramente il Natale fa paura. Una famiglia tradizionale per festeggiarlo non ce l’ho e quindi ho il terrore di restare solo. Per questo cerco di passarlo sempre al lavoro. E per quest’anno direi che ci sono riuscito...».

Non ama le luci e le decorazioni?
«Beh, ha presente quei babbinatale appesi fuori dalla finestra? Che tristezza… Una volta ne ho visto uno senza costume. Era un amante che faceva finta, che tristezza! E poi c’è chi trova il Natale inquietante da un punto di vista politico».

In che senso?
«Insomma, per certi versi si festeggia una famiglia di extracomunitari che ha occupato abusivamente una grotta! E ci hanno messo pure un impianto di riscaldamento abusivo a fiato di bue! Via!»

Almeno i regali le piacciono?
«Io sono di quelli che dicono “Ragazzi, quest’anno non si fanno regali a nessuno, è chiaro?”. E poi alle 19 della vigilia corre disperato al centro commerciale perché c’ha ripensato. “C’è rimasto solo questo gioco da tavolo ma ci siamo persi i dadi. Costa 300 euro”. “Va bene lo prendo!”. Capite il dramma?».

Via, salverà qualcosa delle feste.
«Le canzoni. Quelle sì che mi piacciono. E nello show sentirete Vasco, Zucchero, Jovanotti e altri grandi cantanti italiani che interpretano “Tu scendi dalle stelle” a modo loro». (si mette a cantare con la voce di Pupo: “Re Magio al cioccolato / Tu me l’hai rubato / Tu…”. Poi passa a Vasco: «Discendi piano senza far rumore…»).

Va bene, ha voglia di scherzare perché tutti la vogliono. Torna in Rai e c’è già pronta una fiction per Mediaset.
«È “Tutti insieme all’improvviso” e andrà in onda a gennaio. Sapevano che adoro gli animali e mi hanno proposto il ruolo di un veterinario. Potevo rifiutare? Mi piace interpretare i mestieri, ne ho fatti tanti, sono sempre una grande fonte di spunti».

Il mestiere più bello che ha fatto?
«Cameriere. I clienti volevano solo me perché li facevo ridere. “Ci manda Giorgino? Non c’è oggi Giorgino?” E il caposala moriva di invidia».

E il mestiere più brutto?
«Racattapalle. A 14 anni, per fare due lire. Una volta, dopo cinque ore al sole, sono pure svenuto».

Quindici anni fa lei ha vinto un Telegatto come «Rivelazione dell’anno». Dovesse rivincerlo oggi, per quale categoria lo vorrebbe?
«Conferma dell’anno».