Home TvNews e AnticipazioniPier Silvio Berlusconi parla di tv, di programmi e di… vacanze

Pier Silvio Berlusconi parla di tv, di programmi e di… vacanze

«Russia 2018 è stata un successo, ma non ci fermiamo: Rete 4 diventerà un canale d’informazione. E sogno una sitcom con Ilary Blasi e Totti»

Foto: Pier Silvio Berlusconi posa in esclusiva per Sorrisi col pallone ufficiale dei Mondiali  - Credit: © Pigi Cipelli

12 Luglio 2018 | 09:30 di Barbara Mosconi

Montecarlo, un afoso pomeriggio di luglio. Nuvole grigie calano dalle montagne, ma l’orizzonte di Pier Silvio Berlusconi è sgombro di nubi. Siede ai tavolini di un bar all’aperto in un hotel a pochi metri dal mare. È giorno di pausa ai Mondiali di calcio, oggi niente partite in televisione. Niente inni nazionali, tiri in porta, rigori all’ultimo minuto che in queste settimane hanno accompagnato le giornate di milioni di italiani. Qui il pallone è solo per gioco. Pier Silvio tira il pallone verso il fotografo di Sorrisi. Si rimette la giacca e si siede a sorseggiare un aperitivo. Sorridente e sereno.

Il suo primo pallone chi glielo ha regalato?
«Penso me l’abbia regalato mio nonno Luigi, il nonno da parte di mio papà, quando ero piccolissimo. Ma, confesso, non sono mai stato un grande giocatore. Mi piace lo sport in generale e sono appassionato del Milan».

Cosa la emoziona del calcio?
«Prendiamo la partita Colombia-Inghilterra, un finale ai rigori. Col fiato sospeso. Incredibile. Questa è emozione».

Se suo figlio le dicesse: «Papà voglio fare il calciatore», come reagirebbe?
«Penso che i figli debbano essere lasciati liberi di seguire i propri sogni e le proprie storie. Mio figlio non sa ancora cosa vuole fare, ma una cosa è certa: non il calciatore, forse perché lo vogliono fare tutti i suoi compagni di scuola».

Vedete insieme le partite?
«Sì, succede».

Lei tifa per qualche squadra ai Mondiali?
«Tifare è una parola grossa. Avevo una simpatia per la Spagna, Paese dove le tv Mediaset sono leader, e poi per il Portogallo».

E con suo padre Silvio commentate questi Mondiali?
«Mio papà all’inizio era molto curioso di vedere i dati degli ascolti. Dopo le prime due, tre partite è stato pienamente soddisfatto. Lui, che è un appassionato vero, potendo non si perderebbe una partita».

Dopo i Mondiali non teme di alzarsi la mattina e non vedere più tutti questi bei dati di ascolto?
«Gli ascolti li guardo 365 giorni all’anno, di tutte le reti. Temo, piuttosto, la sensazione di vuoto dopo i Mondiali. Per ora però c’è solo soddisfazione».

Cosa la soddisfa di più?
«Siamo contenti perché è stata una sfida importante e abbiamo vinto in senso editoriale e commerciale. Da editore sono felice e orgoglioso di aver preso questo prodotto per Mediaset e di come lo abbiamo portato nelle case degli italiani, con modernità, sobrietà e innovazione».

E commercialmente quanto guadagnerete con i Mondiali?
«Quanto guadagneremo non lo posso dire. Ma penso che sia il primo caso nella storia in cui un grande evento calcistico crea profitti».

È un sogno che si è realizzato?
«Un sogno? Di più: un’utopia, era già un progetto difficile da pensare, figuriamoci quando siamo riusciti a concretizzarlo».

Se dovesse pensare a un’utopia ancora più grande?
«I Mondiali con l’Italia. Anche se sarà molto difficile…».

Finiti i Mondiali si prenderà una vacanza?
«Andrò in vacanza ad agosto. C’è ancora un intero mese per mettere a punto i palinsesti della prossima stagione e molti altri progetti. C’è tanto da fare».

Ecco, parliamo della prossima stagione Mediaset. Per restare in tema calcio, dopo i Mondiali come ve ne occuperete?
«Nonostante la voglia di avere eventi sportivi dobbiamo guardare costi e ricavi, perché i costi a cui sono ormai arrivati i diritti tv del calcio per noi non hanno senso economico. Per ora abbiamo chiuso un accordo in esclusiva di quattro anni per le migliori partite delle nazionali straniere nelle qualificazioni agli Europei: 10 partite all’anno, di cui sei già nel prossimo autunno».

Quando la prima serata partirà alle 21.10, come succedeva una volta?
«Sarebbe una cosa giusta per gli italiani, purtroppo noi siamo una tv commerciale, abbiamo delle esigenze di ascolto e di break pubblicitari. È chi fa servizio pubblico che dovrebbe stabilire un orario diverso e, se così fosse, noi ci adegueremmo».

Perché avete deciso di «ristrutturare» Rete 4?
«Rete 4 è una rete con una grandissima storia e tradizione, negli ultimi anni ha fatto bene, ma oggi, vista l’offerta di tanti canali tematici, sentivamo la necessità di portare Rete 4 a differenziarsi. La strada dell’informazione ci sembrava la più giusta».

È vero che farete una sitcom con Francesco Totti e Ilary Blasi?
«È una idea che ci è venuta tempo fa e in maniera scherzosa ne avevo parlato a Ilary, lei e Totti hanno la possibilità di fare qualcosa di spiritoso. Cosa dico? Magari!».

E del progetto di Matteo Renzi per una serie tv cosa può dire?
«Ci hanno contattato, vedremo. Perché no? Ci farebbe piacere. Dovrebbe essere una serie sulla storia di Firenze. Aspettiamo di capire bene come sarà il progetto».

Il famoso cartone animato «Adrian» di Adriano Celentano andrà finalmente in onda?
«Ci sarà, ma Celentano è Celentano e “Adrian” per lui è il progetto di una vita. Noi non abbiamo fretta, lo manderemo in onda, se tutto va bene, la prossima primavera. Ho già visto alcune puntate e vi assicuro che è qualcosa di sorprendente, per la qualità della storia, delle immagini e della musica».

Mediaset Premium come sarà ridisegnata?
«Il mercato della pay tv in Italia non cresce. Premium aveva una strada, ma visti i costi dei diritti tv del calcio, se non dovessimo riuscire a offrire le partite di Serie A, resterà un servizio di cinema e serie tv. E non solo sul digitale terrestre, ma su tutte le piattaforme, satellite compreso dopo l’accordo con Sky».

Il «Grande Fratello» tornerà nel 2019. Ha provato imbarazzo per certe scene viste nell’ultima edizione?
«Imbarazzo proprio no. In un paio di casi mi sono detto: “Forse bisogna correggere la rotta”. Ma in circolazione c’è di molto peggio. E non solo in televisione, basta pensare al web. La tv è uno strumento e va usata con molto buon senso, come tutti gli elettrodomestici».

Alla fine, la famosa vacanza di agosto dove la farà?
«Sarà una vacanza fatta di mare, mare, mare. Spero di passare tanto tempo con Silvia e i miei piccoletti, Lorenzo e Sofia. È la vacanza più bella. Io sono legatissimo al mare, è la mia più grande passione, che ho trasferito a mio figlio: facciamo insieme nuotate e immersioni, anche con maschera e boccaglio».

Quale sarà la colonna sonora della sua estate?
«Non vorrei deludere, ma io sono un tipo da Eagles, Doors e canzoni come “Everybody’s Talkin'” di Harry Nilsson».