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Pino Strabioli conduce la serata «In arte Patty Pravo»

Lunedì 30 aprile in prima serata su Raitre un viaggio che ripercorre le tappe fondamentali di una grandissima artista e icona della musica italiana

Foto: Patty Pravo  - Credit: © Getty Images

26 Aprile 2018 | 17:53 di Simona De Gregorio

Un viaggio che ripercorre le tappe fondamentali di una grandissima artista e icona della musica italiana. Cinquant’anni di anni di carriera, 110 milioni di dischi, un simbolo di trasgressione e una vita straordinaria. Si tratta di Nicoletta Strambelli, alla quale è dedicato lo speciale «In arte Patty Pravo». A condurlo, lunedì 30 aprile in prima serata su Raitre, è il giornalista e amico della cantante Pino Strabioli. «Era un progetto che avevo in mente da tanto tempo ed è arrivata l’occasione giusta: il 9 aprile Patty ha compiuto 70 anni e nel 2018 ricorrono i 50 anni del brano «La Bambola» e i 40 di «Pensiero stupendo», due suoi grandi successi» dice Strabioli.

Pino, cosa ci può anticipare?
«Sarà un racconto, una chiacchierata in cui ci sposteremo da Venezia, dove Nicoletta è nata e cresciuta, a Londra, dove ha trascorso un breve periodo e che ha avuto molte influenze sulle sue scelte artistiche. Infine andremo a Roma,  sua città d’adozione in cui vive tuttora. Durante le diverse tappe, Patty  si confiderà, racconterà della sua infanzia, dei suoi amori, della sua passione per la musica. E poi ci saranno anche altre sorprese».

Quali?
«Avremo dei supporti video con materiale recuperato dall’archivio Rai. Poi le testimonianze dei colleghi, da Renzo Arbore a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che ha scritto per lei diversi brani (come Cielo e A parte te), ed Emis Killa con il quale ha duettato in Noi siamo eroi».

Cosa rappresenta Patty Pravo per la musica italiana?
«Io credo che, assieme a Mina, sia la più grande star della musica. Il punto di forza di Patty è la trasversalità, è una donna ancora rock e senza età. Per lei non esiste la malinconia o la nostalgia, è profondamente radicata nel presente».

E da sempre è anche un simbolo di trasgressione...
«Sì, ma senza volerlo. Semplicemente è una donna e un’artista libera che ha fatto sempre ciò che sentiva. Anche la moda per lei è un grande gioco e molti suoi abiti sono opere d’arte, tanto da essere stati esposti a New York e a Palazzo Pitti a Firenze».