Home TvNews e AnticipazioniRai, addio allo storico direttore generale Ettore Bernabei

Rai, addio allo storico direttore generale Ettore Bernabei

Guidò l'azienda negli anni d'oro del servizio pubblico e ne difese il ruolo sociale e culturale

Foto: Ettore Bernabei  - Credit: © Wikicommons

14 Agosto 2016 | 09:40 di Angelo De Marinis

Il servizio pubblico dà l'addio a uno dei suoi alfieri. È morto nella serata del 13 agosto Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai e produttore televisivo. Era nato a Firenze nel 1921.

Strenuo difensore del ruolo sociale della televisione, capace di rispettare e di elevare il pubblico, nel 1961, a 40 anni, fu nominato direttore generale della Rai, che guiderà fino al 1974, imprimendo all'azienda un ruolo da autentico servizio pubblico, in grado di occuparsi anche "di chi è rimasto un po' più indietro". Sono gli anni in cui nascono approfondimenti come Tv7 e sceneggiati ispirati ai classici della letteratura, come l'Odissea, I Promessi Sposi, I Fratelli Karamazov. Gli anni in cui vengono realizzate serie come Gli Atti degli Apostoli per la regia di Roberto Rossellini, il Mosè, Gesù di Nazareth firmato da Franco Zeffirelli. E ancora gli anni in cui il maestro Alberto Manzi insegna a leggere e scrivere a un'Italia che nel 1960 contava ancora il 35% degli analfabeti. "Ricordo la difficoltà - raccontava Bernabei - perché mi trovai davanti a professionisti e venerabili dirigenti, ben più grandi di me, che erano lì 'prestati' dalla radio e in carica addirittura dagli anni Trenta. Oggi si parla facilmente di 'rottamazione', ma quelli erano indeformabili e inamovibili". Tra le prime decisioni, Enzo Biagi a dirigere il telegiornale. "Se ne andò dopo un po' perché, mi disse, fare le cose con il bilancino del farmacista non era il suo mestiere".

Altro passaggio cruciale della sua lunga attività, nel 1992, la creazione della società di produzione Lux Vide, che realizza importanti fiction anche in coproduzione con paesi europei e con gli Stati Uniti. Colossale il progetto Bibbia, 21 prime serate prodotte fra il 1994 e il 2002 per Rai1, vendute in 140 Paesi, in grado di coniugare rilevanza culturale, valore artistico e grande appeal popolare. Un successo seguito da grandi coproduzioni internazionali e dallo sviluppo della lunga e media serialità, con titoli di straordinaria longevità e successo, come Don Matteo.

Pur avendo lasciato il testimone dell'attività di produttore nelle mani dei figli Luca e Matilde, Bernabei continuava ad appassionarsi quando parlava della Rai. "Oggi ci si entusiasma per il web, per Google o Amazon. Ma la tv pubblica - diceva - è rimasta l'unica difesa dei cittadini. Come i giornali o i libri, può ancora raccontare un'azione come delittuosa o benefica, aiutare a decidere cosa fare della propria vita e non finire tutti come polli in batteria. Può ancora salvare l'umanità".