Se vedete male la vostra tv fate così

Come risolvere i problemi sorti dopo l’ennesimo cambiamento del digitale terrestre

7 Giugno 2022 alle 07:42

In base a un decreto del Ministero dello Sviluppo economico del luglio 2021, con il prossimo 30 giugno è previsto il termine per la riorganizzazione delle frequenze del digitale terrestre iniziata a novembre (su disposizione dell’Unione europea, dal 1° luglio diversi canali ancora oggi occupati dalle emittenti sono destinati alla rete telefonica cellulare 5G). Questa complessa operazione, suddivisa per aree geografiche anche in Italia, ci ha obbligato nei mesi scorsi a rifare più volte la sintonizzazione dei nostri televisori per “agganciare” le nuove frequenze, ma in diverse zone del Paese ci sono ancora canali che sembrano spariti, compresi alcuni delle emittenti generaliste.

Il problema della “scomparsa” dei canali è in parte legato alla dislocazione dei ripetitori in ambito nazionale, ma anche al fatto che i segnali digitali sono molto più “sensibili” alla conformazione del territorio e agli ostacoli in generale. Anche la semplice presenza di un rilievo in una zona collinare, di un bosco o di palazzi alti in città può deteriorarne la qualità e limitare la corretta visione di un canale o, in casi estremi, impedirla del tutto. Può succedere, a volte, che a un’antenna giungano più segnali per lo stesso canale, ma non è ugualmente garantito che la qualità video sia ottimale. I disturbi tipici di una cattiva ricezione (qualunque sia la causa) sono lo “squadrettamento” dell’immagine o l’audio che giunge solamente a tratti.

Attenzione, però, perché questi intoppi non sono legati solo alle antenne. In molti palazzi, infatti, sono installati impianti cosiddetti “canalizzati” in cui viene fatta una selezione delle frequenze dei canali che arrivano nelle case. In questi, a volte, è possibile che le nuove frequenze non siano ancora state predisposte. Questo vuol dire che anche se vengono regolarmente ricevute dalle antenne non sono inviate alle tv di casa. Meglio quindi rivolgersi a un antennista per fare una verifica all’impianto e valutare se sia necessario intervenire, magari anche per ricevere i segnali, se possibile, da un altro ripetitore.

Se i problemi di ricezione rimangono, si può utilizzare TivùSat, la piattaforma satellitare gratuita che a oggi offre circa 150 canali e fra questi ci sono tutti i Rai, i Mediaset, quelli di La7, oltre a molti altri nazionali ed esteri. La maggior parte sono già disponibili in alta definizione (HD) e alcuni anche in 4K (ossia un formato che offre immagini quattro volte più definite). Non è previsto un abbonamento, basta farsi installare la parabola da un antennista (che avrà verificato se non ci sono problemi a ricevere il segnale dal satellite), comprare un decoder TivùSat o un modulo “Cam” da inserire nel vostro tv se dotato di ricevitore satellitare. Decoder e “Cam” sono completi di una Smart Card da attivare su www.tivusat.tv o chiamando il numero unico 06.891895 (sul sito trovate anche tutti i decoder, dove comprarli, e i televisori certificati oltre agli incentivi per l’acquisto).

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