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Su Focus «Hitler contro Picasso e gli altri»

Il racconto della crociata nazista contro le avanguardie artistiche dell’epoca  

Foto: Un'immagine di repertorio della mostra organizzata dai nazisti nel '37  - Credit: © Focus

29 Dicembre 2018 | 12:26 di Lorenzo Di Palma

Alcuni storici la chiamano la “Shoah dell’Arte”: i nazisti infatti misero le mani su svariati capolavori del ‘900 per distruggere e cancellare ogni traccia delle opere cosiddette “degenerate” e, nel contempo, esaltare (e depredare) l’arte classica, vista come più pulita e rassicurante.

Una pagina di storia che viene raccontata da Hitler contro Picasso e gli altri, in onda in prima serata sabato 29 dicembre sulla rete tematica Mediaset, Focus.

Hitler contro Picasso e gli altri conduce lo spettatore in un viaggio che illustra i perversi intrecci tra regime nazista e arte, tra meraviglie assolute e bassezze umane, raccontate dalla voce narrante Toni Servillo.

Negli Anni ’30, per andare incontro alla grande passione del Führer verso le tele d’autore ed il suo irrefrenabile desiderio di propaganda, l’Europa viene fatta oggetto di un sistematico saccheggio di opere d’arte antica e moderna (oltre 16mila in Germania e più di 5 milioni in tutta Europa). E il docufilm compie un viaggio tra Parigi, New York, Olanda, Germania e offre le testimonianze dei protagonisti di quell’epoca: intellettuali e storici dell’arte che conobbero da vicino Hitler.

E, nel ’37, a Monaco, con l’intento di esaltare la “pura arte ariana” viene organizzataLa Grande Esposizione di Arte Germanica”, cui fa da contraltare una manifestazione pubblica e itinerante, vietata ai minori di 18 anni, per condannare e deridere l’Entartete Kunst.

Movimenti come Dadaismo, Cubismo, Espressionismo, Fauvismo, Impressionismo, Nuova Oggettività e Surrealismo vengono messi al bando. Molti Chagall, Otto Dix, Max Ernst, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Piet Mondrian, Vincent van Gogh, Pablo Picasso, Henry Matisse ed Eduard Monet, solo per citare i più noti, vengono messi al rogo sulla pubblica piazza.

In contemporanea, nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti ed ebrei, inizia la razzia di opere d’arte destinate al fantomatico Louvre di Linz e alla residenza privata di Goering.

Ma «Hitler contro Picasso e gli altri», non parla solo di arte messa all’indice o trafugata. «Hitler contro Picasso e gli altri» mette a fuoco il senso politico della dichiarazione di guerra del Führer verso all'arte degenerata. Un tema che - drammaticamente - ricorda anche la cronaca più recente. Ad iniziare dalla distruzione dei Buddha di Bamyan, in Afghanistan, per proseguire con quella della Moschea di Sidi Yahya, a Timbuctù; della Moschea d’Oro, in Iraq; delle tombe e dei santuari sufi, in Somalia; della Moschea di Sidi Yahya, in Mali; dei siti archeologici di Hatra e di Nimrud, in Iran. E, nella sola Siria, della Tomba del Profeta Giona e di statue e bassorilievi mesopotamici nel Museo di Mosul; della Chiesa memoriale del genocidio armeno; del mosaico bizantino a Raqqa; dei resti della città assira di Nimrod, del Tempio di Palmira. Uno scempio conclusosi con la decapitazione di Khaled al-Asaad.