Home TvNews e AnticipazioniTanti auguri a Gerry Scotti, 60 anni e 78 show diversi

Tanti auguri a Gerry Scotti, 60 anni e 78 show diversi

Il protagonista di 78 programmi Mediaset, il 7 agosto 2016 spegne 60 candeline. «Tranquilli, non vado in pensione...»

Foto: Gerry Scotti  - Credit: © SplashNews

07 Agosto 2016 | 08:00 di Alberto Anile

I 60 anni di Gerry Scotti, le copertine di Sorrisi

Gerry, ovviamente, è uno pseudonimo. All’anagrafe si chiama Virginio Scotti, è nato a Miradolo Terme, in provincia di Pavia, 60 anni fa. La cifra tonda scocca il 7 agosto e lui festeggerà regalandosi un viaggio nel grande West americano. Noi di Sorrisi lo festeggiamo ripercorrendo una carriera di grandi successi: in tutto è stato protagonista di 78 diversi show Mediaset (senza contare fiction e sitcom). E presto si aggiungeranno nuove avventure televisive.

Oggi lo zio Gerry, come viene affettuosamente chiamato da milioni di spettatori per i quali ormai è uno di casa, è inscindibile dalla sua figura televisiva e dal suo profilo bonario. Ma in principio era una voce arguta a Radio Hinterland Milano 2, a NovaRadio, a Radio Milano International e infine, grazie a quel grande scopritore di talenti di Claudio Cecchetto, a Radio Deejay. Era il 1982 e in tv arrivò l’anno successivo con «Deejay Television» (Canale 5) per presentare e commentare videoclip prima ancora che Mtv sbarcasse in Europa. Ovvio che, con questo battesimo, i primi anni tv di Gerry Scotti siano stati a base di musica: in tutto presenterà quattro «Azzurro» e sei «Festivalbar».

Mike Bongiorno lo considerava il suo successore. Di certo è stato l’erede televisivo di altri due grandi uomini di spettacolo, Raimondo Vianello e Corrado, ai quali è subentrato nella conduzione, rispettivamente, di «Il gioco dei 9» (dal 1990) e «La corrida» (dal 2002). La consacrazione a conduttore familiare arriva con due quiz preserali, «Passaparola» (dal 1999 al 2008) e «Chi vuol essere miliardario?» (2000 e 2001; diventato poi «Chi vuol essere milionario?», in onda fino al 2011). E poi c’è il lato istrionico: i travestimenti per «Paperissima» (in coppia con la Hunziker dal 2004 al 2013), gli exploit nelle fiction (dal debutto in «Il vigile urbano» a «Finalmente soli» con Maria Amelia Monti). Anni di lavoro continuo, senza mondanità. «Un mestiere come il mio» ha detto «lo puoi fare solo se la sera vai a letto presto».

Insomma, Gerry è un peso massimo della tv. Anche letteralmente: siamo oltre i 100 chili. E il suo salto con sfondamento del bancone di «Striscia» (pur se «concordato») è entrato nella storia della tv. Ma il punto di forza di Gerry è sempre stata la sua capacità di interpretare, da artista modernissimo, ogni ruolo che la tv ha creato negli anni: ne è prova l’abilità con cui si è calato nei panni di giudice di talent, prima in «Italia’s got talent», poi in «Tú sí que vales». Ma il suo eclettismo non sempre è visibile a tutti: sono decine i programmi che ha testato registrando le cosiddette «puntate zero», spesso a beneficio dei colleghi di rete.

E ora? «I miei primi 30 anni sono stati pieni di sorprese, i secondi 30 pieni di lavoro e di successo. Nei prossimi 10 voglio regalarmi uno stile di vita più consono alla mia età. Ma in tv mi vedrete ancora...».