Home TvNews e AnticipazioniTeo Mammucari: «Mi diverto da impazzire con i sapientoni»

Teo Mammucari: «Mi diverto da impazzire con i sapientoni»

Il presentatore romano torna a condurre «Cultura moderna», lo storico programma di Antonio Ricci, in una versione rinnovata, dal 28 novembre su Italia 1

Foto: Tra libri, tablet e... strani giornali. Così Teo Mammucari (52 anni) si prepara alla conduzione di «Cultura moderna»  - Credit: © Massimo Sestini

28 Novembre 2016 | 16:41 di Paolo Fiorelli

Non è facile fare un'intervista a Teo Mammucari e lo ammette lui stesso: «Sono anni che non ne concedo una. Mi fanno sempre passare per cattivo». Ma per Sorrisi il comico e presentatore romano fa un'eccezione. L'occasione, del resto, lo merita. Tra poco sarà in tv praticamente tutti i giorni. Oltre a fare il giudice a «Tú sí que vales» condurrà «Cultura moderna», edizione tutta nuova dello storico programma di Antonio Ricci (che nella stagione 2006-2007 fece grandi ascolti, con picchi di share superiori al 20 per cento).

Teo, che cos'è la cultura?
«Andiamo, chiederlo a me è come chiedere a Totò Riina cos'è la pace».
Dica la sua.
«Posso dire cosa non è. La cultura non è ripetere per trent'anni quello che si è letto in un libro, come fanno certi sapientoni. Mi fanno ridere...La cultura è imparare giorno per giorno, magari divertendosi. È la creatività».
Però la sigla la canta Philippe Daverio, un professorone.
«Quella è una birichinata sua e di Antonio Ricci. Fa capire subito lo spirito goliardico del programma».
Il meccanismo sarà lo stesso dell'edizione storica?
«Resta il principio di fondo: i concorrenti devono scoprire l'identità di un misterioso personaggio, basandosi sugli indizi che ottengono man mano che superano prove di danza, canto e cabaret. Però abbiamo introdotto altre cose, come l'Autoflop. Mi piace molto l'Autoflop».
E cos'è?
«Il vincitore della puntata dovrà scegliere il nome del personaggio tra una rosa di cinque ?papabili?, e assegnare i rimanenti nomi agli altri concorrenti. Insomma, se sbaglia regala la vittoria a un altro!».
Suppongo che non ci dirà chi sono i personaggi misteriosi coinvolti.
«E certo, se no roviniamo il gioco. Ma visto che non posso dirvi chi c'è, vi dirò chi non c'è, così capirete che tipo di nomi aspettarvi. Dunque, non c'è Marco Tardelli, non c'è Gianfranco Vissani...».
Capito. E un personaggio che vorrebbe tanto avere ma non può?
«Senz'altro papa Bergoglio. E non mi dispiacerebbe affatto neanche avere Donald Trump».
Intanto continuerà con «Tú sí que vales». Le piace fare il giudice?
«Molto. A 52 anni posso permettermelo. Comunque sono entrato in punta di piedi, per non turbare gli equilibri del programma».
Invece Belen, che non era d'accordo su un suo giudizio, qualche puntata fa ci è andata giù dura. ?Sei proprio uno st?? le ha detto. E poi il provocatore sarebbe Mammucari? Avete fatto pace?
«Ma non abbiamo neanche litigato! Belen è un'amica, siamo in confidenza, tra di noi parliamo così. Se mi offendessi per un semplice st? sarei proprio molle».
Non le piace fare la vittima?
«Mai. Io ne ho passate tante, ma sa che le dico? Il dolore ti rende uomo. Quando a ?Tú sí que vales? qualcuno attacca la manfrina del ?quanto ho sofferto?, io vorrei dirgli: ?Guarda che è una fortuna. Sono i guai che ti fanno crescere?».
Lei è orgoglioso delle sue origini povere e della gavetta nelle periferie. Tra tanti figli d'arte e allievi di scuole esclusive si sentirà un pesce fuor d'acqua?
«Io? Saranno loro i pesci fuor d'acqua! Io quando sono diventato famoso avevo già alle spalle 20 anni di cabaret. Comunque non ha più importanza. Oggi nello spettacolo se non funzioni, se non sei bravo, sei solo un turista. Arrivi, sì, ma sparisci subito».
A proposito di locali, non ne aveva uno tutto suo?
«Come no, il ?Gildo?. Il mio sogno è di aprirlo di nuovo. Anzi di aprirne tre, uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. Li chiamerei ?La palestra dello spettacolo?. Perché non importa se sei diventato famoso: devi sempre provare le battute, tenerti allenato, sentire le reazioni del pubblico, divertirlo».
O provocarlo. La descrivono come uno che ama seminare zizzania, è davvero così?
«Ma guardi, me ne hanno dette talmente tante? Mi piace giocare senza tanti riguardi, se no che noia! Una volta in trasmissione, scherzando, ho detto a Ilary Blasi che puzzava perché veniva dalla campagna. Sì è lamentata Ilary? No. Si sono lamentati i contadini? No. Hanno protestato gli abitanti della Campania!».