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Top Gear Italia, dietro le quinte del nuovo show Sky

In arrivo dal 22 marzo su SkyUno, siamo andati a spiare le registrazioni della prima stagione con Guido Meda, Joe Bastianich e Davide Valsecchi

Foto: Il team di Top Gear Italia

15 Gennaio 2016 | 11:05 di Claudio Mastroianni

No, nessuna prova di sopravvivenza sulla Salerno - Reggio Calabria. "Ma l'avevamo pensato", ci dice Ettore Paternò, autore e capoprogetto di Toro Produzioni, mente dietro allo show.

Nell'edizione italiana di Top Gear non mancheranno però prove folli e fuori di testa, nel pieno spirito del format che si è ritagliato un posto speciale nel cuore degli appassionati di auto.

Distribuita in oltre 200 paesi (212, per la precisione), Top Gear sbarcherà il 22 marzo su SkyUno con una versione costruita appositamente per il pubblico italiano e presentata da Guido Meda, Joe Bastianich e Davide Valsecchi. Una scommessa che Sky affronta con grande cipiglio e un certo orgoglio, secondi in Europa a cimentarsi in questo progetto dopo l'esperienza francese dello scorso anno.


Noi di Sorrisi siamo andati a spiare dietro le quinte del programma, a seguire le riprese di una delle prove esterne "sopra le righe" che caratterizzano il programma, e ci siamo trovati di fronte alla stessa follia del format inglese.

Il contesto? Una sfida fra tre auto trasformate in... papamobili. Un budget di 5.000 euro spesi fra confessionali e tende in velluto, che ha permesso ai tre protagonisti del programma di creare la propria versione dell'auto del Papa, riempiendola di santini o... superalcolici, e buttarcisi in pista. In compagnia di Stig, figura enigmatica su cui ovviamente la produzione mantiene il massimo riserbo (e di cui anche i 3 presentatori di Top Gear Italia dichiarano di non sapere nulla). 

Bocche cucite anche sui dettagli del programma, di cui proprio in questi giorni si stanno terminando le riprese in esterna iniziate lo scorso agosto. Poi si passerà a quelle in studio, con pubblico e ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo e della comunicazione. I nomi? Ancora top secret.

Dichiarata/confermata, invece, la volontà di creare un programma sulle quattro ruote non convenzionale, senza aver paura di sporcarsi le mani o di distruggere - se necessario - le auto in prova. "Sicuramente non sarà mai una recensione canonica, quelle le evitiamo come la peste", ha confermato Paternò.

Talmente fuori dalle righe che ogni prova o sfida esterna è quasi una produzione a se stante. "È in assoluto il programma più complicato da girare che io abbia mai visto", ci ha confessato l'autore, "perché non fai mai la stessa cosa".

Che è proprio quello che si aspettano i fan del programma. Stanno già scaldando i motori.