Home TvNews e Anticipazioni«Tutto davanti a questi occhi», il doc a “reti unificate”

«Tutto davanti a questi occhi», il doc a “reti unificate”

Il film di Veltroni con Sami Modiano, sabato 27 gennaio in prima serata su Sky TG24 e Sky Cinema Hits, verrà trasmesso anche da Rai3, Iris e La7

Foto: Sami Modiano  - Credit: © Sky

27 Gennaio 2018 | 17:34 di Lorenzo Di Palma

Sarà trasmesso - “In ragione del valore e del significato civile di questa testimonianza”- oltre che da Sky anche da Rai 3, Iris e La7, ed è la prima volta che questo accade, in occasione della Giornata della Memoria, Tutto davanti a questi occhi, il film realizzato e diretto da Walter Veltroni, in onda il 27 gennaio in prima serata su Sky TG24 e Sky Cinema Hits.

Il film racconta l’orrore della persecuzione razziale e dello sterminio degli ebrei, esclusivamente attraverso la testimonianza sconvolgente di Sami Modiano, uno dei pochi sopravvissuti al campo di sterminio di Birkenau, che ha guardato negli occhi l’orrore dell’Olocausto e prova a dare un senso al dolore, attraverso la testimonianza.

Modiano fu deportato da Rodi, insieme al padre e alla sorella, quando aveva solo tredici anni. I suoi furono uccisi e lui restò solo. Il film è il racconto della sua deportazione, del suo viaggio prima in nave e poi in treno, dell’arrivo alla “rampa della morte”, della separazione da sua sorella Lucia e del suo successivo incontro, attraverso il filo spinato, con lei; della decisione del padre di lasciarsi morire e descrive come lui, ragazzo ormai ridotto pelle e ossa, riuscì a sopravvivere alla marcia della morte.

Modiano, oggi ultraottantenne, si interroga anche sul perché lui, proprio lui, sia sopravvissuto all’orrore, e rivela come proprio il testimoniare, specie ai ragazzi, sia la risposta alla domanda che angoscia la sua vita dal 1945: “Un sopravvissuto - racconta nel film - non è una persona normale come tutti gli altri, ha una piaga che non si chiude. Ha dei silenzi, delle depressioni, degli incubi. Tutto questo fa parte di un sopravvissuto, non ha una spugna magica per cancellare quello che ha visto. Però io vivo e sono felice. In questi ultimi undici anni sono felicissimo, perché sono contento di quello che sto facendo. Se non avessi avuto un riscontro positivo mi sarei fermato, ma i ragazzi hanno bisogno, devono sapere. So che quando non ci sarò ci saranno loro, e faranno in modo che questo non succeda mai più”.