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«Ulisse»: Alberto Angela racconta la  vera storia di Moby Dick

“Il piacere della scoperta” le anticipazioni della puntata del 25 novembre  

Foto: Alberto Angela

25 Novembre 2017 | 17:23 di Lorenzo Di Palma

Non tutti sanno che per scrivere Moby Dick, uno dei libri più famosi e letti al mondo, Herman Melville si sia ispirato a una storia realmente accaduta: l'affondamento nel Pacifico della baleniera statunitense Essex, dovuto all'attacco di un enorme capodoglio. E questa storia è al centro della puntata di sabato 25 novembre di Ulisse - il piacere della scoperta - in onda dalle 21.15 su Rai3 – in cui Alberto Angela accompagnerà gli spettatori alla scoperta di uno dei capolavori della letteratura mondiale, ma anche un lungo viaggio indietro di quasi due secoli, un periodo in cui il mare era ancora un mondo inesplorato e lo si riteneva abitato da creature straordinarie e popolato di miti e leggende.

Insieme ad Alberto Angela si ripercorrerà la storia della baleniera Essex: la partenza da Nantucket, sulla costa orientale degli Stati Uniti, il viaggio  in pieno oceano Pacifico, i drammatici momenti in cui la baleniera fu attaccata e affondata dal capodoglio, infine il viaggio dei superstiti rimasti in mare per 88 giorni senza né acqua né cibo.

E seguendo la Essex si attraverseranno i due più grandi oceani del pianeta, dall'oceano Atlantico fino alle gelide acque di Capo Horn, uno dei tratti di mare più difficili al mondo, per poi toccare alcune delle sperdute isole del Pacifico meridionale, come le Galapagos, con la loro straordinaria natura incontaminata.

La puntata di Ulisse sarà anche l'occasione per scoprire tante curiosità sulla vita di mare: dagli antichi strumenti di navigazione, alle immersioni dei palombari, alle superstizioni della gente di mare e soprattutto alle straordinarie creature che abitano i nostri mari, come, appunto, il capodoglio. Questo enorme mammifero, il più grande predatore sul pianeta, è stato oggetto per secoli di una caccia indiscriminata che lo ha portato sull'orlo dell'estinzione e ancora oggi la sua sopravvivenza è in pericolo per il degrado dei mari.