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«Un mare da salvare»: su Sky TG24 «Lo stato dell’Artico»

Sabato 30 giugno, in prima serata, un documentario che racconta cause ed effetti dello scioglimento dei ghiacci

Foto: «Un mare da salvare - Lo stato dell’Artico»  - Credit: © Sky TG24

30 Giugno 2018 | 17:13 di Lorenzo Di Palma

L’Artico, con lo scioglimento dei suoi ghiacciai, è l’emblema dei mutamenti climatici, ma anche il luogo che può fornire moltissime indicazioni per la ricerca di una soluzione: lo racconta Un mare da salvare - Lo stato dell’Artico, lo speciale di Sky TG24 che andrà in onda sabato 30 giugno in prima serata.

Il documentario è l’ennesimo capitolo della campagna Un mare da salvare, lanciata dal gruppo Sky a livello internazionale per sensibilizzare il pubblico sul problema dell’inquinamento marino e diffondere una vera e propria “cultura del mare”, sia con programmi dedicati al tema, sia con progetti e iniziative sul territorio.

Il reportage, a cura di Daniele Moretti, porta lo spettatore nel cuore dell’Artico, alle isole Svalbard, lì dove gli effetti del surriscaldamento del Pianeta sono più evidenti, con un aumento delle temperature che ha impresso un’accelerazione al fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai. E dove scienziati da tutto il mondo collaborano per capire gli effetti di questi cambiamenti sulla Terra, raccogliendo dati e misurando i mutamenti, per comprendere come affrontare il fenomeno del riscaldamento globale.

Ogni anno in Groenlandia si sciolgono 281 gigatonnellate (miliardi di tonnellate) di ghiaccio, ovvero una quantità quotidiana pari a circa 3mila volte la mole del Colosseo. Non solo i ghiacci continentali, ma anche quelli marini stanno scomparendo. Entro un paio di decenni, potremmo assistere alla prima estate con il Polo Nord libero da ghiacci.    

Un mare da salvare – Lo stato dell’artico mostra anche gli effetti dell’inquinamento marino da plastica: poiché quelli che arbitrariamente chiamiamo oceani sono in realtà un unico mare, in cui le sostanze si spostano per effetto della circolazione termoalina, anche nelle impervie acque dell’Artico sono state ritrovate ben 12mila particelle di microplastiche per litro, giunte attraverso le correnti oceaniche da ogni parte del mondo.