Home TvNews e Anticipazioni“Untraditional”, Fabio Volo interpreta se stesso su Nove

“Untraditional”, Fabio Volo interpreta se stesso su Nove

Dal 9 novembre la fiction che fa la satira del mondo della tv prendendo spunto dalla vita vera dell'attore, tra ironia e molti gli ospiti vip

Foto: "Untraditional  - Credit: © Nove

03 Novembre 2016 | 19:44 di Simone Gorla

Nove episodi da 40 minuti in onda il mercoledì sera su Nove dal 9 novembre alle 21.15: Fabio Volo si dedica alla satira sul mondo della tv con la sua prima serie, “Untraditional”. L'attore, sceneggiatore e produttore esecutivo interpreta se stesso e prende spunto da comici come Larry David e Louis C.K. per giocare tra realtà e finzione con un umorismo politicamente scorretto.

"Il progetto è nato due anni fa come web series con episodi da 10 minuti - ha raccontato Volo - Quando ho capito che serviva più spazio è nato l'accordo con Discovery, che mi dava libertà su un canale flessibile e contemporaneo come il Nove: mi sono concesso il lusso di fare una cosa come volevo, con i tempi che volevo, una serie che mi piacerebbe guardare".

Una serie girata tra Milano e New York, che mescola aspetti della vita vera dell’eclettico Fabio Volo con elementi di finzione, a cui hanno partecipato molti ospiti vip che hanno “recitato” nei loro panni. Oltre alla moglie di Volo, Jhoanna, ci sono anche Quentin Tarantino, Maria De Filippi, Vasco Rossi, Lilli Gruber, Carlo Freccero, Gianluca Vialli, Adriano Galliani, Emma Marrone, Roberto Saviano, Pif, Alfonso Signorini, Cristina Parodi, Max Pezzali, Giuliano Sangiorgi, Tony Dallara, Massimo Boldi, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Rudi Zerbi, Marco D’Amore, Silvio Muccino, Valentina Lodovini, Martina Colombari, Saturnino, Nek, Matilde Gioli, Roberto Vecchioni, Stefania Rocca, Benedetta Parodi, Fabio Caressa, Francesco Mandelli, Selvaggia Lucarelli, Max Giusti. Unica eccezione la cantante Paola Iezzi, che recita il ruolo di una ex fidanzata di Fabio.

Un prodotto, ha spiegato l'attore, per smascherare una televisione dove "ormai le aziende creative sono in mano ai manager per cui conta non andare mai in perdita, non si inventano più programmi innovativi, e laureati in economia vengono a spiegarti cosa fa ridere".