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20 Gennaio 2018 | 11:22

A «Verissimo» Luciano Ligabue e Alessia Marcuzzi

Tra gli ospiti di Silvia Toffanin, sabato 20 gennaio, anche Luca Onestini e Ivana Mrazova e Marco Bocci con Claudio Gioé

 di Daniele Ceccherini

A «Verissimo» Luciano Ligabue e Alessia Marcuzzi

Tra gli ospiti di Silvia Toffanin, sabato 20 gennaio, anche Luca Onestini e Ivana Mrazova e Marco Bocci con Claudio Gioé

Foto: Silvia Toffanin  - Credit: © Mediaset

20 Gennaio 2018 | 11:22 di Daniele Ceccherini

Grandi (e tanti) ospiti come sempre, anche nell’appuntamento di sabato 20 gennaio su Canale 5 alle ore 16, con Verissimo, il talk show del pomeriggio condotto da Silvia Toffanin. Cone lei ci sarà infatti Alessia Marcuzzi, dal 22 gennaio alla guida de L’Isola dei Famosi, che racconterà ai telespettatori tutte le novità della nuova edizione del reality di Canale 5.

E poi, per la prima volta a Verissimo, Luciano Ligabue, al cinema dal 25 gennaio con il suo terzo film da regista Made in Italy.

Inoltre saranno ospiti del talk show anche Marco Bocci e Claudio Gioè, protagonisti del film tv Delitto di mafia - Mario Francese del ciclo Liberi Sognatori. E parleranno del loro amore, scoppiato dopo la partecipazione all’ultima edizione del Grande Fratello Vip, gli ex inquilini Luca Onestini e Ivana Mrazova.

Infine, a Verissimo, l’attore Luca Capuano e sua moglie Carlotta Logreco che racconteranno per la prima volta il loro drammatico 2017 e di come tutto, a distanza di un anno, si sia risolto nel migliore dei modi.

“Da bambino volevo fare l’attore. Volevo essere come Giuliano Gemma, perché nei film western era sempre quello buono. Dopodichè nella vita ho capito che è una cosa per la quale non sono proprio portato, non so recitare. Eventualmente sto meglio dietro la macchina da presa a dirigere gli altri”, così si racconta a Silvia Toffanin, Luciano Ligabue.

Speaker radiofonico, metalmeccanico, consigliere comunale, ragioniere. Luciano ha conosciuto il successo come cantautore a 30 anni, dopo aver condotto fino a quel momento una vita assolutamente normale. A tal proposito racconta: “Penso che mi abbia fatto bene portare per un po’ di anni a casa uno stipendio una volta al mese. Cominciare a 30 anni - prosegue - ha voluto dire partire con un po’ di prudenza. A 20 anni credo che avrei perso facilmente la testa, avrei fatto più stupidaggini di quelle che ho fatto comunque”.