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Panariello Conti Pieraccioni, lo show arriva in tv

Dopo il successo nei teatri, “Il tour” dei tre artisti toscani arriva anche in tv, in prima serata su Raiuno venerdì 14 febbraio

Foto: Leonardo Pieraccioni, Carlo Conti e Giorgio Panariello  - Credit: © Marco Borrelli

13 Febbraio 2020 | 14:16 di Solange Savagnone

Il numero tre ritorna tre volte in questa intervista. La nostra chiacchierata inizia infatti quando mancano tre ore all’inizio dello spettacolo al teatro degli Arcimboldi di Milano. Tre sono gli anni passati da quando “Il tour” ha iniziato a girare l’Italia. E tre sono loro: i protagonisti di questo travolgente show teatrale in cui si ride dall’inizio alla fine, salvo una parentesi commovente legata alla paternità.

Nel camerino di Carlo Conti c’è una quantità inverosimile di dolci. E mentre aspettiamo che Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello si cambino d’abito dopo il servizio fotografico che vedete in queste pagine, io e Carlo ci facciamo fuori un’intera confezione di arachidi caramellate. O “addormentasuocere”, come le chiama lui che è toscano. Quando ci raggiungono gli altri due iniziamo a parlare di questo successo, a dire il vero inatteso anche per loro. «Volevamo fare un paio di date all’Arena di Verona per ricordare lo spettacolo che 25 anni fa ci ha consacrati (“Fratelli d’Italia”, ndr). Invece il pubblico ci ha dimostrato un affetto enorme» spiega Carlo.

Come avete fatto a scriverlo, visti i rispettivi impegni?
Carlo: «Trovandoci a casa di uno o dell’altro, in un momento in cui eravamo tutti e tre abbastanza liberi. Ci è venuto facile buttare giù le idee».
Giorgio: «Come logistica era meglio trovarci vicino a Firenze, perché Leonardo odia muoversi, sta bene a casa sua».
Leonardo: «Sì, sono pigro. Loro sono iperattivi, specie Giorgio. Io invece passo le giornate spostando gli asciugamani dagli scaffali. Da nove anni però mi è cambiata la prospettiva grazie mia figlia Martina (di 9 anni, avuta dall’attrice Laura Torrisi, ndr) che mi impegna come una moglie di 44 anni!».

Questa ennesima esperienza assieme vi ha fatto scoprire qualcosa di più sulla vostra amicizia?
Leonardo: «Dopo più di 30 anni li conosco a menadito. Carlo veniva a prendermi quando ancora non avevo la patente».
Carlo: «Abbiamo fatto un lungo periodo di gavetta assieme, che vuol dire cantine, discoteche, feste in piazza con i ragazzini che ci tiravano i sassolini. Ci è capitato di tutto, ma ci ha dato forza, ci ha forgiati e ha consolidato la nostra amicizia».
Leonardo: «Ricordo un ultimo dell’anno in un ristorante: stavo in ginocchio su uno sgabello, il microfono aveva la pila scarica e il conto alla rovescia saltava di continuo. Sembravo Fantozzi».
Giorgio: «Invece a me in uno spettacolo di piazza dove credevo di dare il meglio, mi hanno lanciato un sacchetto con dentro un gatto morto».

Com’è nata la vostra amicizia?
Carlo: «Nel 1982 dovevo presentare un programma in una tv locale toscana, “Un ciak per artisti domani”. Pieraccioni faceva l’imitatore. Quello prima di lui non aveva fatto ridere. Gli ho detto che aveva un minuto per farci divertire. E ci è riuscito, eccome. Giorgio l’ho conosciuto nel 1985
in un programma di Raitre. Lui imitava Renato Zero».

La dimostrazione di affetto più bella che avete ricevuto?
Giorgio: «Quando è mancato mio fratello, Leonardo è venuto al funerale in Versilia da Firenze con la sua macchina, da solo. Lo ha fatto con il cuore, perché so quanto odia spostarsi. Carlo ne ha fatti tanti di gesti per me, se ho un problema chiamo lui perché ha sempre sangue freddo e sa tranquillizzarti».
Carlo: «La nostra amicizia, e la crescita professionale che abbiamo avuto insieme. Sono i fratelli che non ho avuto».
Giorgio: «Puoi dirlo, che sono venuto a pulirti casa. Ho anche apparecchiato!».
Leonardo: «Quando stiamo insieme non ci annoiamo mai: danno un pizzicorino alla vita».

Famiglia per voi è…
Giorgio: «Per me è rappresentata dalla mia fidanzata Claudia, da un canetto piccolino che si chiama Pocky, e da una specie di labrador, Luna».
Carlo: «Da otto anni sono passato dal mio egoistico “io” a “noi”: io, mia moglie Francesca e Matteo».
Leonardo: «Ho mia mamma, mia figlia Martina, sua madre Laura, amici e parenti. E ci metto anche Firenze: una città che mi ha sempre fatto restare con i piedi per terra».
Carlo: «Anche per me è fondamentale rimanere con i piedi per terra. La domenica vado a cena con gli amici di sempre che la mattina si alzano presto per andare a lavorare, ti raccontano le difficoltà di arrivare a fine mese e ti rimandano alla realtà. Abbiamo una vita agiata ma normale. Facciamo la spesa al supermercato e mi fa ridere che la gente si stupisca di incontrarmi lì».

Nello spettacolo c’è una bella canzone che Leonardo dedica alla figlia.
Leonardo: «Dico spesso a Carlo che abbiamo avuto fortuna. I figli diventano ancore di salvezza meravigliose, con loro hai un vero obiettivo, uno scopo, che è farli crescere bene, sani e felici».

Giorgio le manca non essere papà?
Giorgio: «Sono un genitore mancato. Ho l’indole del padre, poi sublimo con i cani, ma non è detta l’ultima parola».
Carlo: «Noi come si fanno i bambini glielo abbiamo spiegato (ride)».

Lo show in tv

Sarà questa l’occasione per assistere a un vero evento televisivo, a un congedo in grande stile di uno show entrato di diritto nella storia dello spettacolo italiano grazie all’unione di tre artisti che prima di tutto sono tre amici in grado di portare sul palco non solo il sorriso, ma anche momenti di riflessione e di emozione. Un gran varietà di cabaret tra gag, imitazioni, travestimenti e sketch.

Il loro show, nato quasi per gioco, è stato anche un atto di ringraziamento da parte del trio nei confronti del pubblico.

Destinato inizialmente a calcare il palco dei più importanti teatri, è stato ‘costretto’ presto a traslocare nei palazzetti dello sport per accontentare la richiesta del pubblico.

Un attestato di stima davvero importante per Panariello, Conti e Pieraccioni che sin da subito hanno dimostrato un’alchimia incredibile per uno show che è stato anche rappresentato all’Arena di Verona.

Un successo non solo di pubblico, ma anche di critica che ha elogiato il modo di porsi dei tre, che hanno fatto della simpatia, dell’ironia e dell’eleganza il must de “Lo show”, uno spettacolo che ha confermato l’affiatamento di tre uomini uniti da un’amicizia nata negli anni Ottanta e da tre carriere ricche di successo e soddisfazioni.

Una vera e propria reunion a 25 anni di distanza dal loro primo show teatrale insieme.

Quanto si vedrà in tv venerdì 14 febbraio è in pratica l’ultimo sigillo dello spettacolo: andrà in onda la performance portata sul palco del Teatro Verdi di Montecatini Terme.