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Paolo Bonolis dalla A alla Z

Il presentatore spopola in tv con le repliche di "Avanti un altro!" e "Ciao Darwin". Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Lui con il suo pensiero leggiadro, ma profondo, che vi riassumiamo qui

Foto: Paolo Bonolis a "Ciao Darwin"

16 Aprile 2020 | 16:45 di Giusy Cascio

In un periodo così cupo riesce a strapparci una risata tutti i giorni mentre prepariamo la cena, con “Avanti un altro!”, quiz popolato da personaggi bizzarri. E il sabato sera, quando siamo rintanati in casa perché non si può uscire, ci tiene compagnia con l’ottava edizione di “Ciao Darwin” in replica.

Se non ci fosse, Paolo Bonolis bisognerebbe inventarlo. Lui con il suo pensiero leggiadro, ma profondo, che vi riassumiamo qui. In un alfabeto “bonolisiano” affettivo e professionale, tratto dalle interviste rilasciate dal conduttore e dal suo libro “Perché parlavo da solo” (Rizzoli, 19 euro).

AMORE «La coppia è un’azienda che prevede attenzione a quello che si fa. È bello stare con qualcuno, se riesci a farlo felice; e, per poterlo rendere tale, devi capire cosa desidera. Allora vedrai la gioia nei suoi sorrisi. L’amore è qualcosa che cresce e si trasforma».

BELLEZZA «Se ho avuto donne brutte? Mai. La bellezza è negli occhi di chi guarda»; «Non sono tipo da creme e trattamenti vari: non mi vedo con pappette verdi in faccia e cetrioli sugli occhi; rispetto chi si sottopone a quegli intrugli, ma mi sentirei piuttosto ridicolo a metterli».

CALCIO «Giocare a calcio significa giocare d’anticipo: anticipare il pensiero, anticipare l’azione… anticipare l’avversario sulla palla. È un bell’esercizio, sia per il fisico sia per la mente»; «Lo sport è una passione morbosa del mio carattere. Lasciatemi vedere il calcio, il tennis, il basket e il volley. Va bene tutto, tranne il biliardo (da giocare sì, però), l’ippica e il baseball. In cima a qualunque lista di preferenze, l’Inter e le Olimpiadi».

DONNE «Una donna bella ma priva di passione è totalmente insignificante. Molto meglio una donna brutta ma capace di accendersi di desiderio, perché è il suo che accende il mio».

ELETTRONICA «Scrivo con la penna, non ho mai twittato, non ho lo smartphone. Ecco: sono un animale analogico in un mondo digitale. Insomma, vivo in questa epoca ma a me piace conservare i princìpi di quella passata».

FIGLI «Ho cinque figli, mi piacciono i bambini. Forse vuol dire che mi piacciono anche le mogli»; «Come ogni padre sono innamorato dei miei figli. Certi giorni li ammazzerei di baci, altri li prenderei a calci nel sedere; tutti i genitori hanno pregi e difetti e io non faccio certo eccezione».

GATTI «I gatti devono vivere con i gatti perché la loro vita è quella. Il gatto non è che può vivere guardando la Champions, leggendo un libro o discutendo di filosofia. Deve essere libero. Finirà sotto una macchina? Andrà in campagna e piglierà le pulci e le malattie? Forse sì. Ma avrà vissuto la sua vita».

HOLLYWOOD «La mia prima volta alla notte degli Oscar fu a inizio Anni 90. Ero sul red carpet ad attendere gli attori che passavano. Quando si avvicinò Richard Gere rimasi davvero colpito. Aveva una consapevolezza di sé, una compostezza, un’eleganza: l’ho trovato bellissimo».

IRONIA «L’ironia è un ottimo antibiotico, ma non è giusto esorcizzare tutto con una risata».

JUVENTUS «Un tempo lo “stile Juve” era sinonimo di eleganza, adesso tende più al casual» (Bonolis, da interista, non disdegna le frecciatine alla squadra rivale storica, ndr).

LAURENTI «Luca è come “Il solitario di Rio Grande” (film western del 1971, ndr). Lui vive da solo, in assenza di comunicazione, perché è la sua scelta di vita. Non sa nemmeno che c’è il coronavirus».

MODA «Quando esco con mia moglie la sera, capita diverse volte che davanti all’ascensore Sonia (Bruganelli, ndr) mi squadri dalla testa ai piedi e mi chieda: “Da che ti sei vestito?”».

NOIA «La nostra società sembra aver paura dei momenti di niente apparente, che sono invece quelli durante i quali ci creiamo un’identità, dei pensieri. Che ci consentono di crescere. Sì, perché è nei momenti di noia che facciamo dilatare muscolarmente l’anima».

OTTIMISMO «C’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto, chi mezzo pieno. A me, ormai, a 58 anni basta vedere il bicchiere».

PROSCIUTTO/I «Mangio tutto, ma proprio tutto. In particolare amo il prosciutto, l’insalata, le olive greche e le pesche schiacciate. Uniche eccezioni i cetrioli e i ravanelli»; «Anche il cinema mi piace tutto. E per tutto intendo da “Apocalypse Now” a “Il silenzio dei prosciutti”».

QUEEN «Ascoltavo moltissimo i Queen quando facevo “Bim Bum Bam”. Incontrai Freddie Mercury, il mio mito, a 25 anni a una cena a Londra. Iniziammo a chiacchierare. Dopo un po’ capii che avrebbe voluto che ci appartassimo… Io misi subito le cose in chiaro: “Freddie, adoro la sua musica, la trovo fantastico. Ma davvero: non è robba pe’ me”».

ROMA «Sono romano fin dentro il midollo. Soprattutto per quello che riguarda il disincanto. Il romano “se la cava” sfuggendo, tendendo a defilarsi. E infatti a Roma c’è un concetto che fondamentalmente è salvifico per quasi tutte le situazioni, una piccola frase molto usata e apprezzata dai suoi abitanti, che è “’sti ca…”».

SOLDI «Non me ne frega niente della macchina, della barca, dei gioielli, degli orologi. Spendo molto in vacanze».

TELEVISIONE «L’originalità, in televisione come nella vita, non risiede tanto in ciò che si fa, ma piuttosto in come lo si realizza»; «Il presentatore Bonolis che vedete in televisione, quello “caciarone”, è una maschera. Ma è l’unica che ho e che mi corrisponde alla perfezione. Se non lavorassi in tv, non sarei in grado di esprimere questo lato gioioso e burlone del mio carattere».

ULTIMI «Amo chi sa sorridere nonostante tutto, amo la caparbietà di chi affronta la fatica di ogni giorno sapendo anche riderne. Le mie trasmissioni sono per questi ultimi. Un piccolo sostegno a chi vorrebbe essere sereno e talvolta non ce la fa».

VERNACOLO «Io mi diverto a giocare con le parole. Mi piace parlare semplice, usare il vernacolo, ma è ancor più divertente quando c’è il contrasto con parole complesse. Esempio: “Namo affà ’n rito apotropaico”».

ZANZARE «Evitatemi gli iPhone, l’ipocrisia, il rumore, il freddo, l’aria condizionata, la Pepsi, il whisky e un funerale triste. Odio totale: le zanzare».