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Paolo Bonolis: «Stavolta rispondo io alle vostre domande»

Da nove anni “sfida” i concorrenti di "Avanti un altro!" Ma con Sorrisi l’interrogato è lui. E intanto ci racconta: «Ho incontrato papa Francesco e gli ho chiesto se aveva voglia di venire a vedere una partita di calcio a casa mia. Si è fatto una risata»

Foto: Paolo Bonolis nello studio di "Avanti un altro!"

13 Febbraio 2020 | 9:05 di Stefania Zizzari

Da nove anni Paolo Bonolis fa domande ai concorrenti del quiz preserale di Canale 5 “Avanti un altro!”. Centinaia di quesiti, ormai. Proviamo a rovesciare la situazione: questa volta a interrogarlo siamo noi di Sorrisi.

Paolo, lei preferisce domandare o rispondere?
«Sicuramente preferisco rispondere. Le domande me le faccio da solo».

Cosa si chiede?
«Ripercorro la giornata, la vita, guardo al passato o penso al futuro e mi interrogo. Come tutti, d’altronde. Ho una famiglia con cinque figli e di domande me ne faccio non solo per me stesso, ma anche per loro».

Quali sono gli interrogativi più difficili?
«Quelli che riguardano le nostre scelte di vita. A ognuna di queste corrisponde una rinuncia: quando prendi una decisione devi ponderare bene».

Ha dei momenti preferiti nella giornata per fermarsi a pensare?
«Sì, quando c’è meno rumore attorno. Quando guido o quando sono a letto la sera».

Era un bambino curioso?
«Molto».

Di quelli che chiedono sempre “perché”?
«No. Più che chiedere leggevo tantissimo, ero appassionato di qualunque tipo di argomento, soprattutto geografia e animali».

Quindi cercava risposte nei libri?
«Sì, i miei genitori me ne compravano tanti. Non solo romanzi per la mia età, ma anche enciclopedie per bambini. Quindi andavo a curiosare: volevo conoscere tutto».

Una risposta che è stata illuminante per lei?
«Quando da ragazzo ho scoperto la meraviglia della Filosofia, che è un dialogo amichevole sugli argomenti fondamentali dell’esistenza. Questo mi ha sempre affascinato».

I suoi figli le fanno domande?
«Certo, ognuno in base alla propria indole, alle proprie curiosità e al proprio carattere».

Quali sono quelle più difficili?
«Quelle che hanno a che fare col comportamento e quelle che riguardano come relazionarsi con gli altri. Tu puoi dare delle risposte in base a come sei, ma è difficile che possano soddisfare una persona di un’età tanto diversa dalla tua. Allora cerchi di tornare con la mente al passato e ti ricordi come eri da ragazzino. E da lì provi a proporre i giusti consigli su come approcciare meglio la vita».

La domanda più difficile che ha dovuto porre a qualcuno?
«“Perché l’hai fatto?”».

E una particolarmente curiosa che le è capitato di fare ad “Avanti un altro!”?
«Impossibile dirne una, sono una marea. Abbiamo categorie di domande talmente bizzarre che a volte rimango stupefatto pure io (ride). In altre trasmissioni non le farebbero mai, perché siamo costretti a camminare sulle uova in questa sorta di “politicamente corretto” che deve essere assolutamente rispettato. Noi non lo siamo perché non ci crediamo, è solo una maschera ipocrita».

La domanda più strana che le hanno posto i fan per strada?
«“A Paole’, ti ricordi che ci siamo visti 10 anni fa una volta in autostrada all’autogrill?”».

C’è qualcuno a cui vorrebbe tanto chiedere delle cose?
«A papa Francesco. Ho partecipato a una puntata di “Io credo”, un programma di Tv2000, e ho avuto la possibilità di incontrarlo poco tempo fa. È molto simpatico».

Cosa vi siete detti?
«“Santo Padre, siamo tutti e due appassionati di calcio, io tifo per l’Inter e lei per il San Lorenzo: sarebbe bello un giorno vedere una partita insieme!”. Si è fatto una risata».

Qual è il quesito più imbarazzante che le hanno mai fatto?
«Durante un’intervista televisiva mi è stato chiesto: “Com’è stata la tua prima volta?”».

E lei cosa ha risposto?
«Non glielo dico manco morto!»

Scommetto che adesso sta per chiedermi: “Quando finisce questa intervista”?
«Ma lei sa già la risposta, giusto? (sorride)».