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Paperissima sprint, intervista ad Alessia Reato

La bellissima dello show di Antonio Ricci svela i suoi segreti. A cominciare da un doppio paio di scarpe...

Foto: Alessia Reato  - Credit: © Pigi Cipelli

25 Giugno 2015 | 16:25 di Paolo Fiorelli

Ma è una Velina o una scienziata? La «fissa» di Alessia Reato, quando la intervisti, è lo studio. «Sto studiando canto e ballo, poi voglio fare dizione e recitazione, e appena posso devo andare a Londra a migliorare l’inglese». Perché tanto fervore? «Voglio diventare come Michelle Hunziker, il mio idolo. Lei sa fare tutto, nel campo dello spettacolo. E per diventare così complete bisogna studiare!».

Va bene Alessia, ha ragione. Ma intanto perché non godersi il successo estivo di «Paperissima»?
«Oh, quello viene naturale. Anche perché lavorare con Vittorio Brumotti, Valeria Graci e il Gabibbo è un po’ come studiare divertendosi».

Come funziona il vostro rapporto?
«Io sono la “piccolina” del gruppo e ne approfitto per imparare. Il Gabibbo, per esempio, è molto paterno! Con tutte le Veline con cui ha lavorato... A Valeria cerco di rubare i tempi comici, perché lei ha sempre la battuta pronta. E le invidio il fatto di essere una donna “multitasking”, cioè mamma fantastica e grande professionista insieme. Vittorio invece mi sta insegnando a essere naturale e comunicativa in ogni situazione. Anche se a volte mi spaventa un po’, come quando si è fermato con la ruota della bicicletta a tre centimetri dal mio naso... Mi sono detta: “Mamma mia, adesso sbaglia e mi sfascia la faccia”. Ma lui non sbaglia mai. Neppure quando si arrampica sulle strutture dell’Expo, con qualche addetto che gli corre dietro dicendo “Signor Brumotti, lì sarebbe meglio di no, è delicato...”».

È divertente registrare all’Expo anziché in uno studio?
«La cosa più bella è il calore della gente, soprattutto dei ragazzi. Ci seguono, ci circondano, fanno il tifo. A dire il vero i loro preferiti sono Vittorio e il Gabibbo. Ma anche io e Valeria ci prendiamo la nostra fetta di applausi. Peccato solo per le distanze».

In che senso?
«L’Expo è enorme e quindi dobbiamo sempre correre di qua e di là. Però io sono l’unica che deve farlo sui tacchi. Ora sono corsa ai ripari e nelle pause mi infilo le ballerine, poi di nuovo i tacchi di fronte alle telecamere. Insomma sono sempre lì che mi cambio le scarpe...».

I padiglioni dell’Expo che le sono piaciuti di più?
«Quello della Gran Bretagna è il più bello, con la sua forma ad alveare. Quello dell’Argentina è il più emozionante: ci sono dei ragazzi che fanno uno spettacolo bellissimo, lo consiglio a tutti. Quello del Brasile è il più divertente, perché puoi camminare su una rete attaccata al soffitto. Peccato che il Gabibbo continuava a ribaltarsi...»

Le sue papere preferite?
«Ce n’è una di un corridore che si imbatte in un orso e fa un salto da paura! L’ho messa sul telefonino e l’ho girata a tutti gli amici, mamma compresa. E poi quelle con i bambini. Fanno cose veramente assurde...».

Mai stata protagonista di una papera?
«Il mio perfido fidanzato mi riprende tutte le volte che mi addormento in luoghi strani. Una volta sono riuscita ad appisolarmi sulle tribune del Gran Premio di Formula 1 di Montecarlo, durante la partenza, con il rombo dei motori e la gente che urlava. Ovviamente ho portato il filmato a “Paperissima”».

All’Expo si parla di nutrizione. Lei che rapporto ha con il cibo?
«Da abruzzese gaudente mi piace soprattutto il lato conviviale. Compro  mais, lattuga, olive, tonno e organizzo grandi cene a buffet».

Vuol dire che mangia solo insalate per tenersi in forma?
 «No, lo faccio solo perché non ho voglia di cucinare. Ma poi ci sono anche pizzette, patatine e popcorn...».