Home TvPiero Angela torna in televisione, l’intervista

Piero Angela torna in televisione, l’intervista

Torna su Raiuno con due speciali di Superquark imperdibili per gli appassionati di astronomia, giovedì 11 e 18 giugno

Foto: Piero Angela  - Credit: © Splashnews

11 Giugno 2015 | 16:30 di Franco Bagnasco

Piero Angela tornerà in televisione l'11 e il 18 giugno con due speciali di Superquark dedicati interamente all'astronomia. "Vi racconterò i segreti dell'Universo, anche se restano molti misteri. La vita extrasterrestre? È assai probabile che esista".

Piero Angela, lei ha detto di sé: «Il mio corpo è come una macchina: il motore avrà anche 80.000 chilometri, ma il guidatore ha solo 45 anni». Vuole aggiornare il chilometraggio?

«Ho sempre 45 anni, ma 86.000 chilometri».

L’11 giugno su Raiuno riparte «Superquark» con due puntate speciali (la seconda è il giovedì successivo) a zonzo fra le stelle...

«Non solo quelle: parleremo anche del “Big Bang” e dell’inizio della vita. 13 miliardi e 720 milioni di anni fa, secondo gli ultimi calcoli. Un momento che forse nessuno saprà mai spiegare con certezza.È una fisica che appartiene a un altro mondo della fisica».

«13 miliardi di anni» è anche il titolo del libro che ha appena pubblicato per Mondadori. Le stelle hanno ispirato poeti, scrittori, musicisti. A lei ispirano libri scientifici e programmi.

«Le stelle raccontate dagli artisti sono molto diverse da quelle dei ricercatori. E da quelle dell’astronauta che va sulla Luna per carpirne i segreti. La Luna è figlia della Terra, è una parte di essa che a suo tempo si staccò. Un tempo le nostre giornate, ora di 24 ore, ne duravano sei, e la Luna era 20 volte più vicina di oggi. Le stelle sono sfere che hanno all’interno grandi concentrazioni di gas, idrogeno e soprattutto elio, e irradiano energia. Brillano ma è solo il nostro cervello a vedere questa luce».

E il Sole?

«Miliardi di bombe atomiche che esplodono insieme ogni secondo. Da cinque miliardi di anni e per altri cinque, secondo gli esperti. Poi il Sole esploderà, distruggendo la Terra».

Caspita, e dove andremo?

«Dove andranno, semmai. Tra cinque miliardi di anni gli uomini avranno già lasciato da un pezzo anche il sistema solare. Probabilmente vivranno in stazioni spaziali orbitanti».

Lo spazio da sempre è anche mistero: una garanzia per fare audience, insieme con bambini e animali...

«Beh, gli animali offrono quadretti molto più efficaci. Noi ragioniamo sulla materia, però ci aiutiamo con il computer. Il mistero c’è, certo. Anche perché noi conosciamo e vediamo solo il 4-5% dell’Universo. La maggior parte è invisibile».

Qual è il posto più bello dove si è messo a guardare le stelle?

«Nel buio assoluto del deserto del Sahara. Qualcosa di magico. Le guardavo e pensavo alla presenza di altre forme di vita senzienti, lassù».

Percezione che non è certezza...

«Non lo è, ma la probabilità è altissima, secondo gli studiosi. Anche solo per via delle dimensioni dell’Universo. Però sono troppo distanti per contattarci».

Quali sono le «stelle professionali» che sente di potersi appuntare sul petto?

«Scrittori, registi e artisti fanno cose immortali. Noi divulgatori raccontiamo cose che vanno sempre aggiornate, e che quindi in breve passano. Non vedo motivi memorabili per essere ricordato».

Umilissimo...

«Ma no, le star sono altre. E poi ogni volta, anche dopo una lunga carriera, si è sempre sottoposti a giudizio. Il verdetto arriva alle dieci di mattina del giorno dopo con l’Auditel».