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Pippo Baudo, 60 anni in tv

Gli inizi a Militello, le prime foto (su Sorrisi!), gli incontri, i segreti di una carriera eccezionale: Baudo si racconta in attesa della festa su Raiuno

Foto: Pippo Baudo  - Credit: © Iwan Palombi

30 Maggio 2019 | 10:00 di Antonella Silvestri

Parlare del passato lo emoziona. Me ne accorgo dalla tenerezza con cui accoglie il mio regalo di compleanno: una copia del numero che Sorrisi dedicò ai suoi primi 30 anni di carriera. «Rivedere le immagini di quando ero giovane, gli amici d’infanzia, i miei genitori, i luoghi dei miei primi anni di vita tra Militello e Catania mi tocca il cuore» mi dice Pippo Baudo.

“Buon compleanno… Pippo”, l’evento che la Rai trasmetterà il 7 giugno in prima serata come regalo per i suoi 83 anni di vita e 60 di carriera, in realtà è un regalo che lui fa al pubblico.

Il grande leone della tv è in forma. Ascolto i suoi racconti seduta nel suo studio zeppo di libri, premi e naturalmente di Telegatti (non riesco nemmeno a contarli tutti!).

Una festa tutta per lei, Pippo. Farà da padrone di casa o sarà il festeggiato a cui riserveranno solo sorprese?
«La sera del 7 giugno la Rai organizzerà per me una grande festa alla quale prenderanno parte gli amici più stretti che, oltre a salutarmi, mi dedicheranno una canzone o un’esibizione. Molti di loro li ho scoperti io e hanno dimostrato negli anni di essere grandi professionisti. È un regalo bellissimo da parte dell’azienda e delle persone che mi vogliono bene».

Se l’aspettava?
«La Rai è la mia cuccia. Qui mi sento a casa. Anche se oggi è cambiata e la frequento poco, ogni volta che arrivo in Viale Mazzini e vedo il “cavallo” (la statua-simbolo della Rai, ndr) mi batte il cuore».

Con tutti questi invitati, la conduzione sarà corale o “baudocentrica”?
«Sarà certamente un grande spettacolo. Di più non dico».

Qualche nome?
«Fiorello, Lorella Cuccarini, Giancarlo Magalli, Massimo Massimo Lopez e Tullio Solenghi, Giorgia, Anna Tatangelo, Al Bano, Jovanotti e Michelle Hunziker che ha iniziato con me».

C’è qualche ospite che le piacerebbe fosse presente ma che non parteciperà?
«Beppe Grillo. Ora è troppo impegnato in politica. Ci sentiamo qualche volta. Per me rimane il vecchio Beppe, un amico, un grande comico».

Non posso non farle una domanda sull’eterna rivalità tra Heather Parisi e Lorella Cuccarini, e sulle frecciatine che ancora oggi si mandano attraverso i social. Lei che le ha scoperte, chieda loro come regalo che facciano pace.
«Heather l’ho creata io. Alla fine degli Anni 70 era in vacanza in Calabria dove vivevano i suoi parenti. Le feci un provino. Era un po’ grassottella ma bravissima. Lei non mi ha mai perdonato la proposta di far coppia con Lorella: “Ma io sono la Parisi e non posso esibirmi con questa ballerinetta” disse. Non ho potuto farci niente…».

Lei ha lanciato tanti personaggi. Si sente dire spesso che la riconoscenza, soprattutto nel mondo dello spettacolo, sia solo il sentimento della vigilia. Cosa ne pensa?
«La riconoscenza non esiste da nessuna parte. Se esiste, è solo un miracolo».

Cosa si prova a essere considerato “monumento della tv italiana”?
«“Techetechete’” mi rende... immortale. Sono molto amato dai ragazzi e dai bambini perché anche se non hanno mai seguito una mia trasmissione mi vedono lì. In 60 anni sono stato in quasi tutti i programmi, come protagonista assoluto o come ospite».

Lei è tra quelli che dicono: «Però la televisione di un tempo era migliore»?
«Il passato deve essere il lancio per il futuro. Se ti siedi sul passato, diventi malinconico, triste e lamentoso. Certo, la tv di ieri era più bella perché c’erano più personaggi e meno canali. Con “Settevoci” ho fondato i talent ma oggi questo genere di trasmissioni produce carriere a scadenza. Non come quelle di Al Bano e Massimo Ranieri, che sono ancora in pista dopo decenni. Gli artisti di oggi durano pochi mesi».

È salito sul palcoscenico all’età di 6 anni per poi non scendere più…
«A quell’età interpretai il figlio di Santa Rita con una compagnia di Militello e da allora ho sempre pensato che il mio mondo sarebbe stato lo spettacolo, scontrandomi con i miei. Mio padre pensava che alla fine avrei mollato, mia madre considerava la tv il mondo della perdizione».

L’arte della parola l’ha ereditata da suo padre avvocato…
«A lui devo tutto. Era un uomo di grande cultura. Ogni giorno si copiava una pagina dell’Enciclopedia Treccani per il piacere della trascrizione. Mi diceva che le parole si imparano meglio quando si leggono e si ricopiano».

È vero che fece una rissa con Indro Montanelli?
«Fece tutto lui, ma finì bene: ero molto amico di Indro Montanelli, che però soffriva periodicamente di momenti di depressione. Avevo organizzato per lui una puntata di “Serata d’onore” che si girava a Montecatini. Seppi che voleva disertare e andai a trovarlo alla redazione milanese de “Il Giornale”. Appena mi vide, prese un bastone e cominciò a... colpirmi! Poi, dopo essersi calmato, mi spiegò che non ce la faceva a venire in televisione. Mi assicurò che avrebbe mandato la moglie e mi disse che sarebbe comparso solo per un saluto. Ma durante la messa in onda, quando la moglie smise di parlare, cominciò lui e gli passò il malumore, tant’è che gestì tutta la serata. Fu una puntatona».

Tutti vogliono sembrare più giovani. Lei perché non si tinge più i capelli?
«Ero schiavo della ricrescita, come le donne. Con i capelli bianchi mi sento libero».

Pippo, a cosa la fa pensare la copia di Sorrisi che le ho portato?
«Al fatto che la mia prima foto venne pubblicata proprio su “Tv Sorrisi e Canzoni”, mentre la prima intervista me la fece su “Grazia” Maurizio Costanzo nel 1960. Lo ricordo giovanissimo e già bravissimo. Siamo rimasti molto amici».

Lei e Costanzo siete stati bersagli della mafia…
«Lui e Maria hanno rischiato la vita e sono vivi per miracolo (nell’attentato di via Fauro del 1993, ndr). A me hanno riservato un trattamento di favore… Il 2 novembre 1991 mi distrussero la casa di Acireale dove avevo dormito la notte prima. Ero a “Domenica in” quando mi chiamò il prefetto di Roma per informarmi dell’accaduto».

Per il Festival di Sanremo si parla di Amadeus come prossimo conduttore. Cosa ne pensa?
«Ci incontriamo spesso io e Amadeus, perché frequentiamo lo stesso ristorante. Sta facendo passi notevoli e i suoi programmi registrano ottimi ascolti. Gli spetta di diritto un Sanremo!».

Tra gli attuali conduttori, chi si avvicina di più al lo “stile Baudo”?
«Siamo tutti diversi. Sono molto amico di Carlo Conti, ma guai se imitasse me: non abbiamo lo stesso fisico e non ha… il colore della mia pelle (ride)! Carlo è un professionista garbato e ha un suo stile. Mi piace anche Paolo Bonolis, ha delle grandi qualità intellettuali che talvolta nasconde per dare spazio a cose più trash. Se solo lo volesse, potrebbe condurre programmi di alta qualità culturale».

Il suo ultimo libro “Ecco a voi. Una storia italiana” ha avuto successo. Pensa di trasformarlo in uno spettacolo?
«Ci sto pensando, perché questo è il libro di una vita vissuta, ricca di personaggi, di incontri, di aneddoti. Ora però voglio concentrami sulla mia festa di compleanno. Non vedo l’ora...».

Una festa piena di grandi star

Venerdì 7 giugno, il giorno dell’83° compleanno di Pippo Baudo, su Raiuno andrà in onda una grande festa in suo onore trasmessa dagli studi Fabrizio Frizzi di Roma.

Sono attesi alcuni dei personaggi da lui scoperti e lanciati nel corso della sua carriera, da Giorgia a Laura Pausini, da Lorella Cuccarini a Tullio Solenghi e Massimo Lopez, fino a Michelle Hunziker. Ci saranno anche Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, il duo Ficarra e Picone, Al Bano e Romina Power, Jovanotti e Fiorello e molti altri ancora.

Tutti questi amici si ritroveranno per ripercorrere le tappe più importanti della carriera di Baudo, omaggiandolo con aneddoti ed esibizioni dal vivo con l’aiuto dell’orchestra diretta da Bruno Biriaco. Non mancheranno filmati memorabili degli incontri di Pippo con i personaggi più celebri dello spettacolo. Un’irripetibile serata-evento per festeggiare una colonna della televisione e dello spettacolo italiano.