Home TvPolitica e tv, la dura vita dei giornalisti che seguono il Parlamento

Politica e tv, la dura vita dei giornalisti che seguono il Parlamento

Durante i giorni della crisi di governo, ci siamo chiesti tante volte come facessero i cronisti politici a passare ore e ore sotto il sole fuori dai palazzi della politica in attesa del personaggio di turno da intervistare

Foto: Laura Berlinguer in collegamento dal salone delle feste del quirinale per Tgcom24 e Alessandro Gamberi davanti a Montecitorio in collegamento per il Tg1

06 Settembre 2019 | 12:06 di Tiziana Lupi

Dobbiamo ammetterlo: durante i giorni della crisi di governo che si è abbattuta sul nostro Paese ad agosto, un mese a dir poco insolito per questi eventi, ci siamo chiesti tante volte come facessero i cronisti politici a passare ore e ore sotto il sole fuori dai palazzi della politica (alcuni dei quali, peraltro, chiusi) in attesa del personaggio di turno da intervistare: quando mangiano?

Dove si cambiano? Hanno il tempo per rinfrescarsi ogni tanto? E cosa fanno tra un collegamento televisivo e l’altro? Per scoprirlo abbiamo parlato con due giornalisti televisivi, uno Rai (Alessandro Gamberi del Tg1) e uno Mediaset (Laura Berlinguer di Tgcom24), e con uno della carta stampata (Salvatore Dama di “Libero”).

E abbiamo scoperto che… la loro vita è davvero complicata! La giornata inizia molto presto: «Alle sette sono già operativa per leggere la rassegna stampa e, in caso siano arrivati messaggi notturni con qualche notizia, per verificarne la veridicità visto che circola di tutto» racconta la Berlinguer.

Presto arrivano nelle zone calde della politica: «Iniziamo a correre tra i “Palazzi”!» scherza Gamberi. E spiega: «Ognuno di noi ha una competenza specifica e si occupa di un partito. Negli ultimi giorni, però, questi schemi sono saltati, tutti ci occupiamo di tutto. E cerchiamo notizie ovunque».

È vero che nel corso della giornata ci sono diversi appuntamenti ufficiali e luoghi da presidiare, ma gli scoop si fanno altrove, nel tempo tra una diretta tv e l’altra. Fuori dalle sedi dei partiti, per esempio, anche se i Cinquestelle non hanno una sede e questo complica ulteriormente le cose: «Senza contare che alcuni degli incontri fondamentali di questa crisi si sono svolti in case private che abbiamo dovuto scoprire» aggiunge Gamberi. Poi, ci sono i ristoranti del centro di Roma: «Rispetto alle passate legislature, però, i politici ci vanno meno per contenere i costi. Alcuni, soprattutto i Cinquestelle, si fanno portare il pranzo dai fattorini. Meglio puntare sui luoghi dell’aperitivo, anche perché dopo un paio di spritz i politici sono più loquaci» rivela Dama, forte di oltre vent’anni di esperienza che, in tempi non di crisi, lo hanno visto spesso anche “infiltrarsi” nella mensa e nella barberia della Camera dei Deputati «perché lì si rilassano ed è più facile carpire qualche informazione».

Nella caccia alla notizia i giornalisti della carta stampata hanno vita più facile rispetto ai colleghi della tv perché, senza telecamera, possono muoversi più agevolmente. Anche loro però hanno dei limiti. Come il divieto, in comune con i cameramen, di riprendere gli schermi di cellulari e iPad dei politici dalle tribune stampa di Camera e Senato: «A volte ci si prova lo stesso. Ma la verità è che, a volte, sono proprio loro a mettersi a favore di obiettivo. Almeno finché i commessi non se ne accorgono e li fermano» svela Gamberi. In questi giorni in cui i Palazzi sono chiusi, il lavoro dei giornalisti si svolge prevalentemente all’esterno. E con temperature che hanno sfiorato anche i quaranta gradi non è facile: «I pranzi spesso si saltano. L’importante è bere, tanta acqua e tanti caffè» dice la Berlinguer. Per questo, per fortuna, ci sono i bar.

Quello che manca è il tempo per andarci: «Nelle giornate di crisi bisogna presidiare ogni secondo, non ti puoi allontanare se non per pochi minuti, lasciando qualcuno al tuo posto e sperando che gli orari degli appuntamenti previsti non saltino».

Insomma, il più delle volte non c’è tempo neanche per una rinfrescata e un ritocco al trucco: «L’ultima volta che qualcuno mi ha truccato è stata per il collegamento dal Viminale con i risultati elettorali, più di un anno fa. Mi trucco da sola, il segreto è avere una buona cipria per i ritocchi» racconta la giornalista di Tgcom 24, svelando che alla cipria ricorrono anche i colleghi maschi.

Perché il caldo, si sa, non guarda in faccia nessuno, soprattutto in diretta tv. La giornata lavorativa di Gamberi, Dama, Berlinguer & Co. non finisce praticamente mai: «La sera, anche a telecamere spente o a giornale chiuso, c’è sempre qualche fonte da contattare o qualche notizia da verificare».

Con buona pace del sonno che, di questi tempi, può attendere.