Home TvPrima SerataRischiatutto, intervista a Fabio Fazio: «Sono tornato bambino»

Rischiatutto, intervista a Fabio Fazio: «Sono tornato bambino»

Affiancato dallo storico Signor No, riporta in tv il mitico programma di Mike Bongiorno. E a Sorrisi dice...

Foto: Ludovico Peregrini e Fabio Fazio  - Credit: © Massimo Sestini

20 Aprile 2016 | 11:21 di Paolo Fiorelli

Fabio Fazio ha sempre amato il rischio. Questa volta fa rivivere il mitico programma di Mike Bongiorno:  «Ormai non c'è nessuna tv al mondo che metta un quiz in prima serata» dice mentre ci porta a spasso nello studio blindatissimo di «Rischiatutto». «Lo so, può sembrare un azzardo, ma ho realizzato il sogno di mostrare l'attualità di un programma che è nel Dna della tv italiana».

Come in tutti i programmi di Fazio, anche qui per parlare a un pubblico di oggi si parte da elementi di una tradizione che ha il sapore del mito. Per capirlo basta guardarsi intorno e ammirare la fedeltà assoluta, addirittura maniacale, con cui sono state ricostruite le scenografie originali. «Non devono sembrare uguali: devono esserlo!» dice il conduttore. Per realizzare lo studio esattamente com'era all'origine è stato fatto un minuzioso lavoro di ricerca da parte del reparto scenografico della Rai, anche per riproporre fedelmente i colori dello studio di Mike. Ma come fare a ricostruire quelli dell'epoca? «Attingere anche all'archivio fotografico di Sorrisi è stato importante» ci dice. Già. Se siamo stati invitati a visitare lo studio in anteprima, e in esclusiva, un motivo ci sarà....

Fazio, perché proprio «Rischiatutto»?
«Per tante ragioni, storiche e personali». 

Cominciamo da quelle storiche? 
«?Rischiatutto? è una delle quattro colonne su cui è fondata la tv italiana. Le altre sono ?Canzonissima?, ?Portobello? e il Festival di Sanremo, vere e proprie pietre miliari».

E a livello personale? 
«?Rischiatutto? mi riporta a meravigliosi ricordi d'infanzia. Per me rappresentava il progresso, la modernità. Già la frase dell'annunciatrice mi riempiva di eccitazione: ?E ora, dagli studi Rai della Fiera di Milano??. Avevo anche la scatola del gioco. Oggi la condivido con i miei figli: ?Ci facciamo una partita a Rischiatutto??». 

Si comincia con due puntate speciali, il 21 e il 22 aprile. Cosa succederà?
«La prima sarà una grande festa e servirà a spiegare il meccanismo del gioco, con personaggi famosi ed ex campioni dell'edizione storica che si affronteranno divisi in squadre. Il montepremi andrà in beneficenza. La seconda sarà, invece, la partita vera e propria: avremo tre concorrenti usciti dalle selezioni (quelle mostrate in ?Quasi quasi? Rischiatutto - Prova pulsante?) e nomineremo il primo Campione che resterà in carica tutta l'estate, fino alla ripresa del gioco in autunno su Raitre».

Tutto uguale all'edizione storica degli Anni 70? 
«Qualche novità l'abbiamo inserita, come la ?materia vivente?: avremo un personaggio in studio e i concorrenti dovranno rispondere a domande sulla sua vita. Per il resto sarà come affrontare la corsa contro i bolidi della concorrenza guidando una fiammante auto d'epoca».

Si sente un po' Mike Bongiorno? 
«Non scherziamo! Mike è inimitabile e irraggiungibile. Temo solo, in un momento sovrappensiero, di alzare il braccio e di gridare: ?Allegria!??».

Lei e il «Signor No» avete visionato oltre 1.600 aspiranti concorrenti. Che idea vi siete fatti?
«Ogni generazione ha la sua cultura. Magari i giovani sanno poco di Dante, però ti dicono tutto di Steve Jobs. E poi bisogna considerare la tensione del momento, il cronometro che ticchetta?». 

A «Rischiatutto» ogni concorrente si presenta su una materia. Quali sono le più gettonate?
«I mondiali di calcio, Fabrizio De André, la musica sinfonica, il Risorgimento, Alberto Sordi? C'è di tutto. Questo è il bello: è anche un modo per capire che cosa appassiona la gente oggi». 

Ci racconta qualche curiosità?
«C'è stato l'appassionato di Fausto Coppi che si è presentato alla commissione con un video di un suo allenamento sulla cyclette o chi, per non sbagliare tra il classico e il pop, ha scelto di portare la doppia materia: Ugo Foscolo e Gianni Morandi. Tra le materie più curiose presentate, anche la storia della birra e quella di Moira Orfei». 

La domanda più facile a cui non avete avuto risposta?
«Chi è il Presidente della Repub-blica?».

La più difficile a cui avete avuto risposta?
«Sono difficili tutte quelle che non si sanno».  

Il concorrente Fabio Fazio in che materia si presenterebbe? Storia della tv? Mike Bongiorno? Luciana Littizzetto? 
«Niente di tutto questo. Semmai sull'alpinismo».

Dica la verità, lei spera che nel 2050 qualcuno rifaccia fedelmente «il Rischiatutto di Fabio Fazio».
«Figurarsi? ho paura che nel 2050 la televisione non esisterà neanche più».