Home TvProgrammi“A riveder le stelle”, il 7 dicembre la Scala alza il sipario

“A riveder le stelle”, il 7 dicembre la Scala alza il sipario

Quest’anno, causa Covid, il teatro milanese non inaugura la stagione con la tradizionale “prima” ma mette in scena un grande evento con star internazionali come Chailly, Bolle e Domingo

Foto: Riccardo Chailly a La Scala

03 Dicembre 2020 | 8:35 di Enrico Casarini

Ogni 7 dicembre il mondo dello spettacolo punta il suo sguardo su Milano, per la serata della “prima” della stagione del Teatro alla Scala. Quest’anno, com’è tristemente d’obbligo per le restrizioni imposte dalla lotta contro il Covid-19, la “prima” nella sua forma tradizionale non c’è. Ma la Scala invece c’è, e vuole lanciare al mondo un messaggio di speranza attraverso la bellezza dell’arte.

Lunedì, dunque, il teatro milanese celebra comunque il suo “giorno speciale” (è il giorno di sant’Ambrogio, il patrono cittadino) con un evento eccezionale, trasmesso in diretta su Raiuno (e Radio Rai 3 e RaiPlay). Nel teatro senza pubblico, sotto la direzione del maestro Riccardo Chailly, la regia di Davide Livermore e la conduzione “televisiva” di Milly Carlucci e Bruno Vespa, si svolge “A riveder le stelle”.

Le parole con cui Dante chiude il suo “Inferno” vogliono suggellare uno spettacolo in cui verrà ripercorsa, in circa tre ore, la storia dell’Opera. In programma ci sono 16 “momenti” tratti da capolavori di Verdi, Puccini, Donizetti, Rossini, Giordano, Bizet, Massenet e Wagner, eseguiti dall’orchestra della Scala e da 24 tra le più belle voci della lirica: fra gli altri, Juan Diego Flórez, Plácido Domingo, Jonas Kaufmann, Vittorio Grigolo, Roberto Alagna, Lisette Oropesa, Sonya Yoncheva, Elina Garanca… Ha spazio anche la grande danza, con tre coreografie (su musiche di Ciajkovskij, Satie e Verdi) interpretate dall’étoile Roberto Bolle e dai primi ballerini e solisti scaligeri. A “cucire” il tutto contribuiscono gli interventi di volti del teatro e del cinema chiamati a interpretare testi in tema. Affascinante e unica è anche la messa in scena: dal centro della platea l’orchestra “dialoga” con gli artisti divisi tra palcoscenico, palchi e vari spazi dell’edificio e dei laboratori del teatro.