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Alessandro Bonan, il re del calciomercato in tv

Assieme ai fidati colleghi Gianluca Di Marzio e Fayna, tutte le sere racconta su Sky Sport le trattative che tanto appassionano gli sportivi italiani. E il 31 gennaio, giorno di chiusura della sessione invernale, si avvicina...

Foto: Alessandro Bonan. Pistoiese, è laureato in Scienze politiche ed è giornalista professionista dal 1999. È un appassionato musicista e ha addirittura composto la sigla della trasmissione «Calciomercato»

30 Gennaio 2019 | 11:42 di Matteo Valsecchi

Mancano ancora poche ore alle 20 del 31 gennaio quando si chiuderà la sessione invernale del calciomercato. È questo il bazar dei tifosi sognatori che sperano, fino all'ultimo secondo, di vedere così sbarcare un nuovo campione nella loro squadra del cuore. Ad averci raccontato la frenesia delle trattative di questi giorni è stato Alessandro Bonan che il 31 sarà protagonista di un'edizione doppia, alle 19.30 e alle 23, del suo “Calciomercato – L'originale” su Sky Sport 24 e Sky Sport Football.

Alessandro, le voci sono sempre tantissime. Come si fa a capire cosa è vero e cosa no?
«Non è affatto facile. Per quanto ci riguarda, questo è un lavoro che approfondisce Gianluca Di Marzio. Lui si muove contemporaneamente su diversi fronti: parla con le società, i procuratori, alcune sui fonti personali. E quando riceve un'indiscrezione, se non è sicuro al 100% della veridicità, non la dice. Sente molto la responsabilità del suo mestiere».

Eh già, col calciomercato non si scherza...
«Spesso ci facciamo suggestionare più dalle idee che dalle certezze. Il fascino del mercato è talmente forte che fa sognare le persone. Ma non bisogna mai dimenticarsi che siamo giornalisti e non si può ingannare chi ci guarda».

E invece dal suo punto di vista di conduttore, come si racconta il calciomercato?
«È fondamentale essere veloci, soprattutto negli ultimi giorni: in questo ci aiuta una buona dose di adrenalina che durante le diretta non manca mai. Ma soprattutto devi offrire a chi ti guarda un piccolo show, un intrattenimento. Trovare storie importanti che si affianchino alle notizie vere e proprie».

Ce ne ricordi una di queste storie.
«Difficile a dirsi, sono talmente tante... Beh, quest'anno c'è stata l'incredibile vicenda di Gonzalo Higuain che, prima, arriva al Milan come salvatore della patria. Poi punta i piedi per farsi cedere. Dice di avere la febbre prima della partita di Supercoppa (vinta dalla Juventus proprio contro il Milan, ndr) e alla fine va a giocare in Inghilterra al Chelsea. Una cosa del genere non l'avrebbe immaginata nessuno».

Anche per questa edizione, la sigla di “Calciomercato” l'ha composta e suonata lei. Si intitola “Il sogno” e ha persino coinvolto sua figlia Martina.
«Sì, canta in un paio di passaggi».

Quindi d'ora in avanti dovremo aspettarci altri duetti?
«L'altro giorno stavamo suonando un paio di pezzi che ho composto pensando a lei. Ha una bellissima voce. Chissà... Anche questo è un sogno».

Lei, invece, con la musica ci ha preso proprio gusto.
«Direi di sì. Adesso sto cercando 3 o 4 ragazzi per fare qualche concerto dal vivo. Ho un po' di canzoni pronte, vediamo...».

Ma da ragazzo qual era il suo cantante preferito?
«Amavo tanto Luigi Tenco, e poi tutto il rock degli Anni 60 e 70. Insomma, la musica della ribellione e dei figli dei fiori».

E invece il calciatore?
«Un altro ribelle di quell'epoca: Johan Cruijff. Rimasi stregato quando da bambino andai al cinema a vedere il documentario “Il poeta del gol” che era tutto dedicato lui. Era un giocatore straordinario ed ho anche avuto la fortuna di conoscerlo. Pochi anni prima che morisse (nel 2016, ndr) ci ritrovammo su campo da golf per un evento benefico. Mi avvicinai per chiedergli una foto: ero convinto che mi avrebbe detto di no. Invece fu di una disponibilità e di una gentilezza sorprendenti. Un campione in tutto».