Home TvProgrammiAlessandro Bonan: «Piacere, sono l’uomo della Serie A»

Alessandro Bonan: «Piacere, sono l’uomo della Serie A»

Il volto storico di Calciomercato prende il posto di Ilaria D’Amico al timone di Sky Calcio Show

Foto: Alessandro Bonan. Pistoiese, è laureato in Scienze politiche ed è giornalista professionista dal 1999. È un appassionato musicista e ha addirittura composto la sigla della trasmissione «Calciomercato»

02 Agosto 2018 | 17:03 di Andrea Di Quarto

Si gode il mare e gioca a golf quando può, ma quella di Alessandro Bonan non è un’estate come tutte le altre: dal 19 agosto raccoglierà l’eredità di Ilaria D’Amico alla guida di «Sky Calcio Show», la vetrina più importante di Sky Sport. Una successione naturale dal momento che era stata già testata nel 2016, durante la gravidanza della D’Amico. «Sì, quel periodo è stato molto importante. Il programma è andato via sciolto, gli ascolti sono andati benissimo e io ero totalmente a mio agio» ci spiega il giornalista toscano. «È una trasmissione che sento giusta per me perché bisogna andare molto a braccio, a sensazione, avere delle conoscenze specifiche, senso del ritmo e del tempo. Tutte cose che credo mi si adattino bene. Mi piace pensare che sia il frutto di tanti anni di lavoro e di risultati raggiunti. Non è sempre tutto così scontato».

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Uno dei suoi meriti è avere portato leggerezza nella discussione calcistica. A «Sky Calcio Show» non sarà sempre facile.
«La leggerezza è importante, ma devi anche avere anche una  certa sensibilità. È facile per me parlare da uno studio con l’aria condizionata e tutto il resto, ma dall’altra parte l’adrenalina è al massimo. C’è gente, penso soprattutto agli allenatori, che soffre per una sconfitta che ritiene magari immeritata, che si gioca la propria reputazione. Amo gli allenatori, rappresentano la sintesi perfetta di una squadra: si può dire che il portiere ha giocato male, l’attaccante ha sbagliato un gol, ma chi ci mette la faccia è il tecnico. Sono degli eroi moderni, i direttori di una grande orchestra».

Canterà lei la sigla?
«Non so se ci sono i tempi, ma se me lo lasciano fare, volentieri. Ho già delle idee in proposito. Mi immagino una cosa alla Herb Alpert (il trombettista autore del motivo di “Tutto il calcio minuto per minuto”, ndr), una sigla del genere, un motivetto che resti nella memoria e rappresenti il suono della domenica».

Sia sincero: lei nella vita voleva fare il musicista.
«Il mio sogno da ragazzo era quello, ma avevo anche  quello di parlare di calcio: era meno impegnativo e mi veniva naturale. Mi toccava impegnarmi di più per fare il musicista e quindi ho scelto la prima opzione. Il discorso è venuto fuori quando avevo già un altro lavoro e il divertimento della musica me lo potevo permettere. Ho un sacco di canzoni nel cassetto e mi piacerebbe scrivere delle cose per mia figlia. Come Don Costa con Nikka Costa! (ride). Ha 16 anni e ha scoperto recentemente questa sua passione». 

A «Sky Calcio Show» ci sarà anche il suo partner storico Gianluca Di Marzio. Com’è nata questa coppia di successo?
«La prima edizione di “Calciomercato” l’avevo fatta da solo, ma condurre e dare le notizie allo stesso tempo era molto complicato. Gianluca era arrivato da poco a Sky e  il direttore di allora, Massimo Corcione, lo aveva notato e ne era rimasto colpito. Così nacque questo binomio che ha funzionato anche perché siamo molto diversi. L’appalto della notizia è andato totalmente a lui ed è stato bravissimo a sfruttarlo diventando il numero uno delle notizie di calciomercato».

Siete amici anche fuori?
«Sì, sono stato anche padrino di battesimo di sua figlia. Finita la stagione ci separiamo, ma ci vogliamo bene. “Calciomercato” funziona anche perché si fonda sull’amicizia di chi ci lavora».

Un’ultima cosa: i suoi inviati passano giornate in piedi davanti a un hotel a caccia di scoop. Come fanno a non andare mai in bagno?   
«Anche loro sono degli eroi. A volte chiediamo loro delle cose impossibili. Sfruttiamo la loro gioventù e il loro entusiasmo. Ma se sei sulla notizia, la catturi e la tiri fuori al momento giusto, vieni ripreso dai media di tutto il mondo. Diciamo che in quei casi vale la pena di trattenere la pipì».