Home TvProgrammi«Alessandro Borghese 4 ristoranti», le anticipazioni sulla puntata del 19 luglio

«Alessandro Borghese 4 ristoranti», le anticipazioni sulla puntata del 19 luglio

Lo chef va alla ricerca del miglior ristorante del sud della Sardegna

Foto: Alessandro Borghese

19 Luglio 2018 | 11:59 di Redazione Sorrisi

Giovedì 19 luglio su Sky Uno alle 21.15 «Alessandro Borghese 4 ristoranti» va alla ricerca del miglior ristorante da vacanza del sud della Sardegna, nel Parco del Pollino. A sifdarsi sono il Lido Tamatete, La Paillotte l'Agriturismo La Biada e l'Ittiturismo Sabor' e mari.

Come per ogni puntata del programma, i ristoratori di una stessa zona cenano ognuno nel ristorante degli altri tre, accompagnati da chef Borghese. Danno poi un voto da 0 a 10 a location, menu, servizio e conto, ma un bonus di cinque punti dello chef più ribaltare completamente il risultato.

I ristoranti

Daniele gestisce il Lido Tamatete (Castiadas) con la moglie. Lui era un ufficiale dell'Esercito Italiano e lei una coreografa, non sono sardi, ma hanno deciso nel 2005 di aprire il loro chiosco a 20 metri dal mare. Una cucina semplice il cui ingrediente principale è il pesce, ma non manca qualche piatto di carne e qualche piatto vegano e vegetariano.

La Paillotte (Località Calafighera. Promontorio Sella del diavolo a Cagliari) è gestito da Luca, che inizialmente era solo il PR del ristorante. Non ama fare cucina sarda, perché vuole proporre qualcosa di nuovo, ma non mancano piatti tipici come la Fregula o i collurgiones rivisitati.

Francesca è titolare e responsabile di sala dell'Agriturismo La Biada, all'interno dell'azienda agricola del fratello. Cucina casereccia i cui piatti forti sono: il maialino, i ravioli, la pasta fatta in casa e gli antipasti misti di verdure. Questo ristorante tradizionale in puro stile country-chic si trova a Santa Margherita di Pula, a 2 km dal mare.

Titolare e cuoco dell'Ittiturismo Sabor’ e mari di Porto Budello è Alessio, nato a Cagliari, ha ereditato tre anni fa l'attività del padre. Classica cucina da pescatori, dove si arrostisce quello che viene pescato, nell'area di pesca a lui concessa: 30 ettari di mare a uso biologico e 20 ettari aperti. Un suo grande classico è la salsiccia di polpo.