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Alessio Viola: «Per fortuna ho tre sveglie»

A tu per tu con il conduttore di "Ognimattina", su Tv8 al fianco di Adriana Volpe

Foto: Alessio Viola

19 Novembre 2020 | 9:34 di Barbara Mosconi

Ogni mattina Alessio Viola apre gli occhi «e sa che ha altre tre sveglie messe sul cellulare». Fa colazione, legge i giornali, prende il motorino «e va a sbattere». Beh, per fortuna è successo solo una volta! Le altre mattine arriva indenne negli studi di Sky a Rogoredo, periferia sud di Milano. Se alle 9.45 accendete il televisore su Tv8 lo trovate in studio in un programma di informazione e intrattenimento: con lui, giornalista e volto di Sky da anni, c’è Adriana Volpe. Titolo lapalissiano: “Ogni mattina”. Tutto questo da quasi cinque mesi.

Alessio, quando suona la sveglia cosa pensi?

«La faccio suonare. Mi alzo sempre dopo la terza sveglia. Anche se adesso ho preso il ritmo. Mi mancava, dopo tanti anni a Sky Tg24, dove a volte ti capitava di finire tardissimo, altre volte di andare in onda all’alba. Ora mi sembra di essere tornato a scuola».

Da giugno su Tv8 conduci un contenitore di oltre quattro ore.
«La lunga diretta non mi pesa, la pa- lestra del telegiornale si fa sentire. L’anno scorso per i 50 anni dello sbarco sulla Luna a Sky facemmo uno speciale di nove ore, dalle quattro del pomeriggio fino all’una di notte».

Quattro ore sono nulla.
«“Ogni mattina” è ben diviso, io sono più presente nella prima parte con vocazione news e attualità. La seconda, dove si dà spazio al costume, è più “volpesca” o “volpina”».

A proposito, come vanno i rap- porti con Adriana Volpe?
«Molto bene, è molto dolce e piacevole. Una bella persona. Le ho dato il benvenuto a Sky, lei arrivava da Rai e Mediaset».

Nemmeno uno screzio?
«Lei si porta dietro questa infinita querelle con Giancarlo Magalli. Le ho detto subito: “Io sono venuto già litigato” e così non c’è stato nessun problema».

Da cinque mesi sei lì, puntuale, “ogni mattina”, salvo tre settimane.
«Sono stato colpito da una sbarra men- tre uscivo in motorino da un parcheggio: è scesa all’improvviso e mi ha rotto il naso. Ho dovuto fare un intervento, mettere i punti. C’è chi prende le buche a Roma e chi le sbarre a Milano».

Parli da romano doc.
«Sono di Roma nord e faccio parte di quella generazione evoluta per cui la cosa più bella di Milano non è “il treno per Roma”. Milano mi piace, però sono un romano innamorato di Roma, del suo cielo, del suo clima, della sua luce».

Sognavi di fare questo mestiere?
«Da sempre volevo fare qualcosa nella comunicazione, poi che fosse giornali- smo, spettacolo, televisione, pubblicità... Sono cresciuto con Maurizio Costanzo, Michele Santoro, Enrico Mentana e Gianfranco Funari per il giornalismo. Poi Pippo Baudo, Corrado Guzzanti e Renzo Arbore nell’intrattenimento. Ho in testa dei bei maestri».

Alla fine hai scelto il giornalismo.
«Ho cominciato scrivendo sui giornali, una bellissima base del mestiere. Giorgio Dell’Arti aveva fondato a Roma un service che forniva articoli pronti a giornali e agenzie. Scrivevo in maniera schizofrenica di tutto, a volte facevo pezzi di spettacolo, politica e sport nella stesso giorno».

Come sei finito in tv?
«Dopo un colloquio con Emilio Carelli, allora direttore del tg di Sky. Mi fece fare un po’ di prove e decise di assumermi. La prima diretta fu un disastro. Ero inviato per un caso di cronaca e per il nervosismo continuavo a muovermi su e giù sui talloni, così che entravo e uscivo dall’inquadratura».

E come sei passato alla conduzione?
«Ci ho messo sei mesi. Andavo in onda nel daytime. E anche lì la prima diretta fu terribile. Avevo un auricolare dove mi parlavano in dieci, di fronte il gobbo da leggere, in basso le agenzie. Andai in confusione e dissi che la benzina era aumentata a 1.800 euro al litro. Sono finito a “Striscia la notizia” con Iacchetti e Greggio che urlavano: “Ma allora!”».

In tanti anni di televisione che cosa hai tolto e aggiunto a quello che eri?
«Ho tolto un po’ di imbarazzo: la diretta mi ha insegnato a valorizzare ogni cosa che ti capita tra le mani, a trovare naturalezza e leggerezza. Inoltre ho imparato che non è serio prendersi troppo sul serio».

Infatti su Twitter e Instagram distribuisci arguzie a 360°.
«Una mia amica dice che so- no un “conduttista”, un mix tra conduttore, giornalista e battutista. Mi commuovo quando sotto le mie battute c’è un “like” di Corrado Guzzanti, sono cresciuto con lui. L’anno scorso Giovanni Benincasa mi voleva far condurre “Battute” su Raidue, ma poi non si è trovato un accordo».

Ti manca il tavolone di Sky Tg24?
«Mi mancano i colleghi, ma è bene cambiare. Il tg ti dà un ritmo pazzesco, l’idea che sei sempre di corsa e tutto si brucia rapidamente. Nei mesi scorsi ho girato “Venti20” per Tv8, sei puntate che raccontano i primi 20 anni di questo millennio, si possono vedere e rivedere sul sito. Stiamo pensando a uno speciale per dicembre, “Venti20 e quasi 21”».

In una tua scheda sul web si legge: «Alessio Viola non ha tatuaggi». Rilevante?
«Non lo so. Comunque confermo. Con tutte le cose “definitive” mi arrovello e non riesco a far niente, a cominciare da un tatuaggio, un mutuo o un matrimonio».

Ecco: situazione in amore?
«Come i tatuaggi. Niente».