Home TvProgrammiAmadeus: «Finalmente ho ritrovato i miei cari Soliti Ignoti»

Amadeus: «Finalmente ho ritrovato i miei cari Soliti Ignoti»

Il presentatore è tornato su Raiuno con il gioco delle identità nascoste. E racconta a Sorrisi i suoi mestieri passati e quelli che sognava di fare

Foto: Amadeus. È sposato con Giovanna Civitillo e ha due figli, Alice Vittoria (nata dal precedente matrimonio) e José Alberto

20 Settembre 2018 | 09:00 di Barbara Mosconi

Cordiale e spigliato come sempre, Amadeus è tornato in televisione per una nuova stagione dei «Soliti ignoti», ogni sera dal lunedì al sabato alle 20.30 su Raiuno. Nel gioco, ormai rodatissimo, ogni sera un concorrente deve azzeccare l’identità di otto «ignoti» basandosi sul loro mestiere, professione, attività o su un hobby dichiarato. Per quanto riguarda lui, Amadeus, il curriculum dei mestieri è il seguente: conduttore televisivo, conduttore radiofonico, showman, attore e deejay.

Se partecipasse ai «Soliti ignoti» lei che professione, tra le tante che ha fatto, si assegnerebbe?
«Ma, non lo so... Forse andrei su una cosa che uno non si aspetta, non su una cosa ovvia, qualcosa che il pubblico non si può immaginare».

Cosa non immaginiamo di Amadeus?
«Che non so cucinare neanche un uovo al tegamino o che dimentico sempre qualcosa e quindi vado in giro con uno zaino dove, nel dubbio, metto dentro tutto: chiavi, occhiali da sole, libri...».

E prima di «conduttore, deejay, showman, eccetera eccetera» cosa ha fatto?
«Ci sono stati i lavoretti che facevo da ragazzo d’estate per guadagnare qualcosa. Ho fatto il cameriere in una gelateria sul lago di Garda per comprarmi il motorino. E un’altra estate ho fatto il palafreniere: accudivo i cavalli di una scuderia, dall’alba al tramonto, faticosissimo!».

Nel mondo dei sogni, invece, che mestiere farebbe?
«Sin da bambino sognavo di fare il presentatore guardando Corrado e Mike Bongiorno, e poi il sogno si è realizzato. Per il resto ho una grande passione per il calcio e quindi mi sarebbe piaciuto diventare non dico calciatore, visto quanto sono scarso, ma almeno allenatore».

L’ultimo hobby a cui si è dedicato?
«Io non ho un hobby particolare, mi piace soprattutto viaggiare, muovermi, girare per negozi e per centri commerciali».

E come fa a restare «ignoto» girando in questi posti?
«Non mi preoccupo di questo, vado in giro e basta. Magari cerco di non andarci il sabato pomeriggio. Faccio le cose normali che fa chiunque. Sono monotono, simpaticamente monotono, direi».

Non ci crede nessuno.
«Ma è così! Sono molto curioso ed energico nel lavoro, ma fuori dalla tv sono estremamente pigro e abitudinario. In vacanza faccio attività sportiva solo quando gioco a calcio con mio figlio».

Lei quale «parente misterioso» porterebbe in trasmissione?
«Mia mamma mi somiglia molto, abbiamo gli stessi occhi, e se guardi mio fratello lo capisci subito che siamo parenti, con il naso siamo messi bene entrambi. Probabilmente porterei mio padre Corrado, che comunque sarebbe un parente “facile” da indovinare, c’è sempre quell’aria di famiglia».

Suo papà che mestiere faceva?
«Quello che fa attualmente, anche se ha compiuto 80 anni: istruttore di equitazione a Verona. Prima andava anche a cavallo, ora insegna e continua a stare all’aperto, con il sole, il caldo, il freddo, le intemperie. Anche mio fratello è istruttore di equitazione e pure il nonno, il papà di mio papà, lo faceva nell’Esercito».

C’è mai stato un cavallerizzo ai «Soliti ignoti»?
«Uno, l’anno scorso, ha portato la sua sella in studio».

Stilista per cani, inseminatore di conigli, venditore di spandiletame: sono alcuni degli strani mestieri dei vostri «ignoti».
«Grazie al programma ho conosciuto un sacco di mestieri e mi ha sorpreso l’intraprendenza di molti italiani che si sono inventati un’attività, rischiando in settori diversi da quelli tradizionali. Ci sono persone geniali in questo Paese».

Lei di solito quanti «ignoti» indovina ogni sera?
«Io non ci provo neanche. Quando conduco non penso a quale potrebbe essere la risposta giusta, vivo quello che accade. A casa, invece, mia moglie e mio figlio fanno a gara a indovinare».

Tra vent’anni, tornando ai «Soliti ignoti», che definizione vorrebbe per sé?
«Io dico sempre che finché avrò la possibilità di lavorare, lavorerò volentieri. In caso contrario uscirei di scena, e andrei a vivere all’estero, o farei altro. Non girerei più attorno al mondo in cui mi sono sentito protagonista. Tra vent’anni mi piacerebbe che la gente si ricordasse di me come il presentatore-amico della porta accanto».

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